i dati del centro studi turistici

Turismo, in Toscana settore in crisi anche nel 2021

Pesa la crisi delle città d’arte e la mancata ripartenza del turismo a lungo raggio da Usa, Cina, Brasile e Giappone

di Silvia Pieraccini

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2' di lettura

L'estate 2021 sarà una fotocopia di quella pandemica del 2020 per la Toscana, e dunque con pochi guizzi e molti elementi critici: e questo sia perché il turismo di lungo raggio (Usa, Cina, Brasile, Giappone), che è uno dei motori della regione, non ripartirà ancora a causa del Covid, sia perché le città d'arte, in testa Firenze che assorbe più di un quarto dei flussi regionali, soffriranno ancora.

«I segnali di ripresa sono pochi – spiega Giancarlo Carniani, presidente della sezione alberghiera di Confindustria Firenze – e le attese sono concentrate sugli europei e sugli italiani, ma anche in questo caso si tratta di ipotesi perché per adesso nessuno prenota sapendo che troverà facilmente posto all'ultimo minuto e che i prezzi saranno più bassi. Speriamo tutti che rispetto all'anno scorso ci sia almeno un mese di lavoro in più, cioè quello di giugno».

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Gli operatori non si illudono più di vedere a breve il ritorno dei turisti preferiti per capacità di spesa: «Fino a poche settimane gli americani cercavano ancora la destinazione Firenze per l'autunno, ora hanno rimandato al 2022», sottolinea Carniani.

Le località che, ancora una volta, si salveranno dalla debacle sono quelle balneari e quelle rurali, e dunque la campagna e la montagna che meglio assicurano distanziamento, isolamento, possibilità di camminate, bike, trekking, escursioni. Il Centro studi turistici (Cts) ha stimato per quest'anno in Toscana una crescita di 4,7 milioni di pernottamenti rispetto al 2020, anno in cui però ne sono stati persi 27 milioni (scendendo da 48,5 milioni a poco più di 21 milioni).

In soldoni la spesa turistica si è dimezzata, perdendo 5,5 miliardi. Se andrà come previsto, il recupero 2021 sarà del 22,5%. «Non sarà una ripresa ma un rimbalzo – spiega Gianfranco Lorenzo del Cts – anche perché, con flessioni vicine all'80% come ha avuto Firenze, per risalire basterà poco. Rispetto ad altre regioni-competitor, la Toscana ha dalla sua la varietà dell'offerta, l'appeal della destinazione e la collocazione geografica, visto che può essere raggiunta facilmente in auto dai turisti europei e italiani: la velocità e autonomia di spostamento sono fattori che guideranno l'estate 2021».

L'altro fattore è quello legato ai vaccini e al colore delle regioni in base alla diffusione del virus, e qui la Toscana non può vantare grandi risultati. Per tornare ai livelli turistici pre-Covid bisognerà aspettare il 2023.

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