Tennis

Wimbledon, Berrettini sconfitto da Djokovic al quarto set

Svanisce il sogno del tennista romano, primo italiano ad arrivare in finale a Londra: il numero 1 del mondo trionfa 6-7, 6-4, 6-4, 6-3

di Simone Filippetti

Wimbledon e Wembley, sogna l'Italia dello sport

3' di lettura

Sfuma il sogno proibito del Tennis italiano: vincere Wimbledon e conquistare l’oro dello sport mondiale. L’attesa sfida tra Matteo Berrettini, rivelazione del torneo e primo italiano della storia ad arrivare in finale, e il pluricampione Novak Djokovic si è conclusa come era abbastanza logico: ha vinto il favorito. Djokovic si è imposto per 1-3: il tennista serbo, che aveva già vinto nel 2019, ultima edizione prima del Covid, ha così eguagliato Roger Federer e Rafa Nadal. E ora punta a eguagliare il record di Rod Lacer del 1969: vincere tutti e quattro i tornei più importanti in un anno solare, fare il Grande Slam.

Matteo Berrettini si inchina a Novak Djokovic, per la sesta volta campione a Wimbledon: il tennista serbo, numero 1 al mondo, ha infatti battuto l’italiano, alla prima finale sull’erba del torneo londinese mai giocata da un azzurro, in quattro set molto combattuti (6-7, 6-4, 6-4, 6-3). Sconfiggendo Berrettini in finale, il serbo Djokovic ha conquistato il suo ventesimo titolo del grande slam, eguagliando il record di Federer e di Nadal. Djokovic si tiene aperta anche la possibilità di conquistare nello stesso anno i quattro titoli principali, impresa che, in campo maschile, non viene compiuta da un tennista da oltre mezzo secolo.

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Per Berrettini non basta una super prestazione

Contro un Djokovic così, non è bastato, per Matteo Berrettini, nemmeno un servizio supersonico: durante la partita contro il numero uno del mondo una prima palla di Berrettini ha raggiunto la velocità di 222 km/h. Non è un record, ma è una velocità elevatissima, molto superiore a quella del suo avversario che ha raggiunto al massimo i 199. Ma quello che più impressiona è la continuità, che emerge dalla velocità media delle sue battute: 203 contro 185, ancora più evidente nelle seconde di servizio (arma se possibile ancora più letale di Berrettini): 173 km/h, contro i 141 di Nole. Dati che, oltre a confermare che Berrettini ha nel servizio una delle sue armi più efficaci, dimostrano anche che Djokovic, fra i suoi innumerevoli punti di forza, ha la capacità di rispondere a servizi supersonici come quelli di Berrettini.

«Non è una fine, ma un inizio»

«Per me questa non è la fine, ma l’inizio di una carriera. Sono contento di questa finale, spero che non sarà l’ultima. È stata una bellissima sensazione essere qui, ci voleva solo quel passo in più», ha detto Berrettini, uscito sconfitto nella finale di Wimbledon, ma nell’ovazione del campo centrale. All’italiano arrivano anche i complimenti del campione: «È tata più di una battaglia, congratulazioni a Matteo. È stata una una partita dura», ha detto Djokovic. «Non è bello perdere in finale, però sono sicuro che hai una grande carriera davanti a te. Hai un gioco incredibile, potente, un vero martello», ha detto il vincitore rivolgendosi a Berrettini. «Vincere Wimbledon è stato sempre il mio grande sogno da bambino, devo ripetermi quanto questo sia speciale e non dare nulla per scontato», ha proseguito il numero uno al mondo. «Devo essere consapevole che questo è un grande onore. A casa, da piccolo, in Serbia, mi costruivo questo trofeo con materiali di fortuna», ha aggiunto.

Le congratulazioni di Draghi

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, si congratula con Matteo Berrettini per lo straordinario percorso al Torneo di Wimbledon. «La finale di oggi fatto emozionare milioni di italiani; è entrata nella storia del nostro tennis», recita la nota. Il presidente riceverà nella giornata di lunedì Berrettini per ringraziarlo a nome di tutto il Governo. Il Coni, a nome dello sport italiano, ringrazia Berrettini su Twitter: «Grazie Matteo, ci hai fatto sognare! A Wimbledon, in una finale storica per il tennis italiano, la vittoria va in quattro set al n.1 del mondo Novak Djokovic. Matteo Berrettini chiude a testa altissima uno Slam indimenticabile».

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