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Turismo, una ripresa è possibile ma con forti incentivi per chi viaggia in Italia

Secondo alcuni modelli previsivi se gli italiani che nel 2019 sono andati all'estero facessero le proprie vacanze nel Belpaese nella seconda parte del 2020 e nel 2021 gli effetti negativi di Covid19 potrebbero essere bilanciati in termini di presenze

di Evelina Marchesini

Il turismo italiano lancia un manifesto-appello alle istituzioni

Secondo alcuni modelli previsivi se gli italiani che nel 2019 sono andati all'estero facessero le proprie vacanze nel Belpaese nella seconda parte del 2020 e nel 2021 gli effetti negativi di Covid19 potrebbero essere bilanciati in termini di presenze


5' di lettura

Il turismo italiano affonda sotto il peso di Covid19. Si moltiplicano le proposte per tentare di rilanciare il settore, ma quali sono i dettagli dell'impatto del virus sulle presenze e sulla spesa turistica? Un report di World Capital, che Il Sole 24 Ore è in grado di anticipare in esclusiva, fa i conti della crisi e propone uno scenario di ripresa concreto. Con una buona notizia: modelli previsivi alla mano, la ripresa della seconda parte dell'anno e il rimbalzo del 2021 potranno compensare in buona parte le perdite dovute alla situazione sanitaria, ma solo a patto che gli italiani che l'anno scorso hanno trascorso le vacanze all'estero spendano la stessa somma in Italia sia quest'anno, sia nel 2021. Un'ipotesi che, per essere plausibile, dovrebbe trovare una base in eventuali incentivi fiscali verso la spesa in patria. Ecco i dettagli.

L'impatto dei turisti extra-europei
A oggi, dei circa 45 miliardi di euro che gli stranieri spendono nel nostro Paese, un terzo è imputabile a viaggiatori extraeuropei, che dovendo viaggiare in aereo mancheranno presumibilmente dall'Italia ancora per parecchio tempo. Ecco quindi la prima voce in entrata da cancellare, circa 15 miliardi di euro.

I voli aerei
I dati Iata mostrano che il traffico passeggeri negli aeroporti europei è diminuito del 54% nella settimana dal 9 al 15 marzo; si stima che si registrerà -si legge nel report di World Capital - una perdita complessiva di oltre 100 milioni di passeggeri nel primo trimestre 2020 e la situazione continuerà a peggiorare per i divieti di viaggio e di volo che stanno adottando i Paesi europei. Negli ultimi giorni il traffico passeggeri nei nostri aeroporti – 185 milioni di cui circa 120 milioni internazionali – ha subito un crollo di oltre il 90%.

L'importanza della stagionalità
Nel 2019 i turisti stranieri hanno rappresentato ben il 50,3% delle presenze totali sul territorio nazionale e il turismo italiano rappresenta il 13,2% del Pil. Uno dei fattori da prendere in considerazione per calcolare l'impatto di Covid19 è la stagionalità: per il turismo italiano il periodo più intenso è il trimestre estivo, in cui si concentra il 50% delle presenze totali annuali; mentre per il turismo straniero l'alta stagione inizia già a marzo e si protrae fino ad ottobre.World Capital calcola perciò che l'impatto del turismo italiano sia pari a un -45% su tutto l'anno in termini di presenze e a -51% sull'alta stagione, mentre per il turismo straniero l'impatto è del -50% ma -74% dell'alta stagione.


L'ipotesi
Secondo World Capital, se tutti i turisti italiani che nel 2019 si sono diretti verso mete estere, rimanessero in Italia nel 2020, sarebbero in grado di compensare le presenze turistiche straniere registrate in Italia nel 2019, che si ipotizza possano ridursi del 92% nel 2020 (questo scenario si basa sull'assunzione che nel 2020 i turisti stranieri viaggeranno in Italia solo tra gennaio e febbraio, mesi in cui nel 2019 è stato registrato l'8% delle presenze totali annuali). Se ai 295 milioni di presenze (turisti italiani andati all‘estero nel 2019 e che potrebbero restare in Italia nel 2020) andiamo a sommare gli italiani che già nel 2019 hanno trascorso le vacanze in Italia (215 milioni), emerge che sarebbe possibile compensare le presenze straniere che certamente mancheranno nel 2020 a causa dell'emergenza Covid-19. L'ipotesi presa in esame considera che, nel 2020, le presenze straniere in Italia potrebbero essere 17,4 milioni (principalmente gennaio e febbraio, prima del virus). Qualora gli italiani che nel 2019 hanno trascorso le prorie vacanze in Italia continuassero a farlo anche nel 2020, e gli italiani che invece hanno viaggiato all'estero restassero in Italia, sarebbe possibile registrare 528 milioni di presenze, e compensare la scarsità di viaggiatori stranieri.
E' importante precisare che questo scenario non sarà esattamente ciò che si verificherà nel 2020 -affermano gli analisti di World Capital-. Le presenze di stranieri in Italia potrebbero essere di più dell‘8% di quelle registrate nel 2019, e degli italiani che nel 2019 hanno viaggiato all'estero ci sarà chi anche nel 2020 si sposterà nuovamente verso Paesi esteri. Tuttavia, prendendo in esame una “situazione estrema”, è possibile valutare l'impatto positivo che il turismo nostrano potrebbe avere nella situazione di emergenza attuale”.

La spesa
E in termini di spesa? L'effetto non è altrettanto potente. Secondo World Capital, se tutto ciò che hanno speso i turisti italiani all'estero nel 2019 rimanesse su territorio nazionale, non sarebbe sufficiente a compensare i quasi 45 miliardi di euro di spesa turistica degli stranieri. Tuttavia, considerando che nei mesi di gennaio e febbraio il turismo straniero in Italia non è stato vittima dell'emergenza Covid-19, si può supporre che il 10% della spesa turistica annua sia entrato nelle casse italiane, per un valore stimato di 4,4 miliardi di euro. Se tutti gli italiani diretti verso l'estero nel 2019 viaggiassero in Italia nel 2020, apporterebbero 27 miliardi e sarebbero in grado di limitare le perdite complessive del settore a 12,6 miliardi di euro. Se lo stesso comportamente si avesse nel 2021, il bilancio finale potrebbe essere forse positivo.

L'impatto città per città
Di grande importanza è analizzare la situazione e le prospettive delle città italiane, in quanto l'impatto dei turisti stranieri è fortemente diversificato da città a città. Per avere uno scenario il più completo possibile, World Capital ha preso in esame i capoluoghi di regione ed alcune altre città ritenute significative dal punto di vista turistico.
Emerge in modo netto che le grandi città italiane, dove il turismo internazionale è considerevolmente più sviluppato di quello nazionale, potrebbero essere quelle più colpite dalla pandemia, in virtù del fatto che la grande maggioranza dei turisti stranieri che solitamente le scelgono come meta saranno impossibilitati a raggiungerle per buona parte del 2020.

In particolare, ecco le località dove più della metà delle presenze annuali è di turisti stranieri: Venezia (oltre il 70%), Firenze (circa il 70%), Roma (68%), poi Milano, Palermo, Sassari, Bologna, Catania e Trieste, queste ultime con percentuali tra il 50 e il 60%. In queste città, dunque, l'adozione di una politica nazionale volta a incentivare il turismo domestico ha un impatto ancora più determinante.

Le intenzioni degli italiani
Da un sondaggio di Confturismo-Confcommercio, realizzato in collaborazione con Swg, è emerso che la metà degli intervistati dichiara di voler fare una vacanza appena l'emergenza sanitaria finirà e l'83% degli italiani la farà in Italia; il 16% teme invece di non avere una disponibilità economica sufficiente per viaggiare e il 44% lo farebbe se potesse detrarre parte del suo costo. Il sentiment dei turisti risulta dunque propositivo e predisposto a muoversi all'interno del Bel Paese; una previsione che potrebbe avverarsi qualora ci fossero delle opportune agevolazioni statali, in grado di aiutare gli italiani ad affrontare i costi delle proprie vacanze.

Gli incentivi da mettere in campo
In proposito, World Capital valuta che sarebbero particolarmente utili misure di detrazione della spesa dei soggiorni nella dichiarazione 730, oppure i “buoni viaggi” per dare l'opportunità agli italiani di affrontare la spesa delle vacanze. Oltre alla sensibilizzazione del turismo eco-sostenibile, favorendo, tramite dei buoni sconto, l'utilizzo di mezzi di trasporto, come il treno, che ha un minor impatto ambientale.

Per approfondire
Il turismo dopo la quarantena: istruzioni per farsi trovare pronti

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