La guerra in Europa

Ucraina, bombe sui profughi: sospese evacuazioni. Draghi a Zelensky: l’Italia vi sostiene

Blinken in tour nell’Est «sconfina» in Ucraina ma ribadisce il no alla no fly zone. Putin sente Erdogan e Macron: la Russia non attaccherà centrali nucleari

Zelensky all’Occidente: “Volete che ci uccidano lentamente?”

5' di lettura

Ci sono due fronti in questo undicesimo giorno di conflitto tra Russia e Ucraina: quello della guerra e quello della diplomazia. Entrambi molto difficili. Sul campo aumenta la pressione russa sui civili in fuga (tanto che naufragano per la seconda volta i corridoi umanitari) e si registrano ancora pesanti bombardamenti in varie località, in particolare a ovest e a nord-ovest di Kiev. A Irpin, distretto a poca distanza dalla città, è stato bombardato un checkpoint per l’evacuazione dei civili in fuga, con un bilancio attuale di 8 vittime. Sempre a Kiev, sono risuonate più volte le sirene di allarme per un’allerta rossa dovuta alla minaccia di un attacco aereo.

Bombe russe su Irpin

La situazione sul campo è tesa, ma tutto sommato stabile. Le forze russe non hanno guadagnato molto nuovo terreno, ben contrastate dall’esercito ucraino che sembra tenere saldamente le linee di difesa. Il bollettino quotidiano delle Forze armate ucraine segnala dal 24 febbraio 11mila vittime nella fila russe e l’abbattimento di 44 aerei e 48 elicotteri. Distrutti anche 285 carri armati, 447 veicoli e 109 sistemi di artiglieria. In un discorso agli ucraini questa mattina, il presidente Volodymyr Zelensky ha elogiato le molte forme di resistenza che le persone hanno scelto per opporsi all’invasione russa e ha definito il suo paese «una superpotenza dello spirito». Il presidente ucraino ha quindi rinnovato la disponibilità a negoziare direttamente con Putin, tornando a sottolineare l’importanza dell’istituzione di una no fly zone da parte dell’Occidente. Ipotesi che l’Occidente continua a respingere, per evitare un’escalation che porterebbe a un conflitto nucleare.

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Distrutti il gasdotto di Donetsk e l’aeroporto di Vinnytsia

Il quadro generale del conflitto in corso in Ucraina conferma la pressione dell’esercito russo in varie zone del paese, basato nelle ultime ore su un uso massiccio di missili e forza aerea. Un attacco missilistico russo ha colpito un gruppo di abitazioni nella regione di Zhytomyr, 140 chilometri a nordovest di Kiev. Colpite da una serie di razzi anche aree residenziali a Korosten e Ovruch.

Ucraina, undicesimo giorno di guerra

Ucraina, undicesimo giorno di guerra

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L’aeroporto di Vinnytsia nel centro dell’Ucraina è stato distrutto da razzi russi, secondo quanto riferisce il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Le forze armate russe hanno danneggiato il principale gasdotto Donetsk-Mariupol: a breve una vasta zona sarà priva di fornitura di gas. Il ministero della Difesa russo sostiene che «praticamente tutte le forze aeree del regime di Kiev pronte alla battaglia sono state distrutte».

A Mariupol evacuazione bloccate dalle bombe

Ancora un nulla di fatto sul versante dei corridoi umanitari da Mariupol e Volnovakha che, come era accaduto sabato, non hanno retto alla prova sul campo a causa delle violazioni della tregua da parte russa denunciate dalle autorità locali ucraine.L’evacuzione dei civili è iniziata alle 12 di questa mattina ma si è bloccata intorno alle 14 a causa di attacchi, secondo quanto riferisce la Croce Rossa. Ricostruzione dei fatti opposta da parte delle autorità di Mosca: sarebbero gli ucraini a non volere evacuare i centri abitati, compromettendo l’efficacia dei corridoi umanitari.

Zelensky parla con Biden e Draghi

La diplomazia, intanto, intensifica gli sforzi per far cessare le ostilità il prima possibile in attesa del terzo round di negoziati e del Consiglio di sicurezza Onu entrambi in programma lunedì 7 marzo. La ripresa dei colloqui tra Mosca e Kiev è stata confermata sia dal negoziatore russo, Leonid Slutsky, che da quello ucraino, David Arakhamia. Non è stato ancora indicato dove si svolgeranno.

Il discorso alla nazione di Zelensky (Ansa)

Zelensky ha sentito al telefono il premier italiano Mario Draghi. «Ho discusso con il presidente del Consiglio Mario Draghi del modo per contrastare l’aggressione. L’ho informato sui crimini della Russia contro i civili, sul terrorismo nucleare. È stata sollevata la questione del sostegno all’Ucraina e dell’esame della nostra domanda di adesione in Europa». Dal canto suo Draghi ha ribadito che «l’Italia sostiene l’appartenenza dell’Ucraina alla famiglia europea».

Anche il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha parlato con Zelensky, assicurando sicurezza, assistenza finanziaria e sanzioni alla Russia. Sulla no fly zone Biden non si esprime, elogiando invece le iniziative private volte a isolare la Russia, come la decisione di Visa e Mastercard di sospendere le operazioni nel Paese.

Putin, telefonate con Erdogan e Macron

Il presidente russo Vladimir Putin, invece, sabato ha incontrato il premier israeliano Naftali Bennett, poi è stato sentito a telefono dal corrispettivo turco Tayyip Erdogan che da quello francese Emmanuel Macron. Quest’ultimo, dopo un’ora e mezza di conversazione telefonica, ha sottolineato che il Cremlino non attaccherà centrali nucleari ma anzi apre agli ispettori dell’Aiea. Rispetto al precedente colloquio telefonico di giovedì scorso, il presidente Vladimir Putin è apparso a Macron «sempre molto determinato» nel raggiungimento dei suoi obiettivi. In particolare, Putin ha ribadito le sue esigenze per un negoziato: la «denazificazione» dell’Ucraina, la sua «neutralizzazione», il riconoscimento dell’annessione della Crimea e dell’indipendenza del Donbass. Tali obiettivi, secondo Putin, «se non saranno raggiunti con il negoziato lo saranno con le operazioni militari».

Putin a colloquio con Macron (Epa)

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha incontrato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a Berlino. «Lavoriamo a nuove misure riguardanti sanzioni ed energia», hanno sottolineato a seguito del summit. In sede Onu, pressing su India e Venezuela affinché escano dall’ambiguità dell’astensionismo e condannino anche loro l’aggressione di Mosca.

Blinken oltre il confine e il tema degli aerei all’Ucraina

Il segretario di Stato americano, Antony Blinken ha proseguito il suo viaggio nell’Est Europa. E da Chisinau, in Moldavia, ha dichiarato: «Dobbiamo continuare a mettere pressione su Putin e il suo governo». Blinken ha poi aggiunto: «Siamo preparati per fare tutto il possibile per sostenere il popolo ucraino e i popoli vicini che lo stanno aiutando». Per alcuni minuti Blinken, incontrando il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, dalla Polonia ha varcato il confine ucraino. L’Ucraina continua a chiedere una no fly zone o, almeno, la fornitura di aerei, tema molto controverso. Innanzitutto per questioni pratiche: gli aviatori ucraini si sono fatti le ossa su velivoli ex sovietici, altra cosa è pilotare caccia Made in Usa.

Antony Blinken (Ap)

Poi c’è il ministero della Difesa russo secondo cui qualunque Paese ospiti aerei militari ucraini «sarà coinvolto nel conflitto. Sappiamo che ci sono alcuni aerei da combattimento in Romania e in altri Paesi confinanti. Vogliamo sottolineare che l’uso futuro di questi aerei contro la forze armate russe potrebbe essere considerato come un coinvolgimento di questi Paesi nel conflitto armato», ammonisce Mosca. La Polonia si toglie dall’angolo informando che non cederà jet all’aviazione ucraina.

Tik Tok chiude i live streaming dalla Russia

Un altro fronte aperto è quello tecnologico, con il blocco delle principali piattaforme di social media in Russia. Le autorità hanno già sospeso Facebook e Twitter, con l’intenzione di arginare la diffusione di notizie sgradite al Cremlino. La piattaforma cinese per la creazione e la condivisione di video Tik Tok ha chiuso i live streaming dalla Russia, isolando ancora di più di Mosca dai flussi di comunicazione internazionali.

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