turismo

Sardegna, stagione estiva a rischio flop: stimate 750mila presenze in meno

I dati arrivano dall'indagine compiuta dall'Osservatorio di Federalberghi e realizzata, attraverso questionari online che hanno interessato 450 operatori

di Davide Madeddu


In Sardegna diminuisce il Pil procapite ma cala la disoccupazione

2' di lettura

Parlare di flop, rispetto allo scorso anno, è ancora presto. Però le previsioni della stagione turistica in Sardegna sono poco confortanti: rispetto al 2018 si prevedono 750mila presenze in meno. Unico elemento positivo, il numero degli occupati: stabile con qualche piccola crescita. Anche se si spera in un'inversione di tendenza da agosto in poi. I dati arrivano dall'indagine compiuta dall'Osservatorio di Federalberghi e realizzata, attraverso questionari online che hanno interessato 450 operatori. A portarla avanti il responsabile scientifico Giacomo Del Chiappa, docente di marketing del dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell'Università di Sassari.

«La riduzione delle presenze estive sarà drastica – chiarisce Paolo Manca, presidente regionale Federalberghi - Per agosto c'è il 50 per cento di invenduto. Certo si confida con le offerte e i last minute ma chiaramente questo non potrà che avere delle ripercussioni sul fatturato complessivo della stagione». Già da ora, però, il responsabile di Federalberghi, commentando i dati elaborati dall'osservatorio, traccia un primo bilancio che non esita a definire “nero”. Secondo il 24,2 per cento del totale del campione intervistato, tra operatori del settore alberghiero ed extra-alberghiero, il numero dei turisti nel 2019 è in calo di oltre il 10 per cento rispetto allo scorso anno. La diminuzione si attesterà invece tra il 5 e il 10 per cento per un operatore su cinque (19,9 per cento). Incremento di presenze (con percentuali variabili) solo per l’8 per cento degli intervistati.

Calo anche sul versante delle prenotazioni. A registrarlo il 57,5 per cento degli operatori del settore alberghiero. Nel settore extralberghiero, a fare i conti con la diminuzione di prenotazioni è circa il 55,1 per cento degli intervistati. Solo il 23,3 dichiara di avere prenotazioni in linea con lo scorso anno.

La ricerca dell'Osservatorio di Federalberghi Sardegna indica anche, secondo gli operatori turistici, le cause delle difficoltà annunciate per la stagione 2019. E riguardano l’accessibilità via mare, i collegamenti aerei e i trasporti interni. Elevate criticità vengono registrate anche nel rapporto tra pubblico e privato e nelle politiche di governance turistica. In controtendenza il dato legato all'occupazione. «Gli albergatori hanno scommesso sulla stagione migliorando la loro offerta. Per il momento sono stati traditi dai risultati del mercato. Ovviamente senza incentivi regionali e con una stagione incerta succede questo».

Eppoi c'è l'altro nodo che deve essere sciolto: l'abusivismo e il sommerso. «Ci sono 900 alberghi, 90 campeggi e 6mila strutture extralberghiere regolari – chiarisce Manca – a queste si aggiungono quelle non censite che creano un danno di immagine ed economico. Ribadiamo da anni che servono nuove regole per proteggere il consumatore, la collettività, i lavoratori, e il mercato».

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