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Tv, gli schermi à la carte sono serviti: si curvano e cambiano forma

Poteva la moda “foldable” non contagiare lo schermo per eccellenza, quello del televisore?

di Gianni Rusconi

2' di lettura

Poteva la moda “foldable” non contagiare lo schermo per eccellenza, quello del televisore? Certo che no. E così Lg, approfittando della vetrina dell'Ifa di Berlino, ha valicato questa frontiera presentando al pubblico Flex LX3, il primo display Oled da 42 pollici pieghevole al mondo. Un oggetto decisamente affascinante alla vista e pensato non solo per elevare ulteriormente l'esperienza di gaming ma anche per godersi programmi tv e in streaming.

Un Tv che si trasforma in monitor, insomma, un apparecchio il cui credo è quello di offrire all'utente la possibilità di personalizzare la modalità di visione sfruttando la capacità di curvatura variabile del pannello, che dalla classica configurazione piatta (non esattamente a 180 gradi) può flettersi in 20 diverse posizioni fino a un raggio massimo di 900R.

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Ai più pigri basterà premere un tasto del telecomando per muovere i bracci meccanici che regolano i “preset” disponibili mentre i perfezionisti potranno trovare l'impostazione ideale grazie ad aggiustamenti manuali. La prerogativa del Flex è quella di essere - per quanto riguarda elettronica, software e funzionalità varie - un vero e proprio Tv Oled, già pronto per essere venduto a scaffale; il suo vezzo quello di fare da apripista di una nuova era in cui la visione diventa realmente a misura di utente grazie a un form factor inclinabile verso il basso o l'alto, completamente “stirato” o curvato a piacimento. E non solo.

Gli ingegneri di Lg hanno pensato anche a un supporto regolabile in altezza di circa 140 mm al cui interno è integrato un sistema di illuminazione posteriore che può funzionare in sincronia col video o con l'audio del contenuto riprodotto sullo schermo.

L'idea della casa coreana, partendo dalla propria esperienza di lunga data sulla tecnologia Oled, è sostanzialmente quella di fare con il Flex un passo ancora in avanti (o perlomeno diverso da quello compiuto da altri produttori) per aumentare il comfort di visione e il livello di immersività nei contenuti riprodotti sullo schermo, tanto nelle sessioni di gioco (grazie a una serie di opzioni di personalizzazione aggiuntive) quanto nell'assistere alle serie Tv preferite.

E infine il fattore versatilità, irrinunciabile in una smart home che si rispetti: un apposito accessorio (lo Switching Hub) consente di utilizzare il microfono incorporato nel Flex e tutti gli altri dispositivi collegati al Tv tramite porte Usb o Bluetooth (come cuffie, tastiera o mouse) attraverso un pc collegato tramite cavo Hdmi. Solo il mercato (e quindi gli utenti-consumatori) ci dirà se questa ennesima variazione al tema intrapresa dai vendor di elettronica di consumo darà vita a un nuovo segmento di prodotto oppure si tratterà (come a volte successo) di un esercizio di innovazione tecnologica fine a sé stesso. O poco più.

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