mercati finanziari

Ubp: tra elezioni e Brexit, i consigli all’investitore

di Stefano Carrer


(Imagoeconomica)

3' di lettura

Tra voto per il Parlamento europeo, rinnovati interrogativi sulla Brexit e guerra commerciale Usa-Cina, l’unica cosa certa è la crescente incertezza sui mercati finanziari internazionali, il che consiglia agli investitori un posizionamento prudente ma senza esagerare. È il messaggio scaturito dall'Ubp Investment Insight Summit a Zurigo, in cui gli esperti di Union Bancaire Privée hanno suggerito di non disimpegnarsi dal mercato, pur rafforzardo il ricorso a strumenti in grado di limitare le conseguenze di un eventuale avveramento dei tanto temuti rischi al ribasso.

Norman Villamin, Chief Investment Officer (private banking) di UBP, ha dichiarato di temere gli sviluppi della Brexit nei prossimi mesi, mentre ritiene che le elezioni europee non dovrebbero creare nell'immediato grandi movimenti sul mercato. Soprattutto, però, è diventato relativamente più pessimista sui rapporti Usa-Cina: «Ormai tendiamo a credere che neanche incontrandosi personalmente al G20 di fine giugno i presidenti Trump e Xi potranno delineare un accordo di compromesso, il che significa che i “tail risks” sul mercato a giugno potrebbero rafforzarsi. E che le battaglie geopolitiche saranno sempre più combattute sul fronte economico». Villamin nota che finora l'economia globale ha mostrato una certa “resilienza”, che ha consentito quest'anno un buon andamento delle Borse dopo la sbandata della fine dello scorso anno. Stando a quanto suggeriscono i mercati, alla peggio ci sarà una pausa di “metà ciclo” nella crescita degli Usa, mentre la stessa curva dei tassi americani fa presagire un aumento “long-cycle” della volatilità. In questo contesto, secondo Villamin, gli investitori dovrebbero pensare a una «esposizione asimmetrica» in un nuovo paesaggio geopolitico: più che sui titoli azionari, allora, meglio puntare su strumenti come «bond convertibili, long-short hedge funds e obbligazioni high-yields». Per gli investitori nell’obbligazionario, invece, non resta che studiare strategie «event-driven». L’abbondanza di liquidità in circolazione e di posizioni liquide, comunque, lascia pensare che in caso di correzione netta dei mercati ci sarà chi vedrà una occasione per rientrare.

Ubp: tra elezioni e Brexit, i consigli agli investitori

I BOND ITALIANI - Villamin rivela che nel comparto private banking curato da Ubp c'è ancora una presenza di titoli di Stato italiani, per lo più a breve scadenza e accompagnati da ammortizzatori del rischio come i mortgage bond danesi (che hanno un rating di tripla A e offrono un coupon del 2%). Nell'asset management di Ubp, invece, i portafogli sono oggi costruiti senza alcun bond italiano: «Abbiamo azzerato l'esposizione ai primi di maggio dell'anno scorso, non appena abbiam avuto notizia dei negoziati che avrebbero poi effettivamente portato alla costituzione del governo – dice Olivier Debat, specialista per gli investimento obbligazionari di Ubp - Da allora abbiamo mantenuto un atteggiamento, molto, molto prudente in propositi, alla luce sia della situazione internazionale più incerta sia delle polemiche interne sul deficit. Per ora ce ne stiamo alla larga».

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VERIFICA AUTUNNALE - Per Luca Trabattoni, Country Head Italy di Ubp, è davvero difficile, per chi costruisce portafogli per gli investitori istituzionali, suggerire una esposizione sui Btp, data la totale impossibilità di divinare l'evoluzione della situazione politica in Italia nei prossimi mesi e la scontata prospettiva di difficoltà e polemiche nella delineazione della prossima finanziaria. «Precisiamo: Italexit è uno slogan ma non c'è nessun analista che la ritiene una ipotesi concreta – afferma Trabattoni – Tuttavia la manovra di bilancio sarà sottoposta a una puntuale verifica dai mercati. Se da esponenti politici venissero evocate soluzioni populiste e lo spread aumentasse magari fino a toccare quello dei bond greci, potrebbe replicarsi il fenomeno dell’autunno scorso, con aperture di conti all’estero da parte di italiani». Non che questa soluzione, aggiunge, metta al riparo da eventuali patrimoniali: «C'è chi la vede come una sorta di assicurazione, di protezione psicologica, per l’eventuale che il caso improbabile possa in futuro verificarsi. Ma l’Italia è un caso completamente diverso dalla Grecia».

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