La guerra in Europa

Vertice Ue, Draghi: per maggio proposta per spacchettare i prezzi di gas ed energia

Biden e Von der Leyen: task force congiunta per ridurre dipendenza da gas e petrolio russi. Nuove accuse di Zelensky alla Russia. Mosca sotto accusa per la deportazione di civili ucraini in Russia: sarebbero 400mila. Kiev, «uccisi 135 bambini da inizio invasione, 184 feriti». Ambasciatore russo in Italia: «Prima finisce, meglio è»

Biden: "A Ucraina due miliardi per armi e un miliardo per aiuti umanitari"

6' di lettura

Il vertice europeo fatica a trovare un’intesa sulla risposta alla Russia in materia di gas e petrolio. Il Consiglio si è protratto nel tentativo di sbloccare lo stallo sull’idea di fissare un tetto massimo ai prezzi del gas e di sganciare i prezzi dell’elettricità da quelli del gas, ipotesi sostenuta dai Paesi mediterranei ma non da quelli nordici. Mario Draghi ha insistito perché il tetto ai prezzi del gas fosse inserito tra le conclusioni del vertice. Si tratterebbe di un primo segnale politico cui fare seguire entro maggio una proposta dettagliata da parte della Commissione, che sarebbe favorevole a patto che ci sia un mandato preciso dei governi in ragione dell'eccezionalità del momento.

L'Italia si è presentata con una linea comune con Spagna, Grecia e Portogallo per far emergere chiaramente l'opzione sul tetto massimo al prezzo del gas almeno tra quelle da sottoporre a ulteriore analisi per prendere poi una decisione nel giro di un mese o poco più. Germania e Olanda hanno invece insistito a lungo sulla necessità di mantenere le condizioni di libero mercato.

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Passi avanti invece sugli acquisti congiunti di gas e sugli stoccaggi comuni - sul modello di quanto fatto con i vaccini - mentre non è in discussione per ora lo stop alle importazioni di gas e petrolio da Mosca, una misura che, come ha ricordato il cancelliere tedesco Scholz, manderebbe l’Europa in recessione. Leader tutti d’accordo infine sul rifiuto di pagare in rubli le forniture come chiesto dal Cremlino.

Draghi: Commissione Ue esplorerà tetto a prezzo gas

Nella conferenza stampa a conclusione del vertice, il presidente Mario Draghi ha parlato di passi avanti in materia energetica nella decisione di procedere insieme in un momento molto difficile. Il tema più controverso è il tetto ai prezzi del gas.

«I profitti del governo della Norvegia - ha detto Draghi - sono stati 150 miliardi di dollari in questi ultimi mesi, per un Paese di 5 milioni abitanti: questo dimostra l’entità straordinaria dei profitti e spiega la loro resistenza a un tetto del prezzo che certamente finirebbe per diminuire ma tutt’altro che annullare i loro profitti».

Sull’approvvigionamento energetico, Draghi ha sottolineato le differenze di vedute tra Paesi che dipendono ancora molto dal carbone e dai combustibili fossili e Paesi che invece sono meno dipendenti. Ci sarà un Consiglio dei ministri dell’energia - ha detto Draghi - e per maggio ci saranno delle proposte. Ci sarà anche una «proposta della Commissione europea sulla possibilità di spacchettare la formazione del prezzo dell’energia elettrica da quello del gas. Che è un altro aspetto per il quale bisogna aspettare un rapporto del regolatore europeo».

Energia, Draghi: "Usa hanno promesso di aiutare Europa"

Il presidente del Consiglio ha sottolineato anche che 15 miliardi di metri cubi di gas liquido saranno forniti dagli Stati Uniti all’Europa e che Snam acquisterà 2 rigassificatori: «Contiamo di essere in grado di assorbire la nostra quota» di gas offerta dagli Usa. «Oggi abbiamo in funzione tre rigassificatori - ha ricordato Draghi - La disposizione del ministro Cingolani alla Snam è ora di acquistare altri due rigassificatori galleggianti». «Si ha la sensazione che i progressi siano molto rapidi, entro un paio di settimane potremo presentare un piano di rigassificazione dettagliato». E a proposito dell’ipotesi che la Russia punti ad essere pagata in rubli per le sue forniture di gas, Draghi ha sottolineato che «non ci aspettiamo una riduzione delle forniture» di gas dalla Russia.

Il presidente ha espresso anche gratitudine al Papa, ribadendo che «noi cerchiamo la pace». La politica oggi deve parlare del presente e del domani: «La politica che vuole la pace e il bene del paese deve stare unita e seguire la posizione degli alleati che non hanno alcun dubbio sulla nostra posizione. Non dobbiamo perderci in recriminazioni e guardare avanti. Poi i conti si fanno con la coscienza e con il proprio elettorato».

Sulla decisione di destinare il 2% del Pil al riarmo, Draghi ha ricordato che è un impegno preso dal governo sedici anni fa e ora «tornato alla ribalta, perché più urgente è venuta l’esigenza di iniziare a riarmarci. Che significa diverse cose, per l’Italia tutto ciò avviene all’interno della difesa europea, che è fondamentale per l’integrazione politica, perché la garanzia di una difesa europea è la garanzia che non ci faremo più la guerra». Il presidente ha sottolineato anche la necessità e l’urgenza di un adeguamento tecnologico.

Biden in Polonia per nuovi aiuti militari

A un mese dall’inizio dell'invasione russa dell’Ucraina, iniziata il 24 febbraio, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden è intanto sbarcato in Polonia, per rimarcare in prima persona l’impegno dei Paesi occidentali a fornire armamenti all’Ucraina e lo sforzo internazionale a sostegno dei milioni di rifugiati ucraini in fuga dalla guerra. Al contempo, Biden ha voluto esprimere la sua vicinanza al le truppe americane impegnate proprio in Polonia, sul fianco orientale della Nato.

A causa di un cambio di programma per un contrattempo del presidente polacco Duda (costretto a un atterraggio di emergenza e a un cambio di aereo che ha ritardato il suo incontro con il presidente Usa), Biden è riuscito anche a fare una visita a sorpresa all’82esima divisione aviotrasportata alla base di Rzeszow, centro a un centinaio di chilometri da Varsavia. «La posta in gioco non è solo la difesa dell’Ucraina ma la democrazia nel mondo», ha ammonito Biden parlando alle truppe, ricordando che «siamo nel mezzo di una battaglia tra democrazie e autocrazie».

Le attese della Polonia

La Polonia spera che la visita di Biden sottolinei le garanzie di sicurezza già fornite dagli Stati Uniti che l’Alleanza atlantica difenderà “ogni centimetro” del territorio Nato. Non è un mistero che Varsavia desidera vedere ancora più truppe statunitensi schierate sul fianco orientale, a fronteggiare la minaccia russa. Nel confronto con Biden, Duda potrebbe quindi sollecitare una missione internazionale di mantenimento della pace che coinvolga truppe di stanza in Ucraina, un’idea proposta per la prima volta dal leader del partito al governo Jaroslaw Kaczynski durante un viaggio a Kiev.

Task force Ue-Usa per ridurre dipendenza da energia russa

Prima del trasferimento in Polonia, Biden e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen hanno annunciato a Bruxelles la creazione di una task force congiunta nel tentativo di svincolare l’Europa dalla sua dipendenza dal petrolio e dal gas russi. Il panel, presieduto da rappresentanti della Casa Bianca e della Commissione Europea, mirerà a trovare forniture alternative di gas naturale liquefatto e a ridurre la domanda complessiva di gas naturale. Gli Stati Uniti lavoreranno per fornire all’Europa almeno 15 miliardi di metri cubi di gas naturale liquefatto nel 2022, in collaborazione con altre nazioni, ha affermato la Casa Bianca.

Per approfondire: Gas, piano Usa per rifornire l'Europa: fino a 15 miliardi di metri cubi entro fine anno

Nuove sanzioni di Usa, Ue e G7 alla Russia

Poi c'è il fronte delle sanzioni. Gli Usa impongono misure su 328 membri della Duma russa, su 48 aziende della difesa e sul numero uno di Sberbank. Il G7 è pronto ad adottare nuove sanzioni e «continuerà a lavorare per evitare che quelle già decise vengano aggirate anche con la vendita di oro da parte della banca centrale russa», si legge nelle conclusioni della riunione dei leader del G7. «Abbiamo deciso di intensificare il nostro sostegno all'Ucraina, inasprire le sanzioni contro la Russia e liberarci dai combustibili fossili russi», dichiara la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Leggi anche: Perché non sarà facile per Putin tagliare il gas all'Europa e venderlo in Cina

Negoziati in videoconferenza

Mentre sul terreno l’avanzata russa rimane in stallo e Mosca sembra ridimensioanre i suoi obiettivi al consolidamento della sua presenza nel Donbass, i negoziati tra Ucraina e Russia proseguono in videoconferenza, cercando di sciogliere i nodi della “neutralità” e delle “garanzia di sicurezza” richieste dall’Ucraina, che Kiev sta negoziando con Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Francia e Turchia, il cui impegno dovrebbe prevedere l’invio delle armi necessarie alla difesa entro 24 ore da eventuali aggressioni. Se queste trattative online dovessero dare frutti, ha suggerito il capo dello staff di Zelensky, Andriy Yermak, un nuovo incontro in presenza tra le parti potrebbe tenersi a Gerusalemme.

L’agenzia Interfax rivela il pessimismo delle autorità russe. «De facto non stiamo facendo progressi sulle principali questioni politiche», ha spiegato il capo negoziatore russo, Vladimir Medinsky, citato dall’agenzia a proposito dei colloqui tra Russia e Ucraina. Le posizioni stanno invece diventando “più vicine” su questioni secondarie, ha aggiunto.

Erdogan vedrà Putin nei prossimi giorni

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan - che oggi avrà un colloquio con il presidente ucraino Volodymr Zelensky - inconterà il suo omologo russo Vladimir Putin «nel fine settimana o all’inizio della prossima». Lo ha annunciato lo stesso Erdogan sul volo di ritorno da Bruxelles dove ha partecipato al vertice straordinario della Nato. Nell’incontro Erdogan ha intenzione di dire a Putin: «adesso dovresti essere tu l’artefice del prossimo passo per la pace». Quello che a questo punto andrebbe fatto, secondo il presidente turco, è cercare di risolvere il conflitto incoraggiando «un’uscita onorevole da questa guerra».


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