Agricoltura sostenibile

Tutti pazzi per la quinoa, arriva la filiera bio made in Italy per pasta e birra

Il brand Quin prende vita dall'intuizione di un giovane agricoltore del Ferrarese che lo scorso anno ha raddoppiato la produzione

di Maria Teresa Manuelli

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Sebastiano Tundo in uno dei suoi campi di quinoa

2' di lettura

Nasce la prima filiera italiana della quinoa. Il brand Quin prende vita dall'intuizione del giovane titolare di un'azienda agricola del ferrarese, e più precisamente nella valle del Mezzano, adiacente al Parco del Delta del Po. Sebastiano Tundo, ingegnere con la passione per l'agricoltura, che si è trasformata in un lavoro.

«Da quando ero bambino ho seguito lo zio nei campi, poi al momento della scelta universitaria ho deciso di intraprendere la strada di Ingegneria Edile – racconta Tundo –. Dopo qualche anno da dipendente e altrettanti da libero professionista, grazie all'aiuto proprio dello zio sono riuscito ad aprire la mia azienda agricola e portare avanti questo progetto in cui credo molto». L’azienda agricola Tundo Sebastiano, con sede a San Biagio di Argenta, si caratterizza per un approccio etico, sostenibile e nel rispetto dei rigidi protocolli dell'agricoltura biologica.

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Principi che ha applicato anche al brand Quin.«Il percorso che dal Sud America alle tavole di tutto il mondo, negli ultimi anni, ha visto l'ascesa della quinoa, pianta erbacea oggi annoverata tra i super food, ha determinato nei Paesi d'origine, soprattutto Perù e Bolivia, gravi problemi in termini di sfruttamento di terreno, risorse e persone. Ho voluto così un approccio diverso: agricoltura bio, conservazione e rotazione dei terreni, nell'ottica di generare un prodotto che oltre ad avere eccellenti caratteristiche nutrizionali e gusto-olfattive, sia anche eticamente sostenibile».

La filiera Quin è nata a novembre 2017. Dei 110 ettari coltivati a biologico, tra cui cereali e leguminose, 60 sono dedicati proprio alla quinoa. La produzione è raddoppiata dall'anno scorso, per un fatturato raggiungibile quest'anno di circa 200-300 mila euro.La varietà coltivata si caratterizza per un basso contenuto di saponine – sostanza amara che ricopre naturalmente la maggior parte dei chicchi coltivati all'estero – e per questa ragione non viene decorticata, consentendo il mantenimento di tutte le proprietà integrali del chicco: concentrazione di minerali e fibre, un sapore molto più profondo e ricco.

Successivamente alla coltivazione, allo stoccaggio e alla selezione, il prodotto viene trasformato in pasta e altri prodotti derivati. Un processo che si avvale della competenza dei giovani titolari del pastificio bio-artigianale, La Romagnola Bio, realtà già dal 1987, specializzata nella produzione di pasta artigianale e nel trattamento farine di ogni tipo. Fiore all'occhiello della trasformazione è anche la realizzazione della Quinoa birrificata, un prodotto unico e naturalmente senza glutine. Tre le tipologie: Quinoa Ipa, Quinoa Maqui e Quinoa Ale.

Per la vendita e la commercializzazione della quinoa - chicchi, farina e prodotti da essa derivati - è stato creato un sito e-commerce (www.quinitalia.com). Un portale dove non solo è possibile sfogliare il catalogo di prodotti ma anche approfondire le origini e le caratteristiche di questo alimento.

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