Cantine sostenibili

Tutti i vigneti Ruffino saranno 100% biologici entro il 2025

L’azienda vitivinicola toscana presenta il suoterzo bilancio di sostenibilità e il nuovo vino di fascia alta Modus Primo

di Silvia Pieraccini

Tenuta e vigneti Ruffino di Poggio Casciano

2' di lettura

Ruffino lancia un nuovo vino, Modus Primo, che vuol essere l'interprete più autentico e più “alto” della tenuta di Poggio Casciano, sulle colline vicino a Firenze; e presenta il terzo bilancio di sostenibilità ribadendo l’obiettivo, entro il 2025, di avere tutti i vini prodotti da vigneti propri al 100% biologici (rappresentano circa un quarto del totale), e tutti i vini acquistati dotati di certificazione di sostenibilità.

L'azienda fiorentina – otto tenute in Toscana e Veneto, 40 etichette e 30 milioni di bottiglie prodotte – guarda all'impatto ambientale ma anche al sostegno alle comunità locali, al “bere responsabile” e alla diversità e inclusione. Tra i risultati raggiunti nell'anno fiscale 2021 (che si è chiuso in febbraio) ci sono la riduzione dei consumi energetici dell’8% rispetto al 2019 e la diminuzione delle emissioni di Co2 totali del gruppo (dirette e indirette) del 9% rispetto al 2020.

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«Il compito di una grande azienda – spiega il direttore generale Sandro Sartor – è quello di darsi obiettivi chiari, di rendicontarli e di sostenere e trainare la filiera che deve seguirci in questo percorso di crescita». Nel mondo vinicolo questa pratica è ancora poco diffusa, considerato che sono pochissime le aziende che fanno il bilancio di sostenibilità o che misurano i progressi ambientali, sociali e economici. Ruffino (229 dipendenti, per il 96% contratti a tempo pieno e per il 71% a tempo indeterminato) l’anno scorso ha generato un valore economico pari a 101 milioni di euro, di cui 88 milioni distribuiti al territorio: 69,3 milioni (il 78,8%) ai fornitori; quasi 14 milioni (il 15,9%) al personale; 968mila euro (1,1%) ai finanziatori; 968mila euro alla pubblica amministrazione sotto forma di tasse; e 264mila euro (0,3%) alla comunità locale

Quest'anno l'obiettivo dell'azienda che fa capo al colosso americano Constellation Brands è di crescere del 10-15%, dopo che nel 2020 il fatturato ha segnato -20% fermandosi a 106,3 milioni di euro, per il 95% all'export con la leadership negli Usa. «Torneremo ai livelli pre-Covid nel 2022», conferma Sartor, sottolineando i problemi di logistica che il settore sta affrontando, soprattutto nelle spedizioni all'estero.

Il nuovo vino Ruffino – un ‘Supertuscan' che tecnicamente è Igt Toscana perché non appartiene ad alcuna denominazione – vuol essere un upgrade rispetto al Modus, che dalla fine degli anni Novanta rappresenta Poggio Casciano, fatto coi vigneti della tenuta. Ora i “cru” saranno destinati al nuovo Modus Primo, che sbarcherà sul mercato tra pochi giorni, in ottobre, prodotto in 12-15mila bottiglie con un prezzo in enoteca sui 35-40 euro.

Sartor si dice anche allarmato per la strategia anti-alcol dell'Oms, che non distingue in maniera chiara l'abuso di alcol dal normale consumo, e che potrebbe avere effetti negativi sul settore. «Il rischio è che si incida sui consumi dei bevitori responsabili senza affrontare il problema dell'abuso di alcol – conclude il direttore generale –. Siamo preoccupati e dobbiamo fare fronte comune per evitare che le lobby anti-alcol nordeuropee possano prevalere».


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