ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa stagione estiva

Turismo, Rdc «tagliato» e voucher: tutte le proposte per trovare i lavoratori mancanti

Il ministro Garavaglia ha lanciato l’idea di ridurre al 50% il reddito di cittadinaza al percettore che accetta un lavoro nel settore

di Riccardo Ferrazza

Garavaglia: turismo, puntiamo a tornare ai numeri del 2019

2' di lettura

Il turismo è pronto a nuova stagione estiva con buoni numeri degli arrivi dall’estero: ma sulla prima vera occasione per recuperare quanto perso nel lungo periodo Covid, anche se si dovranno fare i conti con la nuova emergenza del conflitto in Ucraina si allunga un’ombra. Quella della mancanza di lavoratori, come più volte sottolineato dalle associazioni di settore e anche dal ministro del Turismo, il leghista Massimo Garavaglia che ha parlato di un deficit nel settore «di 300-350 mila persone»: «Con il numero alto di disoccupati che abbiamo vuol dire che c’è qualcosa che non va».

Il ministro ha annunciato un tavolo con il collega del Lavoro Andrea Orlando e con gli operatori «per vedere cosa si può fare nell’immediato» per risolvere il problema della carenza di personale. Una sede nella quale discutere le proposte ipotizzate da Garavaglia: da un intervento di modifica al reddito di cittadinanza alla riapertura dei flussi migratori passando per la reintroduzione dei cosiddetti voucher.

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Un «tagliando» al reddito di cittadinanza

«Per il reddito di cittadinanza e Naspi credo che abbiamo bisogno di un aggiustamento radicale» è stata la premessa di Garvaglia che propone «un’uscita graduale» per chi è titolare della misura di sostegno economico: «Ad esempio, penso che a uno stagionale glielo togliamo al 50% purché vada a lavorare».

Riapertura dei flussi migratori

L’altra idea per non bloccare la ripartenza del turismo è per Garvaglia quello di un decreto flussi per consentire l’ingresso in Italia di personale da impiegare nel settore. «Dovremo prendere degli stranieri altrimenti gli alberghi non riescono a lavorare» ha detto il ministro. Il decreto flussi per il 2022 ha autorizzato ingressi per 69.700 lavoratori stranieri, più del doppio rispetto al tetto fissato per il 2021 (30.850). Agli ingressi per motivi di lavoro stagionale era riservati 42mila posti.

La reintroduzione dei voucher

Garavaglia ha rilanciato la possibilità di reintrodurre i voucher, nel settore agricolo e turistico. «Uno strumento efficace per il contrasto del lavoro nero» che «consente l’integrazione salariale, per chi lo vuole, in maniera semplice e trasparente» è la posizione del ministro.

Nati con il governo Berlusconi come sistema di pagamento per alcune prestazioni di lavoro saltuario, i voucher vissero un boom durante il governo Renzi, che con il Jobs Act, ne alzò la soglia di compensi percepibili da 5mila a 7mila euro all’anno. Tuttavia, negli anni cominciarono ad emergere una serie di criticità, legate prevalentemente alla tracciabilità dei voucher.

A fronte di una serie di indagini vennero a galla numerose irregolarità, con datori di lavoro che li utilizzavano per prendere un lavoratore per un’ora, facendolo lavorare invece per otto ore, sfociando così in una forma di lavoro grigio sempre più diffusa. Alla fine del 2017 il governo Gentiloni varò una stretta e li sostituì con i contratti di prestazione occasionale e il libretto di famiglia. Memore dell’esperienza passata, Garavaglia ha sottolineato che i voucher «vanno ripensati, vanno messe regole ulteriori e va attuato un attento monitoraggio», anche attraverso i nuovi strumenti digitali».

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