LA SENTENZA

Uber perde la licenza per operare a Londra: problemi di sicurezza

Le autorità municipali hanno negato il rinnovo della licenza al colosso Usa dei trasporti privati per «violazioni» delle regole di sicurezza. L’azienda ha 21 giorni per fare ricorso. Il sindaco Khan: sono d’accordo

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2' di lettura

Uber non potrà più operare a Londra. Le autorità municipali della capitale britannica hanno annunciato oggi di aver negato il rinnovo della licenza al colosso americano dei trasporti privati evocando «violazioni» delle
regole che mettono a rischio i passeggeri e la loro sicurezza.

L'azienda farà appello e potrà restare attiva finché questo non
verrà esaminato. Transport for London (Tfl), l'agenzia comunale
dei trasporti, aveva già sospeso Uber nel 2017, salvo concedere
poi due proroghe. L'ultima è scaduta il 24 novembre.

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Uber ha 21 giorni per fare ricorso
Tfl ha ricordato di aver contestato violazioni e negligenze a Uber nell'ambito del conflitto legale esploso già due anni fa, sottolineando come l'azienda vi abbia posto rimedio solo in parte. Il modus operandi della piattaforma è stato giudicato «non adeguato né corretto» rispetto alla normativa locale. Uber, che ha 21 giorni per formalizzare l'appello di fronte alla giustizia britannica, ha replicato bollando la decisione dell'autorità municipale «incredibile e sbagliata».

I rapporti fra il gruppo e le autorità hanno iniziato a incrinarsi con l’avvento della nuova amministrazione del laburista Sadiq Khan, più critico del suo predecessore Boris Johnson sull’operato delle multinazionali Usa. «So che che la decisione sarà impopolare con molti utenti Uber - ha detto - ma la loro sicurezza è fondamentale».

Il primo stop nel 2017
Lo stop imposto dal Comune nel 2017 era stato seguito da una prima estensione temporanea della licenza di 15 mesi e da una seconda di due, concesse dopo una serie di impegni assunti dall'azienda in materia di sicurezza dei passeggeri e della tutela del lavoro, nonché dopo la sostituzione dei vertici manageriali nel Regno.

Circa 45mila autisti lavorano a Londra per Uber, con un'utenza di oltre 3,5 milioni di persone. Il ceo dell’azienda Dara Khosrowshahi ha dichiarato che la decisione del tribunale è «semplicemente sbagliata. Negli ultimi due anni abbiamo cambiato sostanzialmente le modalità con cui operiamo a Londra».

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