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Ubi: Intesa Sanpaolo rilancia e aggiunge 0,57 euro cash. Messina: alzata l’offerta per evitare divisioni

Cda straordinario di Ca’ de Sass migliora le condizioni dell’Ops, conferma requisiti patrimoniali e target su utili e dividendi per il nuovo gruppo

di Maximilian Cellino

(ANSA)

3' di lettura

Intesa Sanpaolo rilancia. A dieci giorni dalla conclusione dell'offerta pubblica di scambio su Ubi Banca arriva, in modo forse non del tutto inatteso, il miglioramento delle condizioni dell'operazione fissate lo scorso febbraio. Il Cda di Ca’ de Sass, riunito in sede straordinaria, ha infatti deciso di aumentare il corrispettivo unitario dell’Offerta, riconoscendo per ciascuna azione di Ubi Banca oltre a 1,7 azioni ordinarie di Intesa Sanpaolo un corrispettivo in denaro pari a 0,57 euro.

Il «premio» sale al 44,7%, sul piatto 652 milioni in più

Sulla base del prezzo ufficiale delle azioni di Intesa Sanpaolo al 14 febbraio (pari a 2,502 euro), l'offerta - spiega in una nota la banca - ora esprime una valorizzazione pari a 4,824 per ciascuna azione di Ubi Banca e dunque incorpora un premio del 44,7% rispetto al prezzo dell’azione Ubi Banca. In caso di adesione integrale all’offerta, il corrispettivo in denaro ricevuto dagli azionisti di Ubi Banca sarebbe secondo Intesa Sanpaolo quantificabile in circa 80 milioni di euro per le Fondazioni a sostegno delle erogazioni alle comunità locali, e a circa 310 milioni di euro per le famiglie e gli imprenditori del territorio. Alla luce del rilancio, Intesa mette quindi sul piatto ulteriori 652 milioni.

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Messina: evitate divisioni, più liquidità a famiglie e fondazioni

Intesa Sanpaolo ha «voluto dare massima attenzione alla difficile situazione di queste comunità, anche nell'ottica di evitare effetti divisivi, seppure non intenzionali, venutisi a creare tra stakeholder che si sono dichiarati, anche in fasi più recenti, favorevoli all'offerta rispetto a chi si è espresso in maniera contraria». Queste le parole di Carlo Messina, a.d. di di Intesa Sanpaolo, che ha pure sottolineato come «La decisione assunta da Intesa Sanpaolo renderà possibile – in una fase di seria difficoltà economica e sociale, particolarmente pronunciata nei territori di riferimento di Ubi – destinare liquidità a famiglie, imprese, enti e Fondazioni azionisti di Ubi. Mettiamo in campo un sostegno significativo per le comunità che intendiamo includere nella nuova realtà bancaria, in modo da poter rafforzare complessivamente l'intera operazione».

Il «fiuto» della Borsa

In precedenza il mercato aveva forse fiutato che l’atmosfera era cambiata rispetto ai giorni precedenti, durante i quali i vertici di Intesa Sanpaolo avevano sempre escluso l’ipotesi di un miglioramento dell'offerta. In Borsa il titolo Ubi banca aveva infatti chiuso in rialzo dell'1,2% a fronte di una debolezza delle azioni Intesa (-0,4%). Il rapporto fra i due prezzi era quindi salito a 1,78 rispetto a quell'1,7 che di fatto riflette il concambio di 17 azioni Intesa San Paolo ogni 10 Ubi Banca stabilito ormai oltre 5 mesi fa. Un 5% in più che alla luce dei fatti può adesso apparire magro, ma che resta comunque significativo.

Le richieste dei soci bresciani

Sull’argomento «ritocco» erano del resto stati abbastanza chiari i soci del Sindacato azionisti bresciani, che controlla quasi l'8% delle azioni Ubi: in un’intervista al Giornale di Brescia il presidente del patto, Franco Polotti, si era detto «convinto, anzi certo, che alla luce dell'andamento di mercato Intesa abbia ben chiaro che per raggiungere la maggioranza del 66,67% debba riconsiderare la proposta economica. Questa è la concreta e legittima aspettativa dei nostri azionisti che non può essere disattesa».

Cuneo e gli altri «ostili» verso l’adesione

Per effetto dell’annuncio la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, socio Ubi con il 5,9% e una delle voci più contrarie all’operazione, potrebbe cambiare idea. Al momento è infatti in corso un Cda e altri azionisti critici potrebbero allinearsi nei primi giorni della prossima settimana.

Stime confermate per requisiti patrimoniali...

Intesa conferma le stime sui coefficienti patrimoniali derivanti dall’operazione e le previsioni di utili e dividendi anche alla luce del miglioramento dell’offerta su Ubi. Nella nota, il Cda conferma infatti per il Gruppo che nascerà dall’operazione un coefficiente patrimoniale Common Equity Tier 1 ratio a regime pro-forma atteso superiore al 13% nel 2021.

...utili e dividendi

Stesso dato rispetto a quanto anticipato nel documento di offerta pubblicato lo scorso 26 giugno anche per l’aumento dell’utile per azione (stimato in circa il 6% rispetto all’utile per azione 2019 di Intesa Sanpaolo), per l’utile netto (non inferiore a 5 miliardi nel 2022). Invariata pure la politica di dividendi, che prevede la distribuzione di un ammontare cash corrispondente a un payout ratio pari al 75% del risultato netto per l’esercizio 2020 (escludendo dall’utile l'apporto del goodwill negativo non allocato alla copertura degli oneri di integrazione e alla riduzione del profilo di rischio) e al 70% per l’esercizio 2021.

Riproduzione riservata ©
  • Maximilian CellinoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Mercati finanziari, politiche monetarie, risparmio gestito, investimenti, fonti alternative di finanziamento, regolamento del sistema finanziario

    Premi: Premio State Street 2017 per il giornalista dell'anno - Categoria Innovazione

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