RISULTATI DI BILANCIO

Ubi Banca perde 830 milioni nel 2016, dividendo stabile a 0,11 euro

2' di lettura

Ubi Bancaha chiuso il 2016 con una perdita di 830,2 milioni, a fronte di un utile di 116,8 nel 2015. Sui risultati pesa in particolare la contabilizzazione anticipata di tutti gli oneri previsti per il piano industriale (850 milioni circa), la cui attuazione sta procedendo «in anticipo sui tempi». Al netto delle poste straordinarie, il 2016 si sarebbe chiuso con un utile di 111,6 milioni, comunque penalizzato rispetto al 2015 da una riduzione significativa dell'apporto della finanza (153,7 milioni da 290,6). I proventi operativi sono scesi del 7,5% a 3,1 miliardi, con margine di interesse giù dell'8,2% a 1,5 miliardi e commissioni nettte a 1,3 miliardi (+2,7%).

Quanto alla solidità patrimoniale, il coefficiente Cet1 fully loaded è all'11,22% (da 11,28% in settembre) e non include ancora l'effetto della deducibilità fiscale delle maggiori rettifiche su crediti (+40 punti base). Il cda proporrà la distribuzione di un dividendo da 0,11 euro per azione, in linea con quello dello scorso anno. Ubi ha inoltre svalutato l'investimento in Atlante di 73 milioni, che si traducono in una svalutazione netta di 52,9 milioni. Ubi si era impegnata a contribuire al fondo Atlante con una partecipazione fino a 200 milioni.

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Ci sono le condizioni «per poter prevedere un 2017 con risultati in forte miglioramento rispetto al 2016», si legge nel comunicato sui risultati di bilancio di Ubi Banca. Nel dettaglio, l'istituto nota che «il risultato netto normalizzato del 2017 è atteso in importante crescita, anche favorito dall'anticipata conclusione del progetto Banca Unica», con l'ultima ondata di integrazioni il 20 febbraio. Ubi vede margine di interesse e commissioni in crescita, a fronte di una nuova importante riduzione del costo del credito.

Quanto all'attuazione del piano industriale, Ubi nota che «dopo aver concluso a novembre la prima ondata di incorporazioni in Ubi delle prime due Banche Rete (Bre e Bpci), senza alcun impatto negativo o incidenti sulla clientela, il 20 febbraio verranno incorporate tutte le altre 5 Banche Rete (Banca Popolare di Bergamo, Banco di Brescia, Banca di Valle Camonica, Banca Popolare di Ancona e Banca Carime), in netto anticipo sui tempi previsti». A seguito degli accordi sindacali, inoltre, a fine febbraio usciranno dal gruppo 500 dipendenti e sono state ricevute richieste di adesione al fondo di solidarietà per oltre 1.250 unità.

Tornando ai numeri del conto economico, le rettifiche sui crediti si sono attestate a 1,6 miliardi (da 802,6 milioni nel 2015). Quanto agli aggregati patrimoniali, gli impieghi verso la clientela sono scesi a 81,8 miliardi dagli 84,6 miliardi di fine 2015. I flussi lordi da crediti in bonis a deteriorati, pari a 1,3 miliardi, si sono ridotti del 47% rispetto al 2015 e del 70% rispetto al picco raggiunto durante la crisi. La raccolta diretta da clientela è scesa a 69,1 miliardi dai 72,5 di fine dicembre.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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