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Turismo in Toscana: presenze in crescita ma mancano gli americani

Nei primi otto mesi dell’anno le presenze turistiche nella regione sono aumentate del 24,8% sullo stesso periodo del 2020. Ma i livelli pre-Covid restano lontani

di Silvia Pieraccini

(Agf)

3' di lettura

Reputazione turistica, in vetta Trentino Alto Adige e Toscana

Le spiagge affollate che si sono viste nell’estate scorsa, dalla Versilia alla Maremma, dall’Elba all’Argentario, non devono illudere: lo sconquasso causato dal Covid nella regione più amata dai turisti extraeuropei non è ancora finito.
Il rimbalzo registrato dal turismo toscano nel 2021, in particolare tra maggio e agosto, è confortante ma non sufficiente a recuperare i forti cali di presenze registrati nel 2020 (quando, secondo le ultime stime, si sono persi oltre 22 milioni di pernottamenti). Lo certifica l’Irpet (Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana) nel report dedicato all’andamento turistico 2021, che disegna un settore ancora in ginocchio. E avverte: se non torneranno (presto) gli americani, il recupero resterà una chimera.

Un rimbalzo che non compensa il crollo

Nei primi otto mesi dell’anno le presenze turistiche in Toscana sono aumentate del 24,8% sullo stesso periodo del 2020. Ma i livelli pre-Covid restano lontani. «Rispetto al periodo prepandemia, cioè confrontandoci con il 2019 - scrive l’Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana - si resta comunque sotto del 44% se consideriamo i primi otto mesi del 2021, e del 32% se si considerano i mesi da maggio ad agosto». Il dato, già pesante, lo diventa ancora più considerando i consumi turistici, visto che i pernottamenti mancanti sono in gran parte quelli dei visitatori extraeuropei (in primo luogo americani e orientali) che rappresentano i big spender.

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Città d’arte in crisi

La situazione più difficile si vive nelle città d’arte toscane, le più colpite dalla crisi turistica indotta dal Covid (-70% le presenze gennaio-agosto 2020 sullo stesso periodo 2019) ma anche quelle con la minor capacità reattiva nel 2021 (+8% le presenze gennaio agosto 2021 sullo stesso periodo 2020 secondo i dati della Regione Toscana), tanto che Firenze, Pisa, Lucca, Siena, Arezzo devono ancora recuperare il 68% dei pernottamenti registrati pre-Covid.

Al mare pernottamenti a -14,6%

Anche le località balneari, che pure sono state prese d’assalto in estate dai turisti italiani e europei, non sono ancora tornate ai livelli pre-Covid: il gap dei pernottamenti resta del -14,6%. Guardando all’origine dei visitatori, nei primi otto mesi del 2021 sono cresciuti gli italiani (+11% sul 2020) e hanno fatto boom gli europei (+101%, dunque raddoppiati rispetto al 2020) mentre – ed è il dato più preoccupante – sono diminuiti ancora gli extraeuropei (-4% sul 2020). Per il recupero dei livelli di presenze 2019 (48,5 milioni) e di spesa turistica 2019 (più di 10 miliardi di euro) l’Irpet prevede tempi lunghi: «Non sarà una prova di velocità sui 100 metri piani, ma piuttosto una maratona», scrive l’Istituto di ricerca segnalando il rischio di restare indietro per quelle destinazioni più amate dai turisti extraeuropei, in testa città d’arte e collina.

Dominano i mercati interni

«È probabile che a dominare il 2022 saranno ancora i mercati interni, per i quali la concorrenza tra regioni certamente aumenterà – aggiunge Irpet – e i mercati europei, che costituiscono una chiave importante del recupero dei livelli prepandemici, insieme al mercato cruciale per eccellenza per molte destinazioni toscane tra quelle più toccate dagli effetti economici del viru, quello degli statunitensi». Il ritorno in grande stile degli americani è previsto nella primavera del 2022 «e anche da ciò dipenderà la capacità della regione di ridurre significativamente quel gap di presenze rispetto al tempo precedente la crisi che oggi misuriamo tra il 30% e il 40%, ma che permane più ampio se tradotto in termini di consumo e di impatto economico». Come dire che all'appello mancano ancora 5 miliardi di euro rispetto al 2019.

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