CORTE DI GIUSTIZIA

Uber, il divieto penale non va notificato alla Commissione Ue

di Saverio Fossati


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(Ap)

2' di lettura

Le sanzioni penali a Uber Pop per il servizio taxi “mascherato”, contenute in una legge, non vanno comunicate alla Commissione Ue. Questo, in sintesi, il contenuto della sentenza di oggi della Corte di Giustizia nella causa C‑320/16.
Uber France, società francese, è stata sottoposta a procedimento penale per aver organizzato, tramite il servizio UberPop, che mette in contatto autisti non professionisti con clienti per spostamenti in area urbana ed emette le relative fatture.

Uber France sosteneva che la legislazione francese sulla cui base era perseguita in sede penale costituisce una regola tecnica riguardante un servizio della società dell'informazione ai sensi della direttiva relativa alle norme e alle regolamentazioni tecniche. E questa direttiva impone agli Stati membri di notificare alla Commissione qualsiasi progetto di legge o di regolamentazione che detti regole tecniche relative ai prodotti e servizi della società dell'informazione, a pena di successiva inopponibilità di tale legge o di tale regolamentazione ai singoli. Però le autorità francesi non avevano notificato alla Commissione la normativa penale in questione prima della sua promulgazione.

Il testo della sentenza

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Con la sentenza odierna, la Corte dichiara che gli Stati membri possono vietare e reprimere l'esercizio illegale di un'attività di trasporto come quella esercitata tramite UberPop senza dover previamente notificare alla Commissione il progetto di legge che stabilisce il divieto e le sanzioni penali per tale esercizio.
Dopo la pubblicazione della sentenza Uber France ha doichiarto che questa «Riguarda dei servizi peer-to-peer (ad opera di autisti non professionisti) che abbiamo sospeso nel 2015: quello che si è cercato di capire è se una legge francese risalente al 2014 dovesse essere notificata prima alla Commissione europea. Come ha detto il nostro nuovo ceo di Uber, è opportuno regolamentare servizi come Uber e per questo continueremo a dialogare con le citta' in tutta Europa».

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