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Ubi Banca, sul grattacielo Gioia 22 a Porta Nuova trattativa aperta con Coima

L’offerta di Intesa san Paolo su Ubi potrebbe avere conseguenze anche sulle trattative immobiliari precedentemente intraprese da Victor Massiah con Coima di Manfredi Catella

di Paola Dezza

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(Imagoeconomica)

L’offerta di Intesa san Paolo su Ubi potrebbe avere conseguenze anche sulle trattative immobiliari precedentemente intraprese da Victor Massiah con Coima di Manfredi Catella


2' di lettura

L’offerta di Intesa Sanpaolo su Ubi banca sta sparigliando le carte in tavola nel panorama bancario italiano. E potrebbe cambiare anche i contorni di alcune operazioni avviate dalla banca-preda, come l’operazione immobiliare che il Consiglio di amministrazione di Ubi sta imbastendo insieme alla Coima di Manfredi Catella.

Secondo indiscrezioni stanno comunque andando avanti le trattative relative alla cessione del portafoglio di sette uffici a Milano messo in vendita dalla banca guidata da Victor Massiah, per la quale è stata concessa l’esclusiva a Coima all’inizio di febbraio, dopo una gara fatta a cavallo di Natale, e che durerà fino alla fine del mese di marzo. Si tratta dell’esclusiva a negoziare il possibile accordo, che in realtà riguarda un disegno più grande di una semplice cessione.

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Secondo le indiscrezioni che si susseguono sul mercato, infatti, Ubi avrebbe scelto la strada della vendita di quegli asset per mettere in pratica un disegno che razionalizzi le proprie sedi e spostare quindi l’headquarter in Gioia22, il grattacielo che Coima sta costruendo sulle ceneri del palazzo Inps di via Melchiorre Gioia per conto del fondo sovrano Abu Dhabi Investment Authority (Adia).

La prima idea di Manfredi Catella, a capo di Coima, era realizzare un fondo immobiliare nel quale inserire sia Gioia22 sia gli edifici Ubi, ma la banca ha preferito procedere con la cessione. Il pacchetto, che comprende edifici in centro come i due immobili in corso Europa, ai numeri 16 e 20, e quello di piazza Borromeo, ma anche il palazzo di piazza Zavattari, dovrebbe valere circa 300 milioni di euro.

Una gara nata dopo che i colloqui tra Catella e i vertici di Ubi andavano ormai avanti da mesi. E alla quale è stato invitato un numero contenuto di partecipanti, denuncia qualche concorrente escluso dalla competizione.

Gioia 22 – la torre soprannominata Scheggia di Vetro – intanto ha preso forma ora che la struttura è finita. L’edificio, che una volta completato sarà alto 120 metri per un totale di 26 piani e una superficie lorda totale di 68.432 metri quadrati, sarà ultimato entro l’anno e, a quel punto, avrà un valore di mercato stimato tra 450 e 500 milioni di euro, come dichiarato dallo stesso Catella.

La torre, che è stata progettata dallo studio di architettura Pelli Clarke Pelli Architects ed è improntata i precetti di edilizia sostenibile (avrà tra l’altro 6mila metri quadrati di pannelli fotovoltaici), si trova poco lontano da Pirelli 39, l’edificio che Coima ha acquistato dal Comune di Milano per 194 milioni di euro (compresi i parcheggi) e si trova nell’area di Porta Nuova Gioia, che rappresenta la fase due del complesso di Porta Nuova.

In Porta Nuova Gioia sono previsti investimenti per oltre un miliardo di euro, 350 milioni di euro di appalti complessivi e 40 milioni di euro di investimenti in architettura. A oggi nell’ambito del concorso aperto di progettazione internazionale indetto per Pirelli 39 sono stati selezionati cinque Studi finalisti per arrivare a decretare il vincitore entro il primo trimestre 2020.

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