Diritto

Tutti i documenti delle parti sono subito consultabili

di Laura Ambrosi e Antonio Iorio


2' di lettura

Per accedere al processo tributario telematico occorre innanzitutto registrarsi al portale richiedendo le credenziali (user e password) che consentono sia il deposito degli atti (Ptt) sia la consultazione e l'estrazione dei vari documenti (telematici) contenuti nel fascicolo.

Successivamente, per la costituzione telematica occorre eseguire la notifica del ricorso all'ente impositore a mezzo Pec. In questa ipotesi la procura alle liti che il contribuente deve rilasciare al difensore segue regole differenti a seconda se il cliente possegga o meno una firma digitale. In quest'ultimo caso, la procura, con firma autografa regolarmente autenticata dal difensore, va rilasciata separatamente dall'atto principale. Il documento deve poi essere scansionato e firmato digitalmente dal difensore per poi essere allegato al ricorso/appello da notificare. Se invece il contribuente possiede la firma digitale è sua facoltà firmare digitalmente la procura predisposta dal difensore.

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Occorre poi effettuare la costituzione in giudizio telematica con l'inserimento dei documenti. Tra gli allegati sono ricompresi anche le ricevute di accettazione e consegna della Pec di notifica, la procura e l'attestazione di pagamento del contributo unificato. Tutti gli atti depositati, senza alcuna eccezione, devono essere:
in formato PDF/A: sarà necessario quindi utilizzare appositi programmi per la trasformazione dei relativi file;
firmati digitalmente dal difensore.

Una volta eseguito il deposito il sistema invia due Pec al difensore avvisandolo dell'avvenuto deposito e della presa in carico della pratica fornendo un numero di protocollo identificativo. Tutti gli atti depositati dal contribuente, dall'ufficio e i provvedimenti assunti dai giudici sono immediatamente consultabili. In sintesi, il fascicolo telematico evita che le parti debbano personalmente recarsi presso la commissione tributaria per poter depositare o visionare un qualunque documento della causa.
Da evidenziare, poi, la possibilità di certificare la conformità all'originale di un documento nel fascicolo depositato sia da una parte, sia dalla commissione tributaria. Infatti l'articolo 25-bis del decreto legislativo 546/1992, che regola il processo tributario, prevede che ai fini del deposito e della notifica della copia informatica, anche per immagine, di un atto processuale di parte, di un provvedimento del giudice o di un documento formato su supporto analogico e detenuto in originale o in copia conforme, il difensore e il dipendente di cui si avvalgono l'ente impositore, l'agente della riscossione ed i soggetti iscritti nell'Albo per la riscossione degli enti locali, possano attestare la conformità della copia al predetto atto (secondo le modalità previste dal Codice dell'amministrazione digitale).

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    La copia informatica o cartacea munita dell'attestazione di conformità equivale all'originale o alla copia conforme dell'atto o del provvedimento detenuto ovvero presente nel fascicolo informatico. Nel compimento dell'attestazione di conformità in questione, i difensori ed i dipendenti assumono ad ogni effetto la veste di pubblici ufficiali.
    Il Mef, in occasione di Telefisco 2019 ha precisato che l'articolo 25-bis è riferito ai difensori di tutte le parti e quindi anche del contribuente. È stato anche precisato che tali attestazioni sono esenti dal pagamento di eventuali diritti.

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