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Tv, ai bambini piace in streaming: oltre il 50% degli ascolti è tramite app

Secondo l’analisi dello Studio Frasi, gli over 60 restano il baluardo della televisione tradizionale. Ma siamo ancora lontani dal sorpasso Usa

di Andrea Biondi

"Un anno di zapping e di streaming", la guida del Moige

3' di lettura

Negli Stati Uniti il sorpasso dello streaming sulla tv tradizionale (che ormai lì è perlopiù via cavo), bollato come storico, è diventato reale con i dati di luglio. A luglio gli americani hanno cioè trascorso più tempo a guardare i contenuti di servizi come Netflix, YouTube e Hbo Max che quelli offerti dalla tv tradizionale. In Italia si è ben lontani dal traguardo. Ma del mercato Usa – che in tema di audiovisivo fa storicamente da battistrada anticipando le dinamiche del Vecchio Continente – l’Italia condivide la tendenza. E l’estate della tv ne fornisce un’ennesima conferma.

I bambini preparano la rivoluzione

I numeri sono eloquenti. Nella fascia 8-14 anni la percentuale è di poco superiore al 50 per cento. Si scende, ma di poco, fra i 15 e i 19 anni: 45,2 per cento. E poi 37,4% per i 20-24enni; 30,4% per 25-34enni e 30,6% per i 35-44 anni. In queste percentuali – derivanti da elaborazioni dello Studio Frasi su dati Auditel – sta la fotografia, scattata per fascia d’età, degli ascolti «non riconosciuti» in Italia fra il primo giugno e il 19 luglio, lasso di tempo prima di entrare nella fase più calda dell’estate con dinamiche che potrebbero portare a un maggior uso di device ma anche a stare meno a casa.

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Si tratta di valori del consumo televisivo da televisori non sintonizzati sulle solite reti, ma su canali diversi: canali diffusi via internet; canali ricevuti attraverso decoder e set top box connessi alla rete; computer e consolle di gioco collegati al televisore. In totale, considerando tutte le fasce d’età, il non riconosciuto è arrivato al 17,9% dell’audience nel giorno medio. In prima serata significa un ascolto di oltre tre milioni. Ma vi sono fasce, come quella di mezzogiorno, nelle quali la quota del nuovo che avanza è del 21,6% ed è a questi livelli anche tra le 16 e le 18.

Anziani baluardo della tv tradizionale

Si tratta di valori che portano a indagare anche su chi siano i maggiori fruitori di questo nuovo modo di servirsi della televisione. Quanto all’età media, per esempio, se quella dei consumatori di tv in modo tradizionale è di 60 anni, il nuovo modo di usare il televisore come device è terreno di utenti di venti anni più giovani.

Certo è che i dati elaborati dallo Studio Frasi segnalano un aumento: il non riconosciuto si attestava al 16% a maggio. «Questo nuovo modo di separare gli ascolti da parte di Auditel – spiega Francesco Siliato, media analyst dello Studio Frasi – è insieme con la Total Audience dell’Auditel, sperimentata adesso anche con i dati di Dazn per la prima volta, la grande novità di questa calda estate. Infatti, a fronte di un normale calo degli ascolti tradizionali tra maggio e luglio, audience e peso dei canali non direttamente monitorati aumentano».

Le app dei broadcaster tradizionali

In valori assoluti, puntualizza Siliato, «non si tratta di grandi numeri, siamo intorno alle centomila unità. Ma sono numeri in controtendenza che indicano i mutamenti in atto nelle modalità di consumo televisivo. Modalità che anche gli editori tradizionali contemplano e alla cui crescita partecipano con le loro offerte via internet come Rai Play, o Infinity per Mediaset o ancora Now Tv per Sky e via dicendo».

Qui sta in fondo la buona notizia. Perché sarebbe sbagliato non considerare che in questa nuova modalità di visione della Tv, appannaggio come detto soprattutto delle generazioni più giovani, gli editori si sono mossi e non sono rimasti inermi. Sono gli stessi dati Auditel digitali che misurano le applicazioni degli editori televisivi a confermare l’incremento delle nuove forme di consumo anche nel seguire l’offerta televisiva tradizionale. Tra il primo giugno e il 19 luglio, nonostante l’assenza degli Europei di calcio che hanno caratterizzato la scorsa estate, il tempo dedicato alle app di Rai, Mediaset e La7 è infatti cresciuto di 10,6 milioni di ore. Nel contempo la tv «tradizionale» - quella che ormai, va detto, non riesce appieno a fotografare il consumo di contenuti tv tenendo in considerazione solo gli schermi di casa, ma non gli altri device che stanno proliferando – registra una dinamica che evidenzia tutto il cambiamento legato al differente consumo di contenuti Tv e differente uso della tv fra le fasce d’età. Mentre gli over 65 diminuiscono i propri ascolti solo del -3,7%, il calo è del -21,5% tra i 15-19enni, del -23,9% nella fascia di età 25-34 anni e sale a -25,6% nella fascia 35-44 anni.

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