GOOD BANKS

Ubi compra Banca Marche, Etruria e CariChieti. Ad Atlante 2,2 miliardi di crediti deteriorati

di Marco Ferrando


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2' di lettura

È stata perfezionata la cessione a Ubi Banca di Nuova Banca delle Marche, Nuova Banca Etruria e del Lazio e di Nuova Cassa di Risparmio di Chieti. Lo rende noto Bankitalia in una nota spiegando che si sono «verificate le condizioni sospensive previste dal contratto stipulato il 18 gennaio 2017, tra cui il rilascio delle autorizzazioni da parte delle competenti Autorità italiane ed europee. Conseguentemente, con provvedimenti della Banca d'Italia è stata dichiarata la cessazione della qualifica di ‘ente ponte' degli intermediari, che proseguiranno la loro attività nell'ambito del Gruppo Ubi». Bankitalia informa infine che «l''impegno dell'Unità di Risoluzione della Banca d'Italia prosegue ora sull'operazione di cessione di Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara alla Banca Popolare dell'Emilia Romagna, che si concluderà nelle prossime settimane».

Atlante compra i crediti deteriorati...
L’ultimo passaggio per la cessione è avvenuto oggi. A un anno dalla nascita infatti il Fondo Atlante ha chiuso la sua prima operazione sul mercato dei crediti deteriorati: come anticipato dal Sole oggi in edicola, Quaestio ha annunciato l'acquisto da Banca Marche, Banca Etruria e CariChieti di 2,2 miliardi lordi, tra sofferenze e incagli. Si trattava dell'ultima condizione per la cessione delle tre good banks a Ubi: i consigli dell'ex popolare si sono svolti oggi e oltre alla trimestrale è arrivato il via libera definitivo all'acquisizione.

... a un prezzo pari al 32,5% del valore facciale
Tornando agli Npl, spicca il prezzo di acquisto da parte di Atlante: 713 milioni per un valore facciale di 2,2 miliardi, dunque il 32,5%. Una soglia decisamente più alta della media delle transazioni di mercato, anche se si fa notare che il sottostante è “giovane” (si tratta infatti di sofferenze maturate negli ultimi 18-20 mesi) e in larga parte dotato di garanzie reali; non solo: tra i crediti deteriorati c'è anche un portafoglio di incagli derivanti da contratti di leasing, per la prima volta al centro di una cartolarizzazione.

L'esborso iniziale del fondo Atlante 2, si diceva, è pari a 713 milioni di euro, che si ridurranno a 513 milioni grazie ad un senior term financing di 200 milioni «in avanzata fase di perfezionamento con un pool di banche», si legge in una nota di Quaestio. Dopo il rifinanziamento della nota senior, i 513 milioni saranno investiti nella mezzanine/junior con un cap al rendimento del 10%, oltre il quale i flussi aggiuntivi del portafoglio saranno retrocessi interamente come coupon al Fondo Nazionale di Risoluzione.

Foltissima la pattuglia degli advisor: oltre al Credito Fondiario, partner di Atlante, tra gli altri il gruppo dei soggetti impegnati va dallo studio Legance accanto a Quaestio allo studio Pedersoli con Ubi, fino a Société Générale come consulente dell’Autorità di risoluzione (cioè Banca d’Italia) per la cessione.

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