Banche

Ubs batte le attese, utile trimestrale a 2 miliardi di dollari (+63% sul 2020)

Il business della gestione di patrimoni ha trainato i conti: il ramo Global Wealth Management ha registrato un utile prima delle imposte di 1,3 miliardi di dollari

di Lino Terlizzi

Il logo di Ubs (REUTERS/Arnd Wiegmann)

2' di lettura

Ubs, la maggior banca svizzera, ha chiuso il secondo trimestre di quest'anno con un marcato aumento dell'utile, superiore alle attese prevalenti tra gli analisti della piazza elvetica. L'utile netto per il periodo aprile-giugno è di 2 miliardi di dollari (la banca ha il bilancio in valuta Usa), cioè 1,7 miliardi di euro al cambio attuale, il 63% in più rispetto ad un anno prima. Per l'intero primo semestre di quest'anno l'utile netto è di 3,83 miliardi di dollari, contro i 2,82 miliardi dello stesso periodo del 2020. Il mercato ha accolto bene i risultati del gruppo bancario elvetico, il titolo Ubs a Zurigo era a metà seduta in rialzo attorno al 3%, con l'indice Smi in progresso di circa lo 0,5%.

Il business centrale di Ubs è la gestione di patrimoni, nella quale è leader a livello internazionale, affiancata dalle attività di investment banking e di retail banking (queste ultime per il solo mercato svizzero). Ed è stato proprio il business della gestione di patrimoni a fare da traino ai conti del gruppo. Nel secondo trimestre infatti il ramo Global Wealth Management ha registrato un utile prima delle imposte di 1,3 miliardi di dollari; per Asset Management il profitto trimestrale ante imposte è stato di 0,3 miliardi, per Investment Bank di 0,7 miliardi, per Personal & Corporate Banking di 0,5 miliardi.

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Il gruppo rimane impegnato nel piano di riduzione dei costi. L'organico complessivo al 30 giugno era di 71.304 addetti, 475 in meno rispetto a fine marzo. Ubs prosegue nel suo piano di riacquisto di azioni proprie; dopo aver acquisito suoi titoli per 1,4 miliardi di dollari all'inizio dell'anno, la banca ha intenzione di acquistarne altri, per 600 milioni di dollari, nel corso del terzo trimestre.

Il vertice di Ubs non si è sbilanciato per quel che riguarda le previsioni sugli affari nei prossimi mesi e si è limitato a indicare che nel terzo trimestre potrebbero incidere fattori stagionali, con un'attività un po’ più debole da parte della clientela.

Il chief executive officer, l'olandese Ralph Hamers, ha però manifestato la sua soddisfazione per i risultati del secondo trimestre: «È una bella giornata per Ubs», ha affermato durante una teleconferenza, rimarcando come le strategie del gruppo portino frutti. Hamers, che è subentrato nel novembre scorso al ticinese Sergio Ermotti (che ha guidato per molti anni la banca), ha sottolineato l'ottimismo di fondo della clientela: «Vediamo che i nostri clienti nel mondo sono più ottimisti. Certo ci sono ancora incertezze, sull'inflazione, che noi pensiamo sia peraltro transitoria, e sulla variante Delta del coronavirus che potrebbe rallentare la crescita economica. Ma il trend di fondo resta positivo».

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