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Schermi, reti neurali e deep learning: la televisione a prova di futuro

La televisione imbocca la strada che porta al futuro tra schermi 8K, reti neurali e deep learning

di Gianni Rusconi

Bonus tv 2021 da 100 euro, come funziona e chi ne ha diritto

3' di lettura

La sbornia televisiva da Mondiali di calcio, almeno in salsa azzurra, non ci sarà (vista l’eliminazione patita dalla Nazionale) e chissà quanto inciderà sulle vendite di nuovi apparecchi il fatto che le partite di Qatar 2022 si giocheranno fra novembre e dicembre (e non all’inizio dell’estate come da tradizione). Degli oltre 310 milioni di euro del Bonus Tv, a inizio aprile ne restavano disponibili circa 90 milioni ed entro agosto al più tardi (dipenderà anche dalla velocità di rinnovamento del parco installato nelle seconde case) saranno esauriti. Chi vuole approfittare dei fondi stanziati dal Mise, insomma, deve sbrigarsi e decidere subito se destinare a rottamazione il vecchio apparecchio (l’incentivo arriva fino a 100 euro) oppure tenerselo stretto dopo aver verificato che sia compatibile con i parametri dell’ultimo swtich-off del digitale terrestre. Guardando al fronte dell’offerta, quali sono le novità più interessanti da segnalare? In apparenza poco o nulla, vi sono (fra le altre) due tendenze sulle quali porre attenzione: il viaggio di avvicinamento verso la definizione 8K e l’evoluzione ulteriore degli schermi Oled. Con un denominatore comune e cioè quell’intelligenza artificiale distribuita un po’ ovunque nel cervello operativo e nel motore del televisore per pilotare prestazioni, funzionalità e servizi smart.

Mini Led vs Oled

In casa Samsung, il messaggio indirizzato alla platea degli appassionati dell’home theatre si condensa in due parole: Neo QLed. I modelli 8K delle famiglie QN900 e QN800, disponibili nei tagli da 65, 75 e 85 pollici, sono oggi il punto più alto dell’offerta della casa coreana e secondo i diretti interessati anche la frontiera più avanzata in fatto di densità dei colori, contrasto e dettaglio dell’immagine, indipendentemente dalla qualità della sorgente dei contenuti in entrata. A portare l’utente oltre la barriera dell’ultra definizione ci pensa un processore neurale con intelligenza artificiale che agisce in modo simile all’occhio umano, mettendo in risalto gli elementi in scena e mantenendo il focus sull’oggetto in primo piano rispetto allo sfondo per coinvolgere gli utenti in una modalità di visione che accarezza il concetto di tridimensionalità.

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Le novità del Ces di Las Vegas

Il resto lo fa ovviamente il pannello con i suoi Mini Led controllati dalla matrice basata su tecnologia quantistica, mentre ai sensori e al software è assegnato il compito di regolare automaticamente la luminosità del display in funzione della luce ambientale e di dirigere i suoni nell’ambiente accompagnando il movimento degli oggetti sullo schermo. Il prodotto top 8K da 85 pollici costa però a listino 11mila euro e per quello entry da 65 pollici ce ne vogliono oltre 4mila, prezzi che attestano la natura di prodotti ancora per pochi fortunati. In casa Lg, invece, la disponibilità in Italia della nuova collezione di televisori presentata lo scorso gennaio al Ces di Las Vegas porta in dote il meglio degli apparecchi a tecnologia Oled evo e QNed (Quantum Dot NanoCell). La prima, sbarcata ora sui modelli della serie G2 e C2 (dal 42 all’83 pollici), è al momento l’ultimo step del sistema di illuminazione a diodi organici, promette luminosità superiori fra il 20% e il 30% rispetto a un pannello Oled tradizionale e si combina con le capacità del processore α9 Gen 5 che sfrutta il deep learning per migliorare le prestazioni di upscaling e dare alle immagini una profondità tridimensionale.

E l’8K?

Al momento c’è un unico Tv Oled di Lg disponibile sul mercato capace di questa risoluzione, la serie Z2, disponibile nei tagli da 88 e 77 pollici con costi che sfiorano i 25mila euro, mentre ne servono circa 5mila per i modelli top dotati di tecnologia evo. Difficile quindi che la sfida fra Oled e Mini Led si possa giocare sul fronte 8K, proprio per gli elevatissimi costi di sviluppo e produzione dei pannelli Oled. La domanda da farsi, piuttosto, è forse un’altra: vale la pena comprare un televisore 8K in questo momento? Rispondere è difficile, perché i contenuti nativi 8K per lo streaming e il broadcasting sono pochissimi e in assenza di questi è tutt’altro che scontato poter ottenere il massimo da un televisore sì all’avanguardia tecnologica (e almeno per i prossimi 10 anni) ma anche parecchio costoso.


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