app di nuovo nel mirino

Uber tra due fuochi: tassisti in sciopero a Barcellona e New York vuole bloccare le licenze

di Redazione Online

Uber, tra 5-10 anni ci sposteremo con i taxi volanti


2' di lettura

Doppio fronte per Uber, al di qua e al di là dell’Oceano Atlantico. In Spagna, a Barcellona, protesta dei tassisti che hanno bloccato una delle principali strade del centro come parte di uno sciopero a tempo indeterminato contro la concorrenza di app quali Uber e Cabify.

Negli Usa, invece, New York ci riprova: dopo la pesante sconfitta del 2015, la Grande Mela torna all'attacco di Uber, con il consiglio comunale che propone il blocco per un anno dell’emissione di nuove licenze. La misura andrà al voto il
prossimo 8 agosto e la battaglia è già iniziata.

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Pronta la reazione di Uber contro l’amministrazione guidata da Bill de Blasio: l’app per auto con conducente ha avviato una massiccia campagna contro l’iniziativa e lanciato l’hashtag #DontStrandNYC. «I cittadini chiedono di riparare la metropolitana, invece la politica decide di attaccare Uber» afferma la società, in questi giorni impegnata a inviare email ai clienti spiegando come la misura renderà il servizio meno affidabile e più costoso.

Nel 2015, quando aveva cercato di porre un tetto al numero di veicoli Uber sulle strade, la rivolta era stata immediata, con anche molti vip, da Ashton Kushner a Kate Upton che avevano espresso il loro appoggio a Uber su Twitter. Di fronte alla forte opposizione le autorità erano state costrette a fare un passo indietro. Ora però la situazione appare diversa. Il traffico nella città negli ultimi tre anni è peggiorato e “l’amore” per la Silicon Valley e tutte le sue iniziative è scemato. Da qui il nuovo affondo: «Non stiamo riducendo il servizio. Stiamo solo decidendo per una pausa nell’emissione delle licenze in un’industria alla quale è stato consentito di crescere a dismisura senza un appropriato controllo» spiega Corey Johnson, il portavoce del consiglio comunale. Il sindaco Bill de Blasio sostiene l'iniziativa.

Tornando in Spagna, a Barcellona centinaia di tassisti hanno parcheggiato le proprie auto giallo-nere al centro della Gran Via e alcuni di loro hanno trascorso la notte dentro le vetture o nelle tende. A loro si sono uniti i colleghi di altre città spagnole, quali Bilbao che dista a 600 km di distanza. Lo sciopero dei tassisti è iniziato mercoledì dopo che il governo spagnolo aveva presentato ricorso contro la decisione delle autorità di Barcellona di limitare il numero di licenze per veicoli privati con conducente come Uber e Cabify. Le due compagnie hanno sospeso i servizi mercoledì dopo che sostenitori dei tassisti hanno aggredito alcuni dei loro conducenti, mandandone due all’ospedale.

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