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A Napoli nasce la capitale cultura del Mediterraneo

Lo ha annunciato il ministro della cultura Franceschini con la dichiarazione conclusiva della due giorni di summit che ha riunito per la prima volta a Napoli 30 ministri dell’area mediterranea

di Andrea Gagliardi

Aggiornato il 17 giugno 2022, ore 16:23

(ANSA)

3' di lettura

Il Mediterraneo avrà a rotazione una capitale della cultura. Lo annuncia il ministro della cultura Franceschini con la dichiarazione conclusiva della due giorni di summit che ha riunito per la prima volta a Napoli 30 ministri dell’area mediterranea e non solo. La capitale della cultura ospiterà iniziative di rilevanza alternandosi tra i paesi mediterranei. «In questi due giorni - ha detto a margine Franceschini - Napoli ha già dimostrato di essere una grande capitale culturale, adesso definiremo regole e modalità ma Napoli ha tutte le carte in regola».

La dichiarazione finale dei ministri della Cultura del Mediterraneo

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«La cultura è il primo terreno di dialogo tra gli Stati e tra i popoli, anche quando le situazioni sono difficili», ha detto Franceschini prima di leggere la dichiarazione finale che è stata votata per acclamazione da tutti i ministri. Sempre il documento finale del summit, lungo 12 pagine, rende permanente l’incontro dei ministri del Mediterraneo e impegna i Paesi ad una serie di attività comuni sul contrasto al traffico illecito di beni culturali e sulla cultura come strumento di scambio tra i giovani. «È un’agenda molto ambiziosa - sottolinea il ministro - importante in un momento così difficile per il mondo, è stato importante avere tanti ministri di paesi anche ostili tra loro riuniti qui». Quanto all’istituzione della capitale della cultura: «Troppo spesso il Mediterraneo viene identificato come un luogo di problemi e di tensioni ma in futuro sarà inesorabilmente un lago di pace - ha ribadito il ministro citando Giorgio La Pira - con Paesi che si affacciano intorno al suo bacino con tradizioni e culture diverse ma che hanno un destino comune. Iniziare dalla cultura è una cosa molto importante».

A Napoli delegazioni di 30 Paesi

La conferenza (16-17 giugno) si è aperta con tre sessioni preparatorie dedicate alla cultura come fattore di pace e di sicurezza, alla cultura come elemento per la crescita sostenibile e la transizione verde e alla cultura in un mondo in transizione. Tecnici ed esperti delle delegazioni di 30 Paesi della regione hanno lavorato insieme con i rappresentanti delle organizzazioni internazionali del settore per arrivare a strategie e azioni congiunte per tutelare e valorizzare la cultura, intesa come bene comune e lanciare “l’Iniziativa di Napoli” per la collaborazione culturale nel Mediterraneo.

Gli obiettivi strategici

Nei tre panel si è parlato di protezione del patrimonio culturale dai danni generati da crisi internazionali e dai traffici illeciti ma anche di lotta al cambiamento climatico e del ruolo della cultura nello sviluppo sostenibile e nel raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Tra i risultati a cui si punta, l’istituzione di nuovi programmi dell’Unione Europea dedicati al sostegno della cultura nel Mediterraneo sulla base degli obiettivi strategici della Nuova Agenda Europea per la Cultura e della Nuova Agenda per il Mediterraneo.

Venerdì pomeriggio la dichiarazione finale

L’ambizione è «trovare strumenti comuni» su temi pressanti per il settore e non solo, dal traffico di opere d’arte alle calamità naturali, dai cambiamenti climatici che mettono a rischio il patrimonio delle nostre città alle guerre che lasciano ferite anche sui gioielli dell’arte, che devastano opere identitarie patrimonio di tutti. Temi che confluiranno poi nella dichiarazione finale che verrà firmata venerdì pomeriggio al termine della Sessione Plenaria.

Draghi: il dialogo tra le culture serve alla pace

«Il dialogo tra culture diverse è più importante che mai in questo momento storico di crescenti tensioni internazionali» ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi in un messaggio di auguri inviato. L’evento odierno «offre l’opportunità di riflettere su come trasformare il Mediterraneo in un laboratorio di pace e prosperità al centro dell’Europa» e il sostegno alle politiche culturali «è fondamentale se vogliamo rafforzare le industrie creative in tutta la regione, creare nuovi posti di lavoro e proteggere il nostro patrimonio comune». «Con questo evento l’Italia conferma il suo impegno per garantire la centralità della cultura come strumento di dialogo nel mondo» ha sottolineato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio intervenendo in apertura della Conferenza. «È il naturale seguito - ha sottolineato Di Maio - del G20 dell’anno scorso a Roma»

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