I tempi lunghi della giustizia

Uccisa in attesa di giudizio, la denuncia di Bongiorno e Hunziker sbarca alla Festa

di Nicoletta Cottone

3' di lettura

Ogni anno troppe donne muoiono per mano di chi diceva di amarle. E invece le perseguitava. Uccisa in attesa di giudizio, è il titolo del cortometraggio presentato alla Festa del cinema di Roma dalla Fondazione “Doppia Difesa”. Una denuncia contro i lunghi tempi della giustizia della Onlus, creata e sostenuta dall'avvocata Giulia Bongiorno e dall’attrice e conduttrice Michelle Hunziker, impegnata contro la violenza sulle donne.Il corto, interpretato da Ambra Angiolini e Alessio Boni, è la storia di una donna che, dopo tante denunce inascoltate, viene uccisa dall’ex fidanzato stalker, ossessionato da lei. Lui la importuna ripetutamente, la aggredisce, lei denuncia, ma i tempi della giustizia sono più lenti della mano del suo assassino.

La denuncia del corto “Uccisa in attesa di giudizio”

La denuncia del corto “Uccisa in attesa di giudizio”

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Sensibilizzare sui lunghi tempi della giustizia italiana
L’obiettivo della pellicola è sensibilizzare il pubblico sui tempi lunghissimi della giustizia italiana, sul fatto che molto spesso le denunce delle vittime restano inascoltate e conducono a tragedie che potrebbero essere evitate. Il corto, realizzato in collaborazione con Mediaset, prodotto da Camaleo/Rhino di Roberto Cipullo, Mario Pezzi e Alberto Salerno, regia di Andrea Costantini, è ispirato alla campagna lanciata da Doppia Difesa “Aspettando si rischia la vita – Mai più donne che muoiono in attesa di giustizia”.

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Lo Stato spesso tradisce chi denuncia
Lo Stato, ha sottolineato Giulia Bongiorno, che nel corto interpreta proprio la parte dell’avvocato della vittima, «spesso tradisce chi denuncia, perché invita a denunciare ma poi non aiuta chi denuncia». Ora la Fondazione Doppia Difesa sta preparando una proposta di legge che si chiama 'Codice Rosso', priorità assoluta. «Una donna che rischia la vita - spiega Giulia Bongiorno - non può essere una pratica messa sulla scrivania in attesa che qualcuno la apra». Invita a denunciare anche Michelle Hunziker, che suggerisce di presentare la denuncia dopo essersi rivolte a Onlus, come “Doppia difesa” «che danno consigli legali gratuiti e indicano alle vittime «come muoversi in determinate situazioni». La Fondazione Doppia Difesa Onlus è nata nel 2007 con l'obiettivo di aiutare coloro chi ha subito discriminazioni, violenze e abusi e ha il coraggio e la forza di intraprendere un percorso di denuncia.

Ogni anno troppe donne muoiono in attesa di giudizio

Il silenzio aiuta il carnefice, non la vittima
«Parlare della violenza sulle donne, e farlo attraverso il cinema, potrebbe apparire scontato e già visto. Eppure sensibilizzare le coscienze - sottolinea il regista Andrea Costantini - non solo di chi ha subito e di chi potrebbe subire, ma anche di chi dovrebbe aiutare non è mai inutile». Con questo corto, ha sottolineato, «volevamo dimostrare che dobbiamo sempre schierarci in qualunque luogo e in qualunque situazione in cui degli esseri umani siano costretti a subire sofferenze e umiliazioni. La neutralità favorisce l'oppressore, mai la vittima. Il silenzio aiuta il carnefice, mai il torturato».

Alla Festa tecniche di autodifesa per imparare a difendersi
E proprio in occasione della Festa del cinema di Roma ha debuttato Magnum Fc Girl power, una iniziativa per rendere le donne più forti, sicure e consapevoli grazie alle tecniche di autodifesa. Ogni giorno fino al 5 novembre, nella Cinema Gift Room allestita presso il Sina Bernini Bristol Hotel, ci sarà uno spazio informativo sull’iniziativa. Si potrà avere una prima lezione di prova con il grande campione di Mma Michele Verginelli, “Iron Mike”, brand ambassador di Magnum Fc. «Magnum Fc girl power - ha sottolineato Patrizia Marin, ceo di Magnum Fc - mira a sensibilizzare le palestre del proprio circuito e non solo, a fare corsi di autodifesa ispirati alle tecniche di Mma appositamente pensate al femminile, ricreando situazioni di rischio tipiche di viaggi in treno, metropolitana, di luoghi isolati o di aggressioni in casa». Nello stesso modo, ha spiegato Marin, «si vogliono sensibilizzare madri, figlie, amiche a preferire queste discipline per mantenersi in forma ed eventualmente difendersi».

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