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Uber pronta alla maxi Ipo a Wall Street. Obiettivo 10 miliardi di dollari

di Riccardo Barlaam


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(AP)

3' di lettura

Dal nostro corrispondente
NEW YORK – Uber giovedì 11 aprile renderà pubbliche le centinaia di pagine di documenti presentati alla Sec con i dettagli della maxi-Ipo annunciata da tempo, secondo Bloomberg. La società di ride sharing punta a raccogliere 10 miliardi di dollari con la quotazione. Nelle prossime settimane la società comincerà il road show dagli investitori. E a maggio si quoterà a Wall Street, secondo fonti vicine al dossier, in un’Initial pubblic offering che potrebbe essere la più importante dell'anno per la borsa americana. Tra le dieci maggiori di tutti i tempi.
Uber finora ha rilasciato dati parziali sui risultati finanziari dell'anno. I documenti presentati alla Securities and exchange commission offriranno per la prima volta un quadro completo dei conti e delle attività della società di mobilità digitale.

Sarà decisivo per gli investitori conoscere quei documenti che potranno essere comparati con quelli della rivale Lyft che si è appena quotata, per avere un confronto reale sul valore e sul business della società, come rileva Dan Ives, analista di Wedbush Securities: «La cosa principale per noi sarà comparare i dati di Uber con Lyft».
A febbraio Uber aveva annunciato un incremento del fatturato nell'anno del 45% dal 2017. I dati mostravano un rallentamento della crescita nell’ultimo trimestre. Mentre i numeri forniti dalla società di San Francisco parlavano di una percentuale di crescita del 25%.
Gli investitori vorranno capire come va davvero Uber, se il suo business principale legato alle corse di taxi via app possa essere arrivato a un punto di stallo nella crescita, con un mercato che potrebbe essere saturo e nel quale - negli Stati Uniti e in Canada almeno, i due principali - deve far fronte alla concorrenza crescente di Lyft, le cui attività sono in forte espansione.
Gli investitori vorranno anche capire di più anche l’entità degli investimenti degli ultimi mesi di Uber per allargare e differenziare il suo business nella consegna di cibo, nella logistica, negli scooter e nelle biciclette così come nelle tecnologie per la guida autonoma. Investimenti che lasciano ancora i bilanci in rosso.

Con la diffusione dei documenti della Sec si capirà inoltre qual è la percentuale di costi che Uber gira ai suoi conducenti, che pare sia più alta di quella di Lyft. Misura che è importante per valutare la profittabilità della società.
Così come sarà importante capire come Uber calcola i suoi utenti attivi. Lyft, ad esempio, considera “utente attivo” ogni persona che fa “almeno una corsa nella nostra piattaforma multimediale attraverso la app Lyft durante un trimestre”. Per un totale di 18,6 milioni di utenti attivi nell'ultimo trimestre 2018. Uber ha un mercato globale e più diversificato di Lyft e il calcolo degli utenti attivi potrebbe essere più complesso.
La società di San Francisco aveva presentato i documenti per l'Ipo alla Sec il 6 dicembre, lo stesso giorno di Lyft che l'aveva anticipata.
Dopo Lyft e Pinterest si tratta della terza Ipo per una società della gig economy. Le prossime saranno quelle di Slack, di Zoom Video e di Airbnb.
Le azioni di Lyft il giorno del debutto in Borsa hanno avuto un balzo, ma sono scese al di sotto dei 72 dollari del prezzo di offerta nei giorni successivi. Ieri hanno chiuso le contrattazioni a 67,4 dollari.

La quotazione di Lyft è stata la più importante per le start up hi-tech dai tempi di Snap, due anni fa, e la principale dell'anno finora a Wall Street dopo lo shutdown del governo federale che ha rallentato tutte le quotazioni previste nell'anno.
Nella borsa americana nelle ultime tre settimane dodici società hanno raccolto oltre 5 miliardi di dollari, tre volte di più di quanto non sia stato raccolto da 22 società nelle prime 11 settimane dell'anno, secondo i dati compilati da Bloomberg.
Nell'ultimo round di finanziamenti, con l'investimento di Toyota nel 2018, Uber era stata valutata 76 miliardi di dollari. Secondo le banche che stanno seguendo la quotazione Uber potrebbe essere valutata nella Ipo oltre 120 miliardi.
La società continua ad avere i bilanci in rosso nonostante la diversificazione delle attività e la crescita: nel 2018 le perdite sono state di 1,8 miliardi, con una diminuzione del 15% rispetto all'anno prima.
La quotazione di Uber è seguita come capofila da Morgan Stanley, con un gruppo di banche che comprende Goldman Sachs e Bank of America.

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