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Uber e Hyundai si alleano per il decollo di taxi volanti elettrici

Il «concept» è stato svelato al Ces di Las Vegas. Volerà a quasi 300 chilometri l'ora, 300-600 metri di altezza e coprirà distanze di cento chilometri

di Marco Valsania

Nascono i taxi volanti a Parigi, a pelo d'acqua sulla Senna

Il «concept» è stato svelato al Ces di Las Vegas. Volerà a quasi 300 chilometri l'ora, 300-600 metri di altezza e coprirà distanze di cento chilometri


3' di lettura

New York - Taxi volanti da condividere: Uber e Hyundai hanno svelato una partnership per mettere in servizio al più presto una generazione di agilissimi velivoli elettrici capaci di decollo e atterraggio verticale - in gergo gli eVtol - con la promessa di rivoluzionare la mobilità del futuro. Soprattutto nelle grandi città.

Il re americano del trasporto alternativo e la grande casa automobilistica sudcoreana hanno sollevato il sipario sul loro «concept» al Ces, la fiera di hi-tech e elettronica destinata ai consumatori di Las Vegas. Il nome in codice del veicolo volante? AS-1, meglio noto come Urban Air Mobility Vehicle. Alla fiera, un simulatore virtuale e' stato affiancato da un modello per ora non funzionante.

L’obiettivo: servizi disponibili dal 2023 (ma Hyundai frena)
Ma il progetto di Uber ha temp stretti: vorrebbe offrire iniziali servizi commerciali già nel 2023. Anche se Hyundai ha previsto che un'operatività significativa potrebbe arrivare un po' piu' tardi, soltanto entro il 2028. Uber, nella divisione dei compiti nell'ambito dell'alleanza, fornirà la app, l'interfaccia con i consumatori per prenotare le gestire le corse e il network; Hyundai ha disegnato e produrrà il veicolo e ne garantirà la manutenzione.

Il prototipo così come è stato concepito ha una cabina ovale ed è dotato di una dozzina di rotori orientabili. Ha un'autonomia di cento chilometri, una ricarica della batteria che avviene in 5-7 minuti, una velocità di crociera che sfiora i 300 chilometri l'ora e volerà a un'altezza tra i 300 e 600 metri dal suolo. Potrà trasportare quattro passegeri e un pilota, con l'idea di diventare in seguito un veicolo-velivolo a guida completamente autonoma.

(Reuters/Steve Marcus)

Uber aveva lanciato i propri sforzi nel ride-sharing già nel 2016 - con una divisione battezzata Uber Elevate - e ha raggiunto accordi di cooperazione ormai con una decina di aziende, tra cui Boeing e Bell. Hyundai è tuttavia la prima azienda del settore auto a firmare. In passato Uber aveva ipotizzato test iniziali di un taxi volante a Dallas in Texas e a Los Angeles in California.

La frontiera delle «aereo-vetture» - al di là di Uber - si sta sicuramente scaldando. Numerosi gruppi, almeno una ventina tra startup e colossi, hanno progetti in pista di decollo. Dalla Porsche di Volkswagen alla Toyota, da Geely a Airbus e alla nuova Lilium, che promette entro cinque anni un servizio tra Manhattan e l'aeroporto di JFK.

Un valore potenziale fino a 3mila miliardi di dollari
Il valore potenziale del mercato, nei prossimi decenni, è stato stimato dalla banca d'investimento Morgan Stanley da un minimo di 1.400 fino a quasi tremila miliardi di dollari su scala globale. I vertici della divisione di mobilità aerea di Hyundai in occasione del Ces hanno previsto che in prospettiva i cieli - in particolare quelli delle congestionate aree metropolitane - possano veder sfrecciare 25mila veicoli volanti.

Ma non mancano gli ostacoli da superare prima che il sogno - le cui origini risalgono a un secolo fa - diventi adesso realtà. Oltre alle sfide tecnologiche e produttive - qualità della batteria, sicurezza e costi - ci sono le necessità di una regolamentazione ancora assente.

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    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

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