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Twitter, Musk assicura: intesa entro il 28 ottobre

A seguito della notizia, il titolo è cresciuto a Wall Street, con un incremento del 2,74 per cento, ed è stato scambiato fino a 53,18 dollari

Twitter, Musk studia un taglio draconiano della forza lavoro

3' di lettura

Nel corso di una videoconferenza con i banchieri che lo stanno aiutando a finanziare l’accordo per l’acquisizione di Twitter Inc, l’imprenditore statunitense Elon Musk si è impegnato a chiudere l’intesa da 44 miliardi di dollari entro venerdì 28 ottobre, secondo quanto riportato da Bloomberg News, citando persone a conoscenza del dossier. Gli istituti di credito coinvolti nell’acquisizione sono chiamati a contribuire all’operazione con 13 miliardi di dollari in debito. Grazie agli ultimi sviluppi, il titolo Twitter è cresciuto a Wall Street, con un incremento del 2,74 per cento, ed è stato scambiato fino a 53,18 dollari, a un passo dal prezzo di acquisizione fissato da Musk a 54,20 dollari.

Il rush finale sull'accordo di acquisizione di Twitter conferma che Musk intende rispettare i tempi dettati dalla giustizia americana, in particolare il tribunale del Delaware. Dopo aver corteggiato Twitter e messo sul piatto un’offerta, Musk ha infatti fatto marcia indietro spingendo la società che cinguetta a fargli causa affinché completasse l’acquisizione. Nei giorni precedenti all’avvio del processo il patron di Tesla ha di nuovo effettuato un passo indietro dicendosi, a sorpresa, disposto ad acquistare il social.

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Meno dipendenti e delisting

Nei piani di Musk c’è una Twitter il “più inclusiva possibile” che serva “come un forum per dibattiti vivaci, anche se talvolta rancorosi”, fra “persone con punti di vista ampiamente divergenti”. Obiettivo che il patron di Tesla intende perseguire, secondo indiscrezioni, con una Twitter ben più snella: in programma infatti ci sarebbe un taglio draconiano della forza lavoro del 75%, con i dipendenti che passerebbero dagli attuali 7.500 a circa 2.000. Riduzioni da effettuare fuori dalla lente di Wall Street grazie a un delisting con il quale gettare le basi di un rilancio in grado di consentire a Twitter di competere contro i social rivali. Un target non facile considerato che Twitter e Musk attirano e soprattutto in vista delle elezioni presidenziali del 2024, da alcuni già chiamate “Elon Election”.

Il declino degli tweeter “pesanti”

Ma la “cura dimagrante” prospettata da Musk non è l'unica sfida che attende la società con sede a San Francisco, che secondo le ultime stime ha più di 300 milioni di utenti che generano 65 milioni di tweet al giorno e gestisca più di 800mila richieste di ricerca giornaliere. Secondo una ricerca interna citata da un recente report di Reuters, Twitter starebbe lottando per mantenere coinvolti i suoi utenti più attivi, considerati vitali per l’azienda. Gli utenti “pesanti”, in termini di traffico e interazioni, rappresentano meno del 10% degli utenti mensili complessivi, ma generano il 90% di tutti i tweet e la metà delle entrate globali.

Il problema sta nel fatto che dall'inizio della pandemia i tweeter “pesanti” - gli iscritti al social dell'uccellino che si collegano sei o sette giorni alla settimana e twittano circa tre o quattro volte a settimana, sottolinea il documento interno - sono andati declinando in maniera massiccia. La ricerca ha anche rilevato un cambiamento negli interessi negli ultimi due anni tra gli utenti di lingua inglese più attivi che potrebbero rendere la piattaforma meno attraente per gli inserzionisti. Gli argomenti di maggiore interesse tra gli utenti “pesanti” di lingua inglese sono al momento le criptovalute e i contenuti “non sicuri per il lavoro” (NSFW), che includono nudità e pornografia, ha rilevato il rapporto.

Allo stesso tempo, l’interesse per notizie, sport e intrattenimento sta diminuendo tra questi utenti “pregiati”. I tweet su questi argomenti, che hanno aiutato Twitter a creare un’immagine di “piazza cittadina digitale” del mondo, come la chiamava una volta Musk, sono anche i più desiderabili per gli inserzionisti.


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