assicurazioni

Ubi: Generali e Cattolica fuori dalla gara per la bancassurance

di Laura Galvagni


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2' di lettura

Ieri a mezzanotte scadeva il termine ultimo per presentare le offerte per diventare partner assicurativo unico di Ubi Banca. E all’appello, secondo quanto ricostruito da Il Sole 24 Ore da fonti vicine al dossier, mancherebbero due dei protagonisti chiave della partita: Generali, che si sarebbe dovuta presentare attraverso Genertel, e Cattolica. Quest’ultima, in particolare, stante anche il recente accordo con Banco Bpm, era vista dal mercato come la favorita alla corsa per stringere un’alleanza strategica con l’istituto guidato da Victor Massiah.

Le due compagnie, contattate, non hanno commentato le indiscrezioni. Risulta, tuttavia, che ieri si sia tenuto un consiglio di amministrazione di Ubi durante il quale si sarebbe anche valutata l’ipotesi di una proroga dei tempi delle offerte. Non è dato sapere, al momento, se sia stato definito o meno lo slittamento. Quel che appare invece più plausibile è che difficilmente sia Cattolica che Generali rientreranno in campo. Questo per ragioni sia industriali che finanziarie. Non avrebbe convinto, nel dettaglio, il profilo di redditività dei prodotti che i gruppi avrebbero dovuto veicolare sulla rete. Allo stesso tempo, l’impegno economico, stando a quanto stimato nei mesi scorsi degli analisti, era particolarmente elevato e compreso tra i 600 e i 700 milioni. Gli esperti stessi avevano indicato che la compagnia di Verona, nel caso, complice anche quanto speso per stringere la partnership con Banco Bpm (850 milioni) avrebbe dovuto mettere in cantiere un aumento di capitale. Opzione, quest’ultima, che ha evidentemente giocato ulteriormente a favore di un passo indietro del gruppo assicurativo.

A questo punto resta da capire quali saranno le prossime mosse di Ubi. Nei mesi scorsi era emerso l’interesse anche di alcune società straniere, come Aviva, Covea o Groupama. È da verificare, però, se rappresentino la soluzione ideale per un istituto come Ubi che puntava evidentemente a una maxi alleanza per fare del business assicurativo un altro pilastro della strategia della banca. Che, tra l’altro, sempre nei mesi scorsi non aveva nascosto di essere al lavoro anche su un piano B: la creazione di una divisione assicurativa sul modello di Intesa Sanpaolo. Certo, questa seconda opzione richiede una focalizzazione importante su un segmento fino ad oggi “marginale” per l’istituto. In prospettiva, però, dato anche il percorso che è riuscita a fare Ca’ de Sass in materia, potrebbe rivelarsi una scelta vincente.

Il dossier è in ogni caso nelle mani dell’advisor Kpmg, che a giugno aveva ricevuto almeno sei proposte non binding, e le prossime settimane saranno sicuramente chiave per comprendere in che direzione vorrà muoversi Ubi che ha aperto le riflessioni sul tema la scorsa primavera con l’intenzione di trovare una quadra per fine anno.

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