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Uber, SoftBank investirà un miliardo nella divisione guida autonoma

di Marco Valsania


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2' di lettura

NEW YORK - Uber si prepara a intascare un assegno da un miliardo di dollari da SoftBank e altri grandi investitori, un’iniezione di capitali destinata a rafforzare la controllata nelle vetture self-driving della società e che dovrebbe spianare la strada al road show e collocamento azionario iniziale a Wall Street dell’intero gruppo nei prossimi mesi. SoftBank, attraverso il suo Vision Fund, guida una cordata che comprende almeno una casa automobilistica (tra cui certamente Toyota). L’operazione vedrebbe la squadra di prestigiosi investitori rilevare una quota di minoranza della divisione di guida autonoma, la quale verrebbe valutata tra i cinque e i dieci miliardi di dollari.

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Le trattative, riportate dal Wall Street Journal, sono ancora in corso e ostacoli potrebbero sorgere. Ma l’obiettivo è di concludere il deal il mese prossimo. Alla vigilia cioè dell’Initial Public Offering di Uber, atteso tra maggio e giugno ad una stratosferica valutazione che potrebbe raggiungere i 120 miliardi diventando lo sbarco in Borsa dell’anno e uno dei più attesi di sempre non solo nel settore hi-tech e della new economy. Il meeting organizzativo per dare il via allo sprint verso il traguardo dell’Ipo è in programma la prossima settimana a San Francisco, dove i vertici del gruppo metteranno a fuoco i dettagli con i banchieri e avvocati incaricati di gestire l’operazione. Un secondo, significativo appuntamento per dare fiducia alle prospettive di business, in quegli stessi giorni, sarà la giornata dedicata a incontrare gli analisti che seguono l’azienda.

La scommessa sul self-driving è una delle più delicate per il leader del ride-sharing, su una frontiera tecnologicamente difficile, finanziariamente costosa e sempre più affollata di concorrenti. Uber è inoltre reduce da passi falsi: nel 2018 un suo veicolo sperimentale ha investito e ucciso un pedone a Tempe in Arizona, costringendo l’azienda a porre fine ai test locali e a sospenderli temporaneamente anche in altre città mentre erano in corso le indagini. Colossi di internet del calibro di Alphabet-Google, che ha lanciato Waymo, come anche tradizionali gruppi auto quali General Motors, con la Gm Cruise, sono a loro volta impegnati a fondo nel self-driving. SoftBank stessa gioca su più tavoli: ha investito 2,2 miliardi anche per il 20% della “unit” di Gm.

Uber cerca dei tener testa ai rivali ma la sua divisione, come altre protagoniste, soffre ingenti perdite e investitori e analisti hanno di recente aumentato le pressioni sul chief executive Dara Khosrowshahi perchè decida uno spin-off oppure attiri partner esterni. La cordata di SoftBank è quindi la benvenuta. L’investimento in questione non cambierebbe il profilo della divisione self-driving, i cui vertici rimarrebbero sotto Khosrowshahi. Non è il primo, anche se potrebbe essere il più ingente e se la sua tempistica ne accrescerebbe l’impatto. L'anno scorso Toyota aveva investito 500 milioni in Uber nell’ambito di un'intesa per la cooperazione nello sviluppo di vetture autonome e senza guidatore.

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