red carpet

Met Gala, a New York tutto pronto per la serata più “esagerata” che mai

di Chiara Beghelli


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(REUTERS)

2' di lettura

Se il tema «casto» dello scorso anno, il rapporto fra moda e religione cattolica, aveva ispirato look tutt’altro che sobri (memorabile Rihanna vestita da pontefice by Margiela), cosa si vedrà sul red carpet del Met Gala 2019 dedicato al “camp”? Lo scopriremo lunedì a notte inoltrata, quando prenderà il via a New York la serata inaugurale della nuova mostra del Costume Institute del Metropolitan Museum, che quest’anno indagherà quello che Susan Sontag, nel saggio “Notes on Camp” del 1964 (che ha fatto da filo conduttore alla mostra stessa), definì «l’amore per l’innaturale, per l’artificio e l’esagerato». Il camp, appunto.

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Curatore della mostra “Camp: Notes on Fashion” ( che aprirà poi al pubblico il 9 maggio, con 250 creazioni) è Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, che è anche main sposor della mostra e secondo marchio italiano consecutivo con questo ruolo, appartenuto lo scorso anno a Versace. Insieme a lui saranno co-presidenti del gala, oltre ad Anna Wintour che lo presiede dal 1995, anche Serena Williams, Lady Gaga e Harry Styles, pronti ad accogliere fra i 600 e i 700 invitati, che per esserci devono superare l’approvazione della presidenza.

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Fissato il primo lunedì di maggio, con inizio alle ore 19, e giunto alla ua 71esima edizione (il primo, nel 1946, fu organizzato da Eleanor Lambert, proprio come evento di raccolta fondi per il Costume Institute), in un momento in cui i red carpet sembrano perdere smalto e in qualche modo osare di meno del passato, quello del Met Gala mantiene anno dopo anno la sua allure: forse perché legato a un evento culturale, a una riflessione colta sulla moda, che lo rende dunque qualcosa di più di una mera passerella per creazioni couture, ma uno spettacolo in sé, dove gli ospiti possono dare spazio a creatività, citazioni, evocazioni.

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Che l’interesse intorno al Gala sia vivacissimo lo dimostrano anche i generosi fondi raccolti dal comitato organizzatore: un biglietto può costare fra i 35 e i 50mila dollari e un intero tavolo, dove far sedere chi si vuole, anche 275- 300mila. Di solito sono i brand di moda a “comprare” un tavolo, al quale poi ospitano le celebs che invitano e vestono.

L’anno scorso l’incasso totale pare si sia aggirato intorno ai 13 milioni di dollari. Dove vanno tutti questi soldi? A finanziare l’unico dipartimento del Metropolitan Museum che vive di donazioni: il Costume Institute. Chi non sarà mai invitato? Donald Trump. Senza mezzi termini, il 12 aprile scorso, al Women of The World Summit a New York, Dame Wintour ha detto che non c’è modo che Trump riceva mai un invito al Gala, fra gli applausi fragoroso del Lincoln Cenre.

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