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Ubi, Fondazione Monte di Lombardia: «Pronti a valutare offerta di Intesa»

di Luca Davi

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(EPA)


2' di lettura

Nella battaglia per l'Ops di Intesa Sanpaolo su Ubi, scende in campo un azionista di peso come la Fondazione Banca Monte di Lombardia. Che, a sorpresa, apre a una valutazione a tutto tondo dell'offerta di scambio lanciata da Ca' de Sass su Ubi. “Come Fondazione Banca del Monte di Lombardia, siamo disponibili a valutare e studiare i termini dell'offerta lanciata da Intesa Sanpaolo su Ubi, di cui siamo soci. Ciò che ci interessa è la tutela del territorio e la valorizzazione dell'investimento della Fondazione”, spiega lo storico presidente Aldo Poli al Sole24Ore.

Alla vigilia del Cda di Ubi, che con tutta probabilità bollerà come “ostile” l'Ops, l'ente pavese - che controlla il 4,96% della banca ex popolare -, lascia di fatto aperta la porta all'adesione all'Ops, ipotesi che, qualora prendesse corpo, creerebbe una crepa nel Comitato azionisti di riferimento (19%), da subito contrario all'operazione. «Abbiamo dato l'incarico all'advisor SocGen che ci dirà se i termini di questo scambio sono favorevoli o meno. Dopo di che, faremo le nostre valutazioni», aggiunge Poli.

Una settimana per la decisione finale

Il numero uno della Fondazione pavese sottolinea che «in qualità di presidente della Fondazione ho avuto l'incarico dal Cda della Fondazione di esaminare nel dettaglio la convenienza della proposta di Intesa». E, sotto il profilo dei tempi, sottolinea che «nessuna decisione è ancora stata presa» e che «non c'è stato alcun contatto» con Intesa. Tuttavia «valuteremo nel giro di una settimana, non appena avremo in mano tutte le informazioni necessarie». La road map è comunque tracciata. «Se ci saranno le condizioni, convocherò il Cda della Fondazione e il Comitato di indirizzo e poi, nel caso, comunicheremo le nostre decisioni al Mef, come è indispensabile per un'operazione di rilievo di questo tipo».

Un ritocco all’offerta? «Lo auspichiamo»

Alla domanda se l'Ops possa trovare o meno il consenso della Fondazione, anche grazie a un eventuale ritocco della proposta finanziaria, Poli risponde che «lo auspichiamo». Come Fondazione «abbiamo sempre avuto a cuore come doveroso il nostro investimento e il territorio». Il riferimento è alle «varie traversìe» in cui l'ente pavese, complici le fusioni a cascata delle banche conferitarie, si è ritrovato ad essere socio di diverse banche di riferimento, prima Banca del Monte di Lombardia, poi la Banca Regionale Europea, poi Ubi. «Ora la proposta di Intesa Sanpaolo potrebbe far cambiare nuovamente il nome delle banca di riferimento, ma la sostanza per noi non deve cambiare, perché rimarrebbe al centro l'attenzione al territorio. Questo deve essere chiaro».Sul Sole24Ore di venerdì 3 luglio l'intervista integrale al presidente della Fondazione

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