titolo giù del 5%

Uber, perdite per 1,2 miliardi di dollari ma ricavi in crescita

Nuovo trimestre in profondo rosso per Uber, anche se le entrate crescono. Il colosso Usa del ride sharing ha riportato perdite oltre al miliardo ma fatturato in crescita a 3,8 miliardi di dollari. Ora la sfida è aumentare la redditività

di Marco Valsania


Ipo di Uber, le cose da sapere

2' di lettura

Nuovo trimestre in profondo rosso per Uber, anche se le entrate crescono. Il colosso americano e globale del ride-sharing, che quest'anno dopo il debutto in Borsa è stato al centro di intense polemiche sulle valutazioni eccessive dei nuovi leader dell'economia digitale, ha riportato perdite per quasi 1,2 miliardi di dollari nel terzo trimestre dell'anno.

Se il passivo è stato inferiore a quanto temuto dagli analisti, pari a 68 centesimi per azione contro 81 centesimi, ha però tenuta alta la pressione sul gruppo per la mancata redditività, in un clima di concorrenza sempre piu' accesa e di strette di regolamentazione e supervisione.

La perdita è stata tra le piu' pesanti da quando la societa' ha cominciato a dare pubblicamente i conti nel 2017, alla spalle del record di 5,2 miliardi di passivo registrato nei tre mesi immediatamente precedenti e gravati da oneri straordinari per 3,9 miliardi legati ai costi delle quotazione a Wall Street avvenuta in maggio.

Ricavi in crescita a 3,8 miliardi di dollari
Più confortante è stata invece la recente marcia dei ricavi: sono aumentati del 30% a 3,8 miliardi di dollari, oltre i 3,6 miliardi attesi in media dal mercato. Uber sta scommettendo, oltre che sul continuo sviluppo dei suoi servizi di alternativa ai taxi, anche su nuovi business diversificati, dalle auto a guida autonoma alla consegna di generi alimentari e pasti, fino alla logistica e trasporti. Dettagli e fiducia su questi piani tuttavia ancora latitano tra gli investitori.

Nel dopo mercato, in questa atmosfera, la riposta ai conti è stata nervosa e venata di preoccupazione: il titolo ha ceduto il 5% dopo aver gia' chiuso la seduta in ribasso dello 0,9%, nonostante l'aria da record che si respira tra i grandi indici di borsa. Il chief executive di Uber, Dara Khosrowshahi, sta cercando di rilanciare assieme l'immagine e la performance di Uber dopo anni segnati da polemiche e scandali, legati all'aggressiva cultura interna e al trattamento degli autisti-lavoratori da parte dell'azienda.

Simili tensioni e dubbi sul futuro hanno pesato sulle valutazioni degli analisti e degli investitori, che hanno spinto il titolo in ribasso del 31% dal prezzo di quotazione. Khosrowshahi ha promesso ora di portare il gruppo in attivo nel 2021, riconoscendo «le aspettative di redditività» sul mercato.

A complicare la situazione, il piu' piccolo rivale Lyft la scorsa settimana ha offerto un outlook considerato positivo per il proprio business.

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