ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùbanche

Ubs, utile in calo del 16% ma sopra le attese. «Contesto resta sfidante»

Il ceo Sergio Ermotti: «Si è trattato per noi di un trimestre in cui abbiamo mostrato ancora una volta solidità». E sui tassi negativi: «Per i depositi sopra i 2 milioni di franchi, la banca non può a questo punto fare a meno di applicarli a sua volta»

di Lino Terlizzi


default onloading pic
Sergio Ermotti, ceo di Ubs

3' di lettura

«Tenendo conto del contesto di mercato, si è trattato per noi di un trimestre in cui abbiamo mostrato ancora una volta solidità, con un utile che è al di sotto del livello di un anno prima, ma che è sopra le aspettative». Sergio Ermotti, chief executive officer di Ubs, la maggior banca svizzera, esprime soddisfazione peri risultati del terzo trimestre. Analisti e operatori si attendevano una forte contrazione della redditività. Invece, l'utile netto del gruppo bancario elvetico nel periodo è sì calato del 16% rispetto ad un anno prima, a 1,05 miliardi di dollari (945 milioni di euro), ma la cifra è nella parte alta delle previsioni. Per i primi nove mesi del 2019 l'utile netto è di 3,58 miliardi di dollari (3,22 miliardi di euro), contro i 4,2 miliardi di dollari di un anno prima.

Alla Borsa di Zurigo il titolo Ubs è salito nettamente in apertura, subito dopo l'annuncio dei risultati trimestrali, ed è andato poi in saliscendi nel corso della giornata, con l'indice elvetico delle blue chip, lo Smi, che pure è rimasto altalenante, poco sopra lo zero.

LEGGI ANCHE / Riciclaggio ed evasione fiscale, Ubs patteggia

«Il nostro Wealth Management – spiega Ermotti a Il Sole 24 Ore - ha registrato nel trimestre una buona performance, il mercato non si aspettava livelli di questo tipo ed è stato sorpreso positivamente. Sono da sottolineare in particolare i buoni risultati del Wealth Management negli Stati Uniti, questo ramo si è confermato trainante. In Asia le turbolenze politiche a Hong Kong si sono fatte sentire e gli effetti vanno monitorati, ma nel complesso per noi l'area rimane in crescita, con patrimoni gestiti che sono a livelli consistenti e che ci pongono in posizione di leadership anche sul mercato asiatico».

Ubs ha come business centrale la gestione di patrimoni a livello globale, affiancata dall'investment banking sempre a livello globale e dal retail banking sul solo mercato svizzero. A fine settembre 2019 i patrimoni gestiti complessivamente dal gruppo erano pari a 3.422 miliardi di dollari (3.082 miliardi di euro) in aumento dell'1,2% rispetto a giugno. Uno degli elementi di complessità ancora presenti nello scenario è ora quello dei tassi di interesse bassi o negativi. «I tassi negativi rappresentano – afferma il ceo ticinese di Ubs - un elemento di sfida per tutto il settore bancario. Continueremo ad affrontare questa sfida, è chiaro che per quel che concerne i nostri clienti con depositi rilevanti, sopra i 2 milioni di franchi, la banca non può a questo punto fare a meno di applicare a sua volta tassi negativi. Ribadiamo però che per i depositi di fascia medio-bassa non prevediamo misure di questo tipo».

«È chiaro che per quel che concerne i nostri clienti con depositi rilevanti, sopra i 2 milioni di franchi, la banca non può a questo punto fare a meno di applicare a sua volta tassi negativi. Ribadiamo però che per i depositi di fascia medio-bassa non prevediamo misure di questo tipo»

Il settore bancario è tra quelli che hanno sul tavolo il tema delle acquisizioni e delle fusioni. Ubs ha intenzione di attuare passi su questo versante? «Guardiamo sempre ad opportunità di acquisto – risponde Ermotti - ma nelle nostre valutazioni rimaniamo molto selettivi. Lavoriamo per la crescita, abbiamo molte iniziative in cantiere, non escludiamo acquisizioni ma non si tratta dell'unica opzione. Per il settore bancario, acquisizioni e fusioni sono inevitabili. Che Ubs ne faccia o no è un altro discorso, dipende dalle esigenze della banca e dall'esistenza o meno di reali occasioni per noi».

La principale banca rossocrociata mantiene la tradizionale cautela elvetica sulle possibili evoluzioni nella prossima fase. «Per quel che riguarda le prospettive – dice Ermotti - il quadro è per ora invariato. Sino a quando non ci saranno soluzioni per i cantieri aperti in campo macroeconomico e geopolitico, sarà difficile avere una convinzione più forte da parte degli investitori sulle prospettive nel medio-lungo periodo. Continueremo a fare la nostra parte e ad applicare le nostre strategie, in un contesto che rimane sfidante».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...