incontri al ministero

Uber: registro app primo passo. Taxi, si tratta sullo sciopero

di Alessia Tripodi

(AP)

3' di lettura

Un registro per le app che collegano il cliente con il servizio auto «è una condizione necessaria, di trasparenza su cui siamo tutti d'accordo», ma non può che «essere un primo passo». Così il general manager di Uber, Carlo Tursi, al termine dell'incontro con il governo che si è svolto oggi al ministero dei Trasporti commenta una delle ipotesi in circolazione per il riordino del settore, contenuto in un decreto messo a punto dall'esecutivo. Il provvedimento - che fissa nuove regole per taxi, noleggio con conducente e app - sarebbe alle battute finali.

Ma il clima resta teso, con i sindacati delle auto bianche che hanno disertato l'invito al confronto con Uber e che confermano lo sciopero indetto per giovedì 23 marzo. Una protesta che il governo probabilmente tenterà di scongiurare domani: le sigle dei taxi sono state infatti convocate per un incontro al ministero al quale parteciperà anche il viceministro, Riccardo Nencini. E anche dal sindaco di Roma Virginia Raggi arriva un appello al «senso di responsabilità» dei tassisti romani.

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Uber: «Da noi servizio accessibile, non solo per ricchi»
Per Uber l'obiettivo centrale resta quello di «liberalizzare il settore» ha detto il manager Tursi commentando la seconda proposta di cui si parla, quella relativa alla messa a punto di ambiti territoriali: per Uber «non fa la differenza - ha detto - quello che conta è non fissare un tetto alle autorizzazioni».Durante l'incontro al ministero «abbiamo avuto modo di raccontare la nostra posizione» ha continuato il manager, spiegando che «in Italia c'è un'occasione importante, si parla di riformare un settore che è normato da una legge di 25 anni fa. Regole obsolete». «Noi - aggiunge - mettiamo a disposizione un servizio accessibile, non solo per ricchi o per chi vive in grandi città».

Taxi: «Ci sentiamo presi in giro»
«Ancora una volta abbiamo l'impressione di vivere una situazione grottesca, nella quale ci sentiamo nuovamente presi in giro». Così scrivono una ventina di sigle sindacali dei taxi in una nota in cui commentano le notizie sui possibili contenuti del decreto di riordino del settore. «Dopo l'assenza totale di risposte alle nostre richieste - aggiungono - trapelano infatti informazioni relative alla costruzione di un possibile decreto attuativo che dovrebbe essere emanato a livello ministeriale, costruito sui principi contenuti nella bozza di legge delega presente nel Ddl concorrenza. Addirittura si rivendica che tale decreto ministeriale sia ispirato ai principi contenuti nella bozza originaria di legge delega, adducendo come eventuale giustificazione l'assenza di rimostranze sulla stessa da parte delle rappresentanze dei tassisti. Peccato che un qualsiasi decreto emanato a livello ministeriale, dovrebbe essere l'attuazione pratica di una norma già in vigore».

I taxi al Governo: «Mantenga gli impegni»
Per i sindacati «nel nostro caso, quindi, questo decreto dovrebbe dare attuazione alla legge 21 che già regolamenta il settore» e «costruirlo dunque sulle basi di una norma non ancora approvata, con l'evidente finalità di deregolamentare il nostro lavoro, conferma ulteriormente le ragioni alla base del nostro fermo nazionale» - concludono - «e la scarsa attenzione che il governo ha più volte manifestato nei confronti degli impegni assunti verso la nostra categoria».
In ogni caso i sindacati dicono ok all'incontro di domani al Mit, ma avvertono: «A noi non è pervenuta ancora nessuna bozza di decreto di riordino del settore» dice la Iuiltrasporti «e sarebbe istituzionalmente corretto ricevere tutta la
documentazione del caso prima del tavolo ministeriale, per non trovarci davanti la classica situazione in cui, drammaticamente,ci si sente dire di prendere o lasciare».
Duro il giudizio anche sull'incontro di oggi tra governo e Uber. «È irresponsabile e incomprensibile l'atteggiamento del governo che in una fase così delicata non trova di meglio da fare che ricevere chi agisce in maniera illegittima contribuendo a gettare benzina sul fuoco» dice Roberto Cacchione di Usb Taxi.

Raggi ai tassisti: «Appello alla responsabilità»
Sullo sciopero proclamato dai taxi per giovedì interviene anche il sindaco Raggi, che su Fb scrive: «I tassisti aspettano risposte dal governo che deve mantenere le sue promesse. Non smetterò mai di dirlo:le riforme non devono essere calate dall'alto. Comprendiamo la difficoltà della situazione e le loro ragioni ma la Capitale, in particolar modo in questi giorni in vista della celebrazione dei 60 anni dei Trattati di Roma, è sotto i riflettori del mondo e i tassisti sono i primi 'ambasciatori' della Capitale. Sono sicura che hanno a cuore la vita della nostra amata città». E aggiunge: «Il diritto allo sciopero è sacrosanto come lo sono anche i diritti dei cittadini. Lancio un appello al senso di responsabilità di tutti gli operatori affinché Roma non viva paralisi e i servizi minimi vengano garantiti».

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