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Tutti assunti gli allievi della Shoes Academy di San Mauro Pascoli

La scuola nasce per garantire il turn over al distretto calzaturiero romagnolo, tra i più importanti d’Italia

di Natascia Ronchetti


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2' di lettura

Saperi artigianali e organizzazione moderna, manualità e conoscenza delle più avanzate tecnologie digitali. Capacità da maestri calzaturieri sempre più difficili da reperire sul mercato. Ma Shoes Academy, la scuola di alta formazione al servizio del distretto calzaturiero di San Mauro Pascoli, provincia di Forlì-Cesena, è riuscita a centrare l’obiettivo.

Collaborazione tra istituzioni e aziende
Progettata da Cercal (l’ente di formazione del cluster) in stretto coordinamento con un gruppo di aziende – tra queste big come Sergio Rossi, Baldinini, Casadei, Pollini – al suo debutto con il primo corso, finanziato dal Fondo sociale europeo attraverso la Regione Emilia Romagna, ha inserito stabilmente quasi tutti gli allievi nelle imprese. Dieci su undici. Numeri piccoli per un traguardo importante. Perché il distretto deve gestire la difficile fase del ricambio generazionale delle maestranze più qualificate, che si avviano verso la pensione, con figure capaci di unire maestria artigianale – tratto identitario per imprese che si collocano nella fascia del lusso – e dimestichezza con le tecnologie più innovative.

La genesi della Shoes Academy
«Il progetto è partito con la ricognizione dei fabbisogni delle aziende, anche quelle della filiera, e concordato insieme a loro in tutte le fasi – spiega Serena Musolesi, direttrice di Cercal –. Le imprese – prosegue Musolesi – hanno fame di esperti nel taglio dei materiali, sia con i metodi tradizionali sia con le tecnologie digitali; di orlatori, di figure capaci di gestire la fase di lavorazione dell’assemblaggio e delle finiture, di eseguire lavorazioni particolari come le fresature, di specialisti del ricamo».

La struttura del corso
È nata così, con un corso di 600 ore intensive, tra attività didattiche e di laboratorio e stage nelle aziende, la figura dell’operatore delle calzature formato anche per quanto riguarda l’organizzazione dei processi produttivi. «Ciò che interessava di più – spiega Musolesi – era l’inserimento in strutture complesse di personale con la capacità di operare su più livelli. L’artigianalità resta fondamentale per il distretto, che punta sulla massima qualità della produzione. Ma molte aziende stanno anche investendo su una maggiore efficienza dei processi produttivi e per questo cercano maestranze in grado di intervenire sulle varie fasi della produzione». Il distretto romagnolo, che ha il proprio cuore a San Mauro, si estende fino a Savignano e Gatteo. Conta 246 aziende, comprese quelle della filiera, e ha una storica vocazione alle esportazioni: le vendite oltreconfine assorbono circa l’80% della produzione. Tra i mercati trainanti, l’Europa, gli Usa, il Medio Oriente.

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