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Twitter: Elon Musk lancia Opa da 43 miliardi di dollari. Il board prepara le difese

L’uomo più ricco del mondo ha lanciato un’offerta sulle azioni che ancora non possiede a 54,20 dollari per azione in contanti, il che rappresenta un premio del 54% rispetto al prezzo di chiusura del 28 gennaio

di Alessandra Capozzi e Andrea Fontana

Articolo aggiornato il 15 aprile 2022 alle ore 8.00

Elon Musk diventa il più grande e controverso azionista Twitter

3' di lettura

Elon Musk ha fatto la sua offerta «migliore e definitiva» per acquistare Twitter, dicendo che la società ha un potenziale straordinario che cercherà di sbloccare. L’uomo più ricco del mondo ha lanciato un’Opa sulle azioni che ancora non possiede a 54,20 dollari per azione in contanti, il che rappresenta un premio del 54% rispetto al prezzo di chiusura del 28 gennaio e una valorizzazione di circa 43 miliardi di dollari. Musk ha annunciato l’offerta con un filing alla Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti.

Il 4 aprile il miliardario, che è ceo e controlla anche Tesla, aveva rivelato per la prima volta di detenere una quota di circa il 9% ed ha lanciato idee e proposte di cambiamento pr il social. La società gli ha offerto un posto nel consiglio dopo l’annuncio della sua partecipazione, che lo ha reso il maggiore azionista individuale ma Musk aveva deciso di non accettare la proposta.

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La scelta è stata interpretata da subito come segnale della volontà di tenersi le mani libere in vista di una operazione di mercato che non è tardata ad arrivare. «Twitter ha un potenziale straordinario - ha detto Musk - Lo farò emergere».

Il board della società ha però preparato mosse difensive come le «poison pills», opzioni riservate agli azionisti esistenti di acquistare un certo quantitativo di azioni ad un prezzo di favore per impedire la scalata ostile. Nello specifico il piano scatterebbe se un’entità, una persona o un gruppo acquisisse il 15% o più delle azioni in circolazione in una transazione non approvata dal board. Il fondatore di Tesla ha comunque detto di «non essere sicuro» di poter acquistare Twitter. Alla domanda se abbia un piano B, nel caso dovessero respingere la sua offerta, ha detto: «Sì, ce l’ho».

Obiettivo delisting da Wall Street

«Ho investito in Twitter perché credo nel suo potenziale per essere la piattaforma per la libertà di espressione a livello globale e credo che la libertà di espressione sia un imperativo sociale per una democrazia che funzioni - ha scritto Elon Musk - Da quando ho fatto il mio investimento però ho capito che l'azienda non potrà prosperare né servire questo imperativo sociale nella sua forma attuale. Twitter ha bisogno di essere trasformata in una private company». Musk ha inoltre scritto che la sua offerta è la migliore e definitiva e che se non accettata lo porterà a «riconsiderare la sua posizione come azionista».

Principe saudita respinge l’offerta

Non mancano comunque opposizioni al piano di scalata di Elon Musk. Il principe saudita Al Waleed bin Talal Al Saud, uno dei principali azionisti di Twitter, ha infatti respinto l’offerta di Elon Musk, giudicata insufficiente. Su Twitter, il principe ha scritto: «Non credo che l’offerta proposta da Musk (54,20 dollari per azione) si avvicini all’intrinseco valore di Twitter, date le sue prospettive di crescita. Essendo tra i maggiori azionisti, e da più tempo, di Twitter, la Kingdom Holding Company (società d’investimento saudita da lui presieduta) e io rifiutiamo questa offerta».

Elon Musk replica con un tweet: «Interessante. Ho due domande, se posso. Quante azioni di Twitter ha Kingdom Holding? Cosa ne pensa Kingdom della libertà di parola giornalistica?». E ha chiesto in un sondaggio sul social: «Portare Twitter fuori dalla Borsa a 54,20 dollari ad azioni dovrebbe essere una decisione degli azionisti, non del consiglio di amministrazione. Sì o no?».

Ieri il titolo di Twitter è stato in altalena sul Nasdaq dopo i forti rialzi nel premercato e l’apertura a +5%. Ha poi chiuso in calo dell’1,7 per cento.

Analisti preoccupati per Tesla

Un’altra preoccupazione è stata fatta notare dagli analisti finanziari che si occupano della casa di e-car Tesla. La casa di auto elettriche potrebbe soffrire poiché l’amministratore delegato verrebbe distratto dall’acquisizione e con la possibile vendita di azioni Tesla, necessaria per finanziare l’accordo.
«Elon è distratto. Ha molte cose da fare. È coinvolto in molte attività diverse», ha affermato Gene Munster, managing partner della società di venture capital Loup Ventures, che possiede azioni Tesla. «L’operazione potrebbe generare un vento contrario della durata di qualche mese per le azioni della casa automobilistica».
Le azioni di Tesla sono scese di oltre il 9% da quando lunedì scorso Musk ha rivelato l’acquisto di una quota di oltre il 9% in Twitter. Giovedì, le azioni di Tesla sono scese del 3,7%.

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