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Turismo, il «signor Rossi» salva la Riviera romagnola (orfana di «herr Muller»)

All’inizio dell’estate tra gli operatori della costa adriatica prevaleva il pessimismo: niente stranieri. Una inaspettata domanda italiana ha limitato il danno

di Giancarlo Mazzuca

Estate da dimenticare, turismo perde 100 miliardi

All’inizio dell’estate tra gli operatori della costa adriatica prevaleva il pessimismo: niente stranieri. Una inaspettata domanda italiana ha limitato il danno


2' di lettura

Un raggio di sole in mezzo alla tempesta. In questi giorni, i quotidiani non sprizzano certo ottimismo: preoccupano gli ultimi dati sulla pandemia e i contraccolpi sul fronte economico. In particolare, questi ultimi sono allarmanti. La situazione è, infatti, sempre più grave tra i cento miliardi dei tre decreti post-Covid che sembrano spariti nel nulla e il debito pubblico (anche se pochi lo stanno monitorando perché sono stati sospesi i parametri Ue) che sta veleggiando verso la disastrosa soglia del 200 per cento. Per non parlare delle previsioni sulla disoccupazione, con stime che parlano della perdita di un milione di posti di lavoro in autunno. Non sappiamo davvero a che santo votarci anche perché la boccata d’ossigeno del «Recovery fund» arriverà, se arriverà «in toto», solo il prossimo anno quando la situazione del «made in Italy» rischia di essere alla canna del gas tanto che verrebbe voglia di lanciare un nuovo allarme: chiudete le bombole!

Ma siamo così sicuri che tutto sia compromesso? Ecco, mai come in queste settimane un pizzico di ottimismo, nonostante tutto, non guasterebbe proprio. Mi sto illudendo? Forse, ma ho davanti agli occhi un caso che mi fa ben sperare, nonostante tutto: come è andata l’estate 2020 al mare, sulla Riviera romagnola. All’inizio di giugno, appena fu possibile, avevo fatto un salto da quelle parti restando particolarmente deluso: le capitali delle vacanze erano tutte chiuse e quasi abbandonate. Mi aveva soprattutto colpito la desolazione attorno al bagno «Papeete» di Milano Marittima che, Salvini o non Salvini, era stato un po’ il simbolo dell’estate 2019 in Italia. Sembrava uno spettacolo lunare e non potevo che dare ragione agli addetti ai lavori che avevano previsto una stagione disastrosa. Anche perché molte aziende industriali, bloccate per mesi dal «lockdown», sarebbero restate aperte in agosto e diversi lavoratori avrebbero dovuto rinunciare alle ferie.

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Senza contare che tutte le regole iniziali sui distanziamenti tra ombrelloni, lettini e sdraio non avrebbero certo facilitato l’accesso alla spiaggia.Ebbene, il bilancio stagionale di molte regine delle vacanze non è poi stato così drammatico, anzi. È vero, sono mancati moltissimi «herr Muller», ma sono, però, arrivati tanti «signor Rossi» inaspettati. Secondo Unioncamere, nel mese «clou», quello d’agosto, i cali nelle presenze sulla Riviera romagnola sono, infatti, stati del 6,4% rispetto all’estate precedente ma la crescita dei turisti italiani ha raggiunto il 2,8. Insomma, le spiagge non hanno affatto chiuso. Adesso la speranza è che anche il rientro dalle ferie, nonostante le apparenze, sia molto meno nero di quanto previsto da certi «guru» dell’economia.

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