Asia e Oceania

Tutti i boss dei casinò a Tokyo: ”Pronti a investire”

dal nostro corrispondente Stefano Carrer

2' di lettura

TOKYO - Tutti i capi delle grandi societa' che costruiscono resort integrati con casino' sono a Tokyo per fare lobbying. L'occasione e' la conferenza degli operatori finanziari organizzata dal Clsa, che da anni esalta le enormi potenzialita' dell'apertura di un nuovo grande mercato per il gioco d'azzardo. La Dieta giapponese a dicembre ha approvato la prima legge-quadro di liberalizzazione, finalizzata a consentire la costruzione di strutture comprensive di casino': un provvedimento controverso che ha spaccato i partiti ma che il governo del premier Shinzo Abe ritiene importante per garantire una direttrice di crescita economica negli anni successivi alle Olimpiadi del 2020 (in cui si profila una recessione, al termine del boom immobiliare in corso e in vista del picco del pensionamento dei baby boomers): si conta sull'arrivo di milioni di turisti asiatici danarosi (soprattutto cinesi), ma l'opinione pubblica nipponica resta divisa su uno scenario che potrebbe portare a problemi sociali.

Tutti i boss dei casinò a Tokyo

Il Ceo di Las Vegas Sands, Sheldon Adelson ha definito il Giappone come il “Santo Graal” per l'industria dei casino' e si e' detto pronto a investire fino a 10 miliardi di dollari per un suo resort nella capitale. Laurence Ho, figlio del mitico Stanley Ho (per decenni re del gioco d'azzardo a Macao), ha detto di essere pronto a investire senza limiti prefissati, sottolineando che i progetti della sua Melco Crown Entertainment non si focalizzano tanto sul casino', ma su proposte integrate di intrattenimento e cultura destinate a espandere l'attrattivita' turistica del Giappone.

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Se Adelson come al solito appare piuttosto arrogante, Ho ha sottolineato che non farebbe mai un resort tipo “Venetian” ma qualcosa di iconico nel design (con grandi architetti) e rispettoso della cultura giapponese, che sarà promossa anche nelle proposte di intrattenimento. Certo Ho non nasconde che, per esperienza, i negoziati con potenziali partner giapponesi sono lunghi e difficili: loro sono meno rapidi nelle decisioni della sua societa'. In campo sono scesi anche Ian Coughlan, numero uno di Wynn Resorts, e James Murren, Ceo di Mgm Resorts, e altri ancora. La torta, in effetti, appare allettante: secondo Jon Oh, analista specializzato del Clsa, il Giappone puo' diventare il secondo mercato dei casino' al mondo dopo gli Usa -con un giro d'affari a primo regime intorno ai 25 miliardi di dollari l'anno - in grado poi di superare anche Macao. La previsione appare ottimistica, in quanto basata sulla realizzazione di ben 12 strutture: due resort integrati a Tokyo e Osaka (in avvio non prima del 2023) e 10 casino' regionali (a partire dal 2025). Per ora c'e' solo la legge quadro: occorrono numerosi altri adempimenti normative e regolamentari E le aziende giapponesi non intendono certo essere tagliate fuori. Si profilano trattative a cielo aperto e sottobanco: non e' chiaro come sara' spartito il business tra operatori internazionali e domestici. Di certo, le strutture si profilano di alto livello. Ai non abbienti resterà il solito pachinko.

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