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Twitter, Musk cancella profili di giornalisti poi li ripristina dopo le proteste

Giravolta nella politica sulla libertà di parola sulla piattaforma. Chiuso anche il profilo del concorrente Mastodon

Servizio aggiornato il 17 dicembre alle 8.20

Ultimatum di Musk e dimissioni, sul social spunta "RIPTwitter"

2' di lettura

Twitter ha sospeso gli account di diversi giornalisti di alto profilo che coprono il social ed Elon Musk ma poi li ha ripristinati dopo l’ondata di proteste. La mossa arriva dopo che il patron della piattaforma ha cambiato la sua politica sugli account che tracciano i jet privati, compreso quello di Musk. I giornalisti coinvolti sono Ryan Mac del New York Times, Donie O’Sullivan della Cnn, Drew Harwell del Washington Post, Matt Binder di Mashable, Micah Lee di Intercept. Sospesi anche i reporter indipendenti Aaron Rupar, Keith Olbermann e Tony Webster. Stessa misura per l’account di Mastodon, piattaforma nota come alternativa a Twitter.

Non è chiaro il motivo della decisione ma alcuni dei profili sospesi avevano twittato sulla sospensione dell’account dello studente che tracciava il jet di Musk, @ElonJet, e la sua disponibilità su Mastodon. In aprile l’ex uomo più ricco del mondo (oggi è secondo nel Bloomberg Billionaires Index dopo il patron di Lvmh, Bernard Arnault, e dopo avere perso 110 miliardi nel corso del 2022) aveva detto di sperare che «persino i miei critici peggiori restino su Twitter perché questo è ciò che significa la libertà di parola».

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Commissione Ue e Berlino contro la stretta di Twitter

Bruxelles accoglie con «preoccupazione» la stretta di Twitter e paventa ritorsioni contro Musk. La vicepresidente per i valori e la trasparenza della Commissione europea, Vera Jourova, ha dichiarato che «le notizie sulla sospensione arbitraria di giornalisti su Twitter sono preoccupanti - ha detto - Il Digital Services Act dell’Ue richiede il rispetto della libertà dei media e dei diritti fondamentali. Questo è rafforzato dal nostro Media Freedom Act. Elon Musk dovrebbe esserne consapevole. Ci sono linee rosse. E sanzioni, presto».

La linea di Bruxelles è condivisa da Berlino, critica sulla involuzione del social network. La vice-portavoce del governo Christiane Hoffmann ha confermato che l’esecutivo «osserva» la situazione di Twitter con una certa «crescente preoccupazione», inclusi gli ultimi sviluppi riguardanti i «giornalisti americani». La portavoce ha sottolineato che il governo si interroga sulle conseguenze di quanto sta avvenendo, ma non ha ancora preso alcuna decisione sul caso. Il portavoce del ministero degli Esteri ha confermato il contenuto del tweet, dicendo che «la libertà di stampa è un bene» ed è da «difendere sia da Stati che da privati».

Il portavoce ha poi ricordato che il ministero ha già un account sul social Mastodon. Sia la portavoce del governo che un portavoce del ministero della Giustizia hanno confermato che l’esecutivo continua a essere in contatto anche l’azienda Twitter, come avviene usualmente.

Sabato mattina l’ennesima retromarcia di Elon Musk con l’annuncio del ripristino degli account sospesi con l’accusa di aver diffuso informazioni riservate sui movimenti dell’aereo privato del magnate. «Il popolo ha parlato. Gli account che hanno diffuso le informazioni non saranno più sospesi».

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