nuovi viaggi

Tutti al fiume: ecco perché cresce la passione per le crociere d’acqua dolce

Dall’Amazzonia al Nilo, dai corsi d’acqua solcati dai pionieri statunitensi e australiani a quelli che sono l’unica via per raggiungere l’Asia ancora inesplorata. Il successo dei viaggi per fiume aumenta perché portano con sé anche un nuovo modo di guardarci intorno

di Chiara Beghelli


default onloading pic

5' di lettura

«Rolling, rolling, rolling on the river...» : a «rotolare sul fiume» in “Proud Mary”, una delle canzoni rock più celebri degli Stati Uniti, è «un mitico battello che naviga su un mitico fiume in una mitica epoca», come ha rivelato John Fogerty, frontman dei Creedence Clearwater Revival che la scrisse nel 1969. A contribuire alla miticità del fiume cantato, il Mississippi, era stato quasi un secolo prima Mark Twain, che dal 1857 al 1861 aveva lavorato come battelliere sulle sue sponde: «Sulla terra ferma ci vogliono 40 anni per conoscere tanti tipi umani. A me in nave bastarono due anni e mezzo di apprendistato», scrisse nel suo “Vita sul Mississippi” del 1885.

Anche oggi ci sarà chi solca i fiumi di tutto il mondo per conoscere la varietà dei propri simili, ma nel frattempo i motivi per cui le crociere fluviali sono un'esperienza sempre più ricercata si sono moltiplicati: su barche più piccole e spesso tradizionali, sono più sostenibili rispetto alle sorelle maggiori marittime e oceaniche (anche in termini di tempo e di budget); le loro destinazioni aiutano chi ama l'acqua ma teme il mal di mare; la loro versatilità rende possibile addentrarsi in zone altrimenti difficili da raggiungere o ripercorrere antiche rotte commerciali fino a sfiorare i limiti di un deserto o far perdere lo sguardo fra piantagioni di riso. Tutte motivazioni che si traducono in numeri: secondo la Cruise Lines International Association, la più importante associazione di operatori crocieristici, nel 2018 le navi per itinerari fluviali attive nel mondo erano 217, +18% dal 2016. Un successo alimentato soprattutto da un cruciale, peculiare punto di forza: insieme alle persone, quelle barche trasportano storie.

Una delle “steamboat”della compagnia American Cruise Line

Torniamo sul Mississippi: sulle navi che lo solcano, insieme a camerieri e macchinisti, ci sono i riverlorian. Con un nome nato dall'incontro di river (fiume), lore (tradizioni) e historian (storico), sono esperti delle storie del fiume che raccontano agli ospiti, per esempio quelli delle navi con ruota a pale della American Cruise Line, la più grande compagnia crocieristica degli Stati Uniti. Risalgono il fiume da New Orleans fino a St Louis, con le loro cabine (e intrattenimento) in stile vittoriano che ricordano gli anni d'oro del fiume, quelli di Mark Twain, quando le navi erano anche sale d'azzardo naviganti, fonti di ispirazioni letterarie. La compagnia ne ha rimesse in sesto alcune, con investimenti di diverse decine di milioni di dollari, e si prepara a battezzare la nuova “Countess” il prossimo anno, sempre con uno stile sinceramente vintage.

Una nave di Pandaw in navigazione sul Fiume Rosso, Vietnam

Mentre i giganti da crociera si sfidano a colpi di tecnologie d'avanguardia, sui fiumi la partita si gioca sull'autenticità, che fa somigliare le navi d'acqua dolce più a boutique hotel un po' nostalgici che a villaggi turistici digitalizzati. Anche le navi di Pandaw sono così: è stato Paul Strachan, storico del Myanmar di origini scozzesi, a riportare in vita nel 1995 la gloriosa Irrawaddy Flotilla Company, fondata da mercanti di Glasgow nel 1865 per gestire i trasporti commerciali sul fiume Irrawaddy, ai tempi del protettorato britannico del Paese. Era stata sciolta nel 1942 e solo 53 anni dopo Strachan ha intuito la potenzialità turistica contemporanea di quel nome, ha cercato le vecchie barche, le ha rimesse in sesto con la collaborazione di artigiani locali e poi in acqua. Oggi Pandaw è l'unica compagnia a offrire una crociera lungo il Fiume Rosso, in Vietnam, itinerario ancora pressoché sconosciuto in Occidente, che in 10 giorni porta dalla baia di Halong, patrimonio Unesco, alla città di Hoa Bin, dove di turisti se ne incontrano pochi.

Il design contemporaneo di una barca di Aqua Expeditions

L'imprenditore italo-americano Francesco Galli Zugaro ha avuto la stessa intuizione di Strachan, ma dall'altra parte del mondo: nel 2008 la prima nave della sua compagnia, Aqua Expeditions, ha solcato il corso peruviano del Rio delle Amazzoni, il più inesplorato, portando con sé viaggiatori appassionati di natura ma anche di lusso, tradotto nel design firmato Jordi Puig e nella cucina con ingredienti della foresta di Pedro Miguel Schiaffino, uno dei più apprezzati chef del SudAmerica. Dopo aver portato un'altra barca sul Mekong, Galli Zugaro risponderà all'aumento delle richieste con una nuova nave, che navigherà sempre nel Rio delle Amazzoni peruviano, nel 2020.

A spingere gli amanti dei viaggi acquatici sui fiumi è anche il desiderio di penetrare in zone ancora immumi al turismo di massa, dove le strade d'acqua sopperiscono la mancanza di altre infrastrutture: l'acqua, quella del fiume Senegal, confine naturale fra il Paese omonimo e la Mauritania, è la via più bella e comoda per raggiungere Kaedi, città ai confini con il Sahara e antica stazione di commercio dei tempi del colonialismo francese. Due anni fa La Compagnie du Fleuve ha inaugurato il collegamento con la città costiera di Saint-Louis, a bordo di una ex nave commerciale: lungo il percorso, di sette giorni, si incontrano riserve naturali, forti e architetture bizzarre come il castello del Barone Roger, il primo governatore francese del Paese, che imita Versailles.

Sul fiume Murray, in Australia, si viaggia su barche degli anni Venti e Trenta

In Australia sta aumentando la richiesta anche da parte di turisti stranieri per le crociere sul fiume Murray , che consentono di esplorare anche il porto ottocentesco e le storie della città di Euchuca. E negli Stati Uniti accade lo stesso con i fiumi Columbia e Snake, nel nord ovest, dove i riverloin vestiti di Buckskin (un completo con giacca e pantaloni di pelle scamosciata) evocano lo stesso, pioneristico viaggio fatto nel 1804 da Meriwether Lewis e William Clark, inviati dal presidente Jefferson per scoprire come arrivare via terra al Pacifico.

Sulla Sudan, lungo il Nilo, navigò anche Agatha Christie nel 1933

Non che i fiumi classici siano in crisi, anzi: sul Nilo, che dopo l'apertura di Suez nel 1869 divenne prima meta crocieristica “di massa”, il traffico è più attivo che mai, grazie a un turismo tornato vivace. Ma anche qui, con stili evoluti: si naviga sempre di più sulle dahabiya , barche a vela tradizionali, e per viaggiare sull'elegante Sudan, come fece Agatha Christie nel 1933 trovandovi ispirazione per “Assassinio sul Nilo”, la lista d'attesa è lunga.

L’interno di una delle due navi per Millennials “U River Cruises”

Anche i vecchi fiumi europei non se la passano male: sempre secondo Clia le prenotazioni su Reno, Mosella e Danubio l'anno scorso hanno segnato +53%. Ma anche in questo caso l'aumento della domanda porta diversificazione dell'offerta: ed ecco che le barche popolate da signori di una certa età amanti di degustazioni di vino e musei, incrociano sempre più spesso le due, traboccanti di Millennials, di U River cruises, la collezione “giovane” della compagnia Uniworld. Lì la colazione sfiora il pranzo, ci sono porte usb ovunque, il dj set sostituisce il pianobar e una app avvisa sugli eventi a bordo (come la silent disco). Nuove rotte sono in programma, insieme alle prime crociere a tema Drag e Tattoo. Mentre bevono un cocktail biologico con Spotify nelle cuffie, i ragazzi sembrano seguire questo consiglio: «Fra 20 anni sarai più infastidito dalle cose che non hai fatto che da quelle che hai fatto. Perciò molla gli ormeggi, esci dal porto sicuro e lascia che il vento gonfi le tue vele. Esplora. Sogna. Scopri». Parola di Mark Twain, intenditore di acque e di vita.

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti