mercato dell’arte

Tutto venduto e record per Doig da Phillips New York

di Giovanni Gasparini


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3' di lettura

Ha trovato buona accoglienza il catalogo di arte del XX secolo e contemporanea proposto da Phillips il tardo pomeriggio del 18 maggio a New York, appena prima dell'asta serale di Sotheby's .
Tutti e 37 i lotti rimasti in vendita hanno trovato un compratore, grazie anche alle 17 garanzie offerte, per un ricavo totale di 110,3 milioni di dollari, verso la stima alta rivista dopo il ritiro di tre lotti fra cui spicca un lavoro astratto del 1994 di Gerhard Richter stimato 15-20 milioni di $, e riproposto sul mercato dopo solo cinque anni dalla precedente vendita per un prezzo attorno alla stima bassa.

Il ricavo totale, oltre il doppio rispetto a quello ottenuto dalla casa d'aste l'anno scorso e in linea con quello di novembre 2016, è appena sotto il prezzo di aggiudicazione del nuovo dipinto record di Basquiat battuto da Sotheby's appena un paio d'ore dopo: 37 lotti al prezzo di uno…

Record per Doig e Lichtenstein. Un quarto del ricavo è merito ad una grande tela intricata di Peter Doig «Rosedale» del 1991, considerato l'anno chiave per il pittore inglese che ha superato per tre milioni il precedente record fermandosi a 28,8 milioni di $, oltre la stima a richiesta di 25 milioni e rendendo così superflua la garanzia di parte terza, a conferma della solidità del mercato del più caro degli artisti inglesi viventi e uno dei soli cinque capaci di sfondare la soglia dei 25 milioni di $. Altri due lavori hanno superato la soglia dei 10 milioni di $, fra cui una scultura di Roy Lichtenstein del 1996, consegnata dalla stessa Fondazione dell'artista e aggiudicata a 10,3 milioni di $ (alla stima bassa non pubblicata); si tratta del nuovo prezzo record per un lavoro tridimensionale dell'artista Pop deceduto l'anno successivo.

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Ha raggiunto, invece, 13,3 milioni di $ la grande tela di De Kooning del 1980, stimata 12-18 milioni, forse aggiudicata alla garanzia di parte terza che proteggeva il lotto. Due dei sei lavori di Basquiat, l'artista più rappresentato della settimana nel catalogo di Phillips e delle rivali case d'aste, provenivano dalla sua Fondazione ; tutti i lavori hanno trovato compratori ma non sempre con grandi rilanci, poiché uno solo ha superato la stima alta, una tela del 1984 proveniente dall'estate, aggiudicata ad un collezionista giapponese per 3,6 milioni di $.
Il ricavo complessivo per i lotti dell'artista afroamericano prematuramente scomparso 30 anni fa ha superato di poco i 10 milioni di $.

Artisti viventi. Oltre a Doig, fra gli artisti in vita si segnala il ritorno sul mercato di una ‘vetrina' di Damien Hirst, quasi 5 metri in cui sono disposte migliaia di pillole, «The Void» lavoro del 2000 stimato 5-7 milioni ed andato aggiudicato probabilmente alla garanzia di parte terza per 5,8 milioni di $.
Risultato milionario anche per una serie di sculture dorate di animali dello zodiaco di Ai Wei Wei, complesso lavoro simbolico di critica alla storiografia cinese e alle gesta coloniali europee del XIX secolo, contesa fino a sfiorare la stima alta di 3,5 milioni di $.
Ha superato la stima alta di 2,5-3,5 milioni una grande tela di Marlene Dumas del 1997 con un coloratissimo gruppo di figure femminili quasi a grandezza naturale, che è passata di mano a 4,2 milioni di $. Nuovo record in asta per Nicole Eisenman, pittrice figurativa che ha quadruplicato la stima alta per fermarsi a 670mila $ con una tela di grandi dimensioni del 2009.

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