anagrafe tributaria

Tutti i dati via web al Fisco: il nuovo obbligo per gli Ordini

Da quest’anno entro il 30 giugno vanno trasmesse esclusivamente in via telematica le iscrizioni, le cancellazioni e le variazioni. Alcune professioni non sono pronte

di Francesco Nariello

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3' di lettura

Gli Ordini professionali si preparano - con qualche eccezione e poca uniformità - all’appuntamento con l’obbligo di trasmettere esclusivamente in via telematica tutte le informazioni relative all’Anagrafe tributaria. Entro il prossimo 30 giugno, infatti, dovranno essere inviati, attraverso il software messo a disposizione dal Fisco, i dati e le notizie su iscrizioni, variazioni e cancellazioni negli Albi, registri ed elenchi istituiti per l’esercizio di attività professionali e di lavoro autonomo.

Possibile avvalersi di un intermediario

Il nuovo termine scatta proprio a partire da quest’anno, con riferimento ai dati 2020: a fissare la scadenza, valida per ciascuna annualità, è stata l’Agenzia delle entrate con il provvedimento direttoriale n. 26004/2021, dello scorso 27 gennaio. I soggetti tenuti all’invio delle comunicazioni in via telematica sono gli Ordini territoriali i quali - tuttavia - potranno avvalersi, oltre che di un intermediario qualificato, anche del supporto dei Consigli nazionali espressamente delegati a svolgere tale compito e/o che abbiano siglato specifiche convenzioni per lo scambio dati con le Entrate.

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Una serie di opzioni alternative previste, si legge nel provvedimento, «in considerazione della estrema eterogeneità dei soggetti obbligati, al fine di garantire la massima qualità del dato». Il costante aggiornamento dell’Anagrafe tributaria, infatti, è fondamentale per il corretto svolgimento delle attività di controllo fiscale.

Sul campo quadro disomogeneo

A una prima verifica sul campo, tuttavia, la situazione appare poco uniforme. Con gli Ordini più grandi - quelli con più iscritti e più risorse a disposizione - allineati con l’obbligo, mentre a fare fatica, talvolta, sono i consigli territoriali meno «strutturati», che in alcuni casi ammettono di non essere pronti a dialogare con il Fisco su base digitale e puntano sul supporto dei Consigli nazionali.

Tra le categorie che appaiono più pronte ci sono gli avvocati. All’Ordine di Roma - circa 26mila iscritti e più di 6mila praticanti - «ogni mese iscriviamo circa cento nuovi avvocati - spiega il presidente dell’Ordine della capitale, Antonino Galletti -: come si può immaginare, sono molteplici le attività di invio telematico già in atto». La questione relativa all’Anagrafe tributaria è stata discussa di recente «ed è stato deliberato - prosegue Galletti - di delegare la trasmissione dati al Consiglio nazionale forense». In linea anche un Ordine molto più piccolo, come quello di Ragusa (circa 1.100 iscritti) dove si provvede da tempo alla comunicazione tramite Entratel.

Adempimento complicato da rispettare

Il quadro appare più complesso per gli architetti. A Campobasso - fa sapere la segreteria dell’Ordine - l’invio telematico «può rappresentare un aggravio, con le comunicazioni sulla piattaforma online del Fisco ferme da qualche anno». La musica cambia a Milano, dove già da anni si trasmettono in digitale i dati alle Entrate tramite intermediario esterno. La vera novità del provvedimento delle Entrate - osserva il tesoriere dell’Ordine milanese, Marcello Rossi - «potrebbe derivare dalla volontà di allineare i dati trasmessi all’Anagrafe tributaria con quelli dell’Albo unico di ciascuna professione: a oggi, infatti, i due flussi informativi non risulterebbero sempre coerenti tra loro». A questo scopo sarebbe stata offerta l’opportunità di affidare ai Consigli nazionali (che già gestiscono gli Albi unici) anche l’invio delle informazioni a fini fiscali.

Scenario simile per i commercialisti. L’Ordine di Venezia da tempo utilizza la comunicazione telematica tramite i canali delle Entrate. Stessa procedura a Padova, Rovigo, Udine, Verona e Vicenza. Situazione diversa, invece, a Pescara: l’Ordine, spiega il presidente, Giancarlo Grossi, «non si è ancora allineato e nei prossimi mesi si valuteranno le diverse opzioni, vale a dire la trasmissione in proprio o l’affidamento al Consiglio nazionale, auspicando che quest’ultimo stipuli una convenzione con le Entrate anche per evitare la trasmissione di dati non omogenei da parte degli Ordini territoriali».

Nessuna criticità è emersa tra i consigli contattati sul fronte del notariato e dei consulenti del lavoro. All’Ordine dei consulenti del lavoro di Alessandria, in particolare, risulta che sarà il Consiglio nazionale a occuparsi dell’adempimento per conto dei consigli provinciali.

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