Emergenza coronavirus

Tutte le varianti Covid: dall’Alfa alla Lambda «sorvegliata speciale»

Tra le mutazioni del SARS-CoV-2 quattro destano preoccupazione e altrettante sono sotto osservazioni: tra queste la variante identificata in Perù che si è giù diffusa in tutto il contintente americano

I dati dei vaccinati al 14 agosto 2021

3' di lettura

Le varianti del coronavirus sono numerose (se ne contano una trentina) ma quelle sulle quali si concentra l’attenzione della comunità scientifica e delle autorità sanitarie sono al momento quattro, le cosiddette “Voc” (Variants of concern): varianti che destano preoccupazione. Alfa, Beta, Gamma e Delta secondo la classificazione in base all’alfabeto greco decisa dall’Organzizazione mondiale della sanità. La Delta ha la diffusione più alta a livello mondiale ed è dominante in Italia, dove è responsabile del 91% dei casi di infezione secondo Gisaid, la banca internazionale nella quale vengono depositate le sequenze genetiche ottenute nei Paesi di tutto il mondo.

C’è un secondo gruppo di varianti sotto osservazione: sono le quattro mutazioni del SARS-CoV-2 classificate come “Voi” (Variants of interest, varianti di interesse). Eta, Iota, Kappa e Lambda. Quest’ultimaè la sorvegliata speciale perché considerata più infettiva. In Italia è praticamente assente.

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Infine ci sono le mutazioni (al momento 11) per le quali l’Oms indica l’“allerta da monitoraggio”.

Da notare che nella sequenza alfabetica che segue, da Alfa a Lambda, mancano tre lettere: epsilon, zeta e theta. La variante Epsilon (B.1.427/B.1.429, in passato “Variant of interest”) si è trasformata in una nuova sequenza che non è stata rinominata. Uscita dalle rilevazioni Oms anche la mutazione Zeta (P.2) - comparsa in Brasile a gennaio 2021 - e la variante inizialmente definita “filippina” (P.3), poi indicata con la lettera greca theta.

I DATI DEL CONTAGIO
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Alfa (B.1.1.7)

Classificata con la sigla B.1.1.7 e individuata per la prima volta nel Regno Unito nel dicembre 2020 si era rapidamente diffusa in tutto il mondo sostituendo la versione precedente del virus SarsCoV2. Rispetto a quest’ultimo si trasmette infatti con un’efficienza maggiore del 50%. A sua volta ormai spodestata dalla Delta, la variante è responsabile del 3,6% dei casi.

Beta (B.1.351)

Inizialamente chiamata “sudafricana” perché identificata nel paese africano a settembre 2020, dopo un periodo di silenzio è tornata a riaffacciarsi con una diffusione che attualmente è in Italia dell’1%.

Gamma (P.1)

Identificata all’inizio del 2021 in Giappone e poi in Brasile e guardata con attenzione per via delle tre mutazioni, indicate con le sigle N501Y, E484K e K417T, coinvolte nell’efficacia con cui il virus si lega al recettore Ace2 delle cellule umane. Già all’inizio del luglio 2021 i casi provocati da questa variante in Italia erano diminuiti dal 7,3% al 4,3% e la riduzione è proseguita fino all’attuale 1,2%.

Delta (B.1.617.2)

Ultima delle quattro attuali “Variants of concern”, è ora dominante in tutto il mondo e in decisa crescita dal Nord America all’Europa fino all’Asia e all’Oceania. Identificata per la prima volta in India, si è diffusa rapidamente in un centinaio di Paesi grazie alla grande efficienza con cui si trasmette, stimata fra il 50% e il 60% superiore rispetto alla variante Alfa che ha finito per sostiuire nel ruolo di mutazione dominante. In Italia attualmente la Delta è responsabile del 91% dei casi. Nel resto del mondo, i Paesi in cui ha la diffusione maggiore sono il Canada, con il 100% dei casi, seguito da Regno Unito (99,8%) e Stati Uniti (95%).

Eta (B.1.525)

È la prima delle quattro “Variants of interest” secondo la classificazione aggiornata dall’Oms: identificata la prima volta in Nigeria a dicembre. Ormai scesa dall’1,5% allo 0,1% delle sequenze depositate dall’Italia.

Iota (B.1.526 )

Identificata negli Stati Uniti (più precisamente a New York), in Italia si è ridotta fino a sparire: dall’1,5% allo 0,1% delle sequenze depositate.

Kappa (B.1.617.1 )

È, insieme alla Delta, l’altra mutazione identificata per la prima volta in India (ottobre 2020) e appartiene alla stessa famiglia. In ITalia è ormai scomparsa.

Lamdba (C.37)

Identificata per la prima volta in Perù è già largamente presente in tutta l’America settentrionale fino al Canada, ed è presente in molti Paesi europei, dalla Spagna alla Scandinavia (ma le sequenze depositate in Italia sono pari allo pari allo 0,1%). La Lambda è una sorvegliata speciale a causa di due mutazioni che la rendono altamente infettiva, entrambe sulla proteina Spike, l’artiglio molecolare con cui il virus penetra nelle cellule umane.

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