9° NELLA CLASSIFICA DEI 28 PAESI 

Tutti al mare in Italia: l’acqua dei nostri litorali promossa dalla UE

Nel 90% dei siti analizzati l’acqua è eccellente. Un dato che si attesta oltre la media Ue (85%), con la nostra penisola che fa meglio di Spagna (87%) e Francia (78,8%) ma peggio di Cipro, Malta e Grecia (97%)

di Viaggi24


Acque balneari ottime per il 95%

2' di lettura

Abituato ad essere bacchettato per la nostra “indisciplina sui conti pubblici” il nostro Paese dimostra anche di avere le qualità per far parte delle eccellenze dell’Unione Europea anche se con un “ma”. L'Italia entra nella top ten dei 28, piazzandosi nona, per l'ottima qualità delle acque di balneazione: con una percentuale classificata come “eccellente e buona” pari al 95,2% del totale. Allo stesso tempo, però, l'Italia viene punita per il maggior numero di siti con acque balneabili, sulla costa e all'interno, di scarsa qualità: sono 89 e in aumento, davanti a Francia (54) e Spagna (50).

I risultati sono stati pubblicati nel Rapporto annuale sulle acque balenabili 2018 della Commissione europea e dell'Agenzia Ue per l'ambiente (Eea), che valuta la qualità delle acque balneari negli stati membri. L'Italia (guarda la mappa online) è il Paese europeo con il maggior numero di acque di balneazione, circa un quarto del totale di quelle europee (22.131): sono 5.539 totali, di cui 4.871 marine e 668 interne. Seguono la Francia con 3.351, la Germania con 2.289 (acque interne), la Spagna con 2.228 e la Grecia con 1.598. Dal report emerge dunque l'ottima qualità delle acque nostrane, con una percentuale di acque di balneazione eccellente 90% (in 4987 siti) e il 5,2% buona (279).

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Un dato che si attesta oltre la media Ue (85%), con la nostra penisola che fa meglio di Paesi come Spagna (87%), Francia (78,8%) e Svezia (72,7%), ma peggio di Germania (92,7%) o Grecia (97%). In cima alla classifica Cipro, con il 99,1% di acque balneabili eccellenti, seguita da Malta (98.9%), Austria (97.3%) e Grecia (97%). Complessivamente, i bacini italiani analizzati rappresentano il 25% di tutte le acque balneabili nell'Ue. Per la restante quota, il 2,1% risulta di qualità sufficiente, l'1,6% scarsa e l'1,2% non classificata per campionamenti insufficienti. Tra le 72 new entry monitorate negli anni 2015-2018 numerose le località balenabili in “aque ferme” che si concentrano soprattutto nella zona del lago di Como.

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