Ucraina

Usa: i russi pronti a colpire l'Ucraina. G7: Mosca scelga la diplomazia e ritiri le truppe

L'Osce ha denunciato un «drammatico aumento» delle violazioni del cessate il fuoco lungo il confine. Separatisti denunciano attacchi, continua trasferimento civili. La Cina: rispettare le preoccupazioni russe»

Ucraina, Biden: "La Russia è pronta ad attaccare l'Ucraina"

11' di lettura

I venti di guerra che soffiano da giorni sull'Ucraina sono divenuti nelle ultime ore ancora più freddi e taglienti. Le truppe russe al confine con l’Ucraina «sono pronte a colpire», ha detto il segretario alla Difesa Usa, Lloyd Austin durante una visita in Lituania. «Si stanno dispiegando e sono pronti a colpire», ha aggiunto, spiegando che i soldati «si stanno spostando nelle posizioni giuste per essere in grado di condurre un attacco».Secondo Michael Carpenter, ambasciatore degli Stati Uniti presso l’Osce, Mosca ha concentrato fino a 190.000 militari «dentro e vicino» l’Ucraina. Il ministero degli esteri tedesco ha detto che i connazionali devono lasciare d’urgenza l’Ucraina in quanto «uno scontro militare è possibile in ogni momento». Anche la Francia raccomanda ai connazionali di lasciare l’Ucraina e chiede a coloro che si trovano nelle zone più esposte nell’est del Paese ad allontanarsi “senza ritardi”. Analoga indicazione anche dal Regno Unito e Israele.

Diplomazia al lavoro

La diplomazia cerca di giocarsi le sue carte, nella convinzione che sia ancora possibile dare un’opportunità alla pace, ma sul Donbass cala sempre più il gelo. Domani il presidente francese Emmanuel Macron avrà un colloquio telefonico con Vladimir Putin. E il segretario di stato Usa Antony Blinken (che ha avuto un colloquio con il ministro degli esteri italiano Luigi Di Maio a margine del G7 di Monaco) ha accettato l’invito del suo collega russo Sergej Lavrov di incontrarsi il 23 febbraio «a meno che i russi non invadano l’Ucraina». L’Ucraina è «lo scudo dell’Europa» contro l’esercito russo, ha ricordato il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky intervenendo alla conferenza sulla Sicurezza di Monaco.

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G7: Mosca scelga la diplomazia e ritiri le truppe

I ministri degli Esteri del G7 rimangono «gravemente preoccupati per il minaccioso accumulo di presenza militare russa intorno all’Ucraina, la Crimea e la Bielorussia» e chiedono a Mosca di «scegliere la via della diplomazia, ritirare in modo sostanziale le forze militari dai confini dell’Ucraina e rispettare pienamente gli impegni internazionali».È quanto si legge nella dichiarazione dei ministri degli Esteri del G7.«La Russia non dovrebbe dubitare – si legge ancora – che ogni ulteriore aggressione militare russa contro l’Ucraina avrà conseguenze massicce, tra cui sanzioni economiche e finanziare su un ampio spettro di obiettivi individuali e settoriali che imporrebbero costi gravi e senza precedenti sull’economia russa. Prenderemo misure restrittive coordinate in questo caso».

Di Maio: Italia darà il massimo per favorire dialogo

«L’Italia darà il massimo per favorire il dialogo tra le parti e trovare un’intesa che ci conduca alla pace e alla stabilità», così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che oggi ha partecipato a Monaco alla riunione dei ministri degli Esteri del G7. «L’Italia – ha aggiunto – sostiene l’integrità territoriale e la piena sovranità dell’Ucraina. Allo stesso tempo, per trovare una soluzione alla crisi, è imprescindibile il dialogo con la Russia. Lunedì sarò a Bruxelles per il Consiglio Affari Esteri, altro importante appuntamento per lavorare ad una soluzione della situazione in Ucraina con i colleghi europei»

Zelensky: oggi uccisi 2 soldati e tre feriti nell’est Ucraina

Due soldati ucraini sono stati uccisi oggi e tre feriti oggi nell’est dell’Ucraina. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, a conclusione del suo intervento alla conferenza di Monaco. Alti funzionari dell’esercito ucraino sono finiti sotto attacco di un bombardamento durante un tour della linea del fronte del conflitto e sono fuggiti in un rifugio antiaereo.

La situazione nella zona del Paese ai confini con la Russia dove da otto anni, ovvero da quando Mosca ha invaso la penisola di Crimea, è in atto un conflitto sotto traccia tra filorussi separatisti e militari ucraini - un conflitto che ha causato più di 14.000 vittime - è complessa.

Osce: 1.566 violazioni del cessate il fuoco nell’Est Ucraina

Gli osservatori dell’Osce hanno registrato oggi 1.566 violazioni del cessate il fuoco nell’Est dell’Ucraina. Nella regione di Donetsk, sono state rilevate 591 violazioni del cessate il fuoco, comprese 553 esplosioni. Nella regione di Luhansk, si sono registrate 975 violazioni, comprese 860 esplosioni.

Zelensky: subito le sanzioni

«Sulle sanzioni abbiamo discusso. Se mi dicono che l’attacco militare ci sarà al 100% io chiedo perché aspettare? Siano disposte subito». Lo ha detto il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky alla conferenza della Sicurezza di Monaco. «A cosa servono le sanzioni, dopo i bombardamenti? E dopo l’occupazione?» Successivamente, incalzato dall’intervistatrice della Cnn, Zelensky ha chiarito «non si tratta di imporre subito le sanzioni», ma la pubblicazione delle sanzioni potrebbe già esserci

Zelensky: Ucraina vuole calendario chiaro su adesione Nato

L’Ucraina vuole «un calendario chiaro e realizzabile» per l’adesione alla Nato, ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, alla conferenza di sicurezza di Monaco. Il presidente ucraino, ha proposto un incontro con Vladimir Putin, in un momento in cui i timori di un’invasione russa in Ucraina sono al massimo livello. «Non so cosa voglia il presidente russo, ecco perché suggerisco di incontrarci».

Banca Mondiale pronta a prestito di 350 milioni $ all’Ucraina

Il Gruppo della banca Mondiale è pronto ad erogare all’Ucraina un prestito da 350 milioni di dollari, che verrà discusso dal board a fine marzo. È quanto rende noto un comunicato dell’organismo internazionale, al termine di un incontro fra il presidente della Banca Mondiale, David Malpass, e il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, a margine della conferenza sulla sicurezza di Monaco. Malpass, si legge, ha ribadito durante l’incontro «il sostegno al popolo ucraino e la sua economia, per le necessità finanziarie a breve e lungo termine».

Swiss sospende voli in Ucraina da lunedì

A causa delle crescenti tensioni, la compagnia aerea Swiss sospende temporaneamente i suoi voli verso l’Ucraina, e in particolare la capitale Kiev, dalla prossima settimana. Tutti i voli saranno cancellati da lunedì 21 fino al più tardi al 28 febbraio, ha dichiarato oggi un portavoce di Swiss all’agenzia Keystone-ATS.

Ucraina: proseguono le esercitazioni militari russe in Bielorussia

Putin da situation room assiste a manovre militari strategiche

Il presidente russo Vladimir Putin ha dato il via dalla “situation room” del Cremlino alle previste manovre militari e missilistiche strategiche in Russia, nel pieno dell’escalation sull’Ucraina. Al suo fianco il presidente della Bielorussia Aleksandr Lukashenko. Le esercitazioni, ha spiegato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, hanno coinvolto l’esercito, l’aviazione, le flotte del Nord e del Mar Nero con i loro sommergibili armati di missili nucleari, e le forze missilistiche strategiche. La supervisione di Putin, secondo Peskov, è necessaria quando sono coinvolti i missili strategici e da crociera. «Tali test di lancio sono ovviamente impossibili senza il capo dello Stato. Sapete della famosa valigetta nera con il bottone rosso» con i codici che danno il comando per un attacco nucleare, ha ricordato il portavoce presidenziale. In particolare, sono stati lanciati un missile da crociera ipersonico, e duale, Kinzhal, da un aereo da guerra, Kalibr, che ha una gittata di duemila chilometri, e il missile ipersonico Zirkon da unità navali della Flotta del Mar Nero e della Flotta settentrionale contro obiettivi navali e basati a terra. È stato anche lanciato, dalla base di Plesetsk, nel nord del Paese, un missile balistico intercontinentale Yars diretto alla Kamchatka. Nella regione di Astrakhan invece è stato lanciato un missile Iskander.

Lugansk e Donetsk proclamano la mobilitazione generale

Intanto il leader dell'autoproclamata repubblica filorussa di Lugansk, poco dopo il suo omologo di Donetsk, ha proclamato la “mobilitazione generale” sul suo territorio. In questi anni la Russia ha accelerato la distribuzione di passaporti fra i residenti delle due regioni ucraine indipendentiste, enclave russofone (si parla di 720mila passaporti erogati).

Donetsk, stop a trasporti pubblici e chiuse le scuole

Il sindaco di Donetsk, Alexey Kulemzin, ha requisito i mezzi pubblici che saranno invece impiegati per portare i profughi in Russia mentre il ministro dell’Istruzione della autoproclamata Repubblica popolare ha predisposto la chiusura delle scuole fino a dara da definire denunciando il rischio di attacchi delle forze ucraine. Nel frattempo, in Russia sono 26 le regioni che hanno espresso la loro disponibilità a ospitare gli sfollati in arrivo da Donetsk e Luhansk.

Un soldato dell'esercito ucraino è stato ucciso da un colpo d'artiglieria nell'est del Paese, durante uno scambio di fuoco con le milizie filorusse della autoproclamate repubbliche del Donbass, secondo quanto afferma io stato maggiore interforze di Kiev. Una granata di artiglieria sarebbe esplosa nel territorio di Tarasovsky nella regione di Rostov, sul Don, a un chilometro dal confine della Federazione Russa con l'Ucraina. Lo ha rivelato l'agenzia Ria Novosti che pubblica anche le immagini del cratere lasciato dall’ordigno.

L’intreccio scivoloso tra ricerca di un’intesa e prove di forza

È dunque un intreccio politicamente scivoloso quello a cui si assiste in queste ore, nel contesto di quella che sta assumendo sempre più i contorni della più grave crisi vissuta dall’Europa dai tempi della Guerra fredda. Da una parte si continua a cercare un’intesa, attraverso la diplomazia. Dall’altra non mancano le occasioni in cui Putin mostra i muscoli, come dimostrano le esercitazioni.

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Conferenza per la sicurezza a Monaco, parola alla diplomazia

Monaco di Baviera ha ospitato una conferenza sulla sicurezza. Nel suo intervento, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha denunciato l’esistenza di un’alleanza tra Cina e Russia per imporre «la legge del più forte». La Russia, ha aggiunto, «sta cercando di riscrivere le regole dell’ordine internazionale». Poi un passaggio sugli effetti della crisi dal punto di vista energetico: «Oggi posso dirvi che, se pure la Russia chiudesse completamente le forniture di gas, per questo inverno noi in Europa saremmo al sicuro». «In Europa si rischia di nuovo una guerra e il rischio è tutt’alto che bandito», ha detto il cancelliere tedesco Olaf Scholz, aggiungendo però che «ci sono chiari indizi che la Russia è ancora aperta al negoziato. Putin sa che l’adesione dell’Ucraina all’Alleanza atlantica non è in agenda». Il premier inglese Boris Johnson ha lanciato un messaggio chiaro: è un momento pericoloso per il mondo, quindi «non dobbiamo sottovalutare il rischio che si corre attualmente in Ucraina. Ecco perché dobbiamo essere saldamente insieme». A Monaco è intervenuta anche la vicepresidente Usa Kamala Harris: «Gli alleati devono parlare con una sola voce per sottolineare al presidente Putin il caro prezzo che pagherebbe per qualsiasi ulteriore invasione russa dell’Ucraina». «L’ordine della sicurezza dell’Europa è sotto diretta minaccia in Ucraina. Se la Russia attaccherà l’Ucraina, la Nato si rafforzerà all’est dell’Europa», ha concluso Harris. Per quanto riguarda l’Ucraina, il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kouleb ha spiegato che «si sta preparando a tutti i possibili scenari».

Cina, preoccupazioni Russia dovrebbero essere rispettate

Usa e Nato temono che possa consolidarsi un asse geopolitico tra la Russia e il grande competitor degli Usa, la Cina. «Noi siamo per la salvaguardia delle frontiere. La Cina è per la tutela della sovranità l’indipendenza di tutti i Paesi e l’Ucraina non fa eccezione», ha detto il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, intervenendo alla conferenza di sicurezza di Monaco. Il capo della diplomazia di Pechino ha però affermato che «anche le preoccupazioni della Russia dovrebbero essere rispettate». «Speriamo che si possa arrivare a una soluzione che garantirebbe sicurezza e stabilità in Europa», ha aggiunto.

Stoltenberg: se Mosca vuole avere meno Nato ne avrà di più

Secondo il segretario della Nato Jens Stoltenberg: «Non ci sono membri di prima classe della Nato all’ovest e membri della Nato di seconda classe all’est - ha affermato -. E faremo tutto il possibile per difenderci gli uni con gli altri. Se Mosca vuole avere meno Nato ne avrà di più. Non è ancora troppo tardi per la Russia per tornare indietro - ha aggiunto Stoltenberg -, fermare la guerra e lavorare per una soluzione pacifica». Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parlerà con il primo ministro britannico Boris Johnson, con il cancelliere tedesco Olaf Scholz e con la vicepresidente Usa Kamala Harris, per concordare quello che va fatto dal punto di vista del supporto militare al suo Paese.

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Biden agli alleati: se Mosca attacca Ucraina la pagherà cara

«Mosca la pagherà cara se attacca l’Ucraina» ma «può ancora scegliere la strada della diplomazia», ha sottolineato su twitter il presidente degli Stati Uniti Joe Biden dopo una videoconferenza durata 45 minuti con i leader alleati di Unione Europea e Nato. «Abbiamo concordato sul nostro supporto all’Ucraina, di continuare i nostri sforzi diplomatici, e affermato che siamo pronti a imporre costi massicci alla Russia se dovesse scegliere un ulteriore conflitto», scelta che la renderebbe «colpevole» di «una guerra catastrofica», ha continuato il presidente Usa. «Vladimir Putin ha preso la decisione», ha aggiunto. Quando una giornalista ha chiesto al presidente americano se è convinto che il presidente russo abbia deciso di invadere l'Ucraina, Biden ha risposto deciso: «Sì».

L’ambasciatore russo replica: Biden sminuisce richieste Mosca

L’ambasciatore russo a Washington, Anatoly Antonov, ha dichiarato, citato dall’agenzia Tass, che l’accusa di Biden alla Russia di essere responsabile per l’escalation in Ucraina è solo un tentativo di «sminuire» le richieste di sicurezza di Mosca. «Vorrei richiamare l’attenzione sulle ripetute dichiarazioni della leadership russa che noi non abbiamo alcun piano di aggressione nei confronti del popolo fratello dell’Ucraina. le affermazioni che la Russia sarebbe responsabile dell’escalation non può essere trattata in altro modo che come un tentativo di fare pressione e di sminuire le proposte russe sulle garanzie alla sicurezza», ha spiegato Antonov sul suo account Facebook, secondo la Tass. «Gli Stati Uniti - ha proseguito l’ambasciatore - continua a imboccare l’opinione pubblica con palesi bugie», come la “narrazione” che «fa della nostra disponibilità ad accogliere pacifici residenti del Donbass che temono per la propria vita un elemento di propaganda che servirebbe a giustificare una “imminente invasione” dell’Ucraina». Si tratta, ha concluso Antonov, «di un nuovo capitolo della campagna di disinformazione contro la Russia».

Volodin, «Russia proteggerà suoi cittadini nel Donbass se saranno pericolo»

Usa e Nato si aspettano una “provocazione”, che potrebbe innescare la scintilla dello scontro, con un intervento dell’esercito russo a sostegno della popolazione filorussa nel Donbass. Il Presidente della Duma di Stato, Vyaceslav Volodin ha peraltro chiarito che la Federazione è pronta a proteggere i suoi cittadini nel Donbass se saranno in pericolo. «La Russia non vuole la guerra - ha affermato -. Il nostro Presidente, Putin, lo ha ribadito più volte. Se si creano pericoli per i russi che vivono nelle Repubbliche di Donetsk e Luhansk, il nostro Paese li difenderà», ha affermato.

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L’evacuazione di massa ordinata dal Cremlino

I leader delle due repubbliche separatiste, Donetsk e Luhansk, al suono delle sirene, hanno ordinato l’evacuazione dei civili in Russia e lanciato un appello alle armi sotto l’intensificarsi dei bombardamenti dell’artiglieria e lo scoppio di un’autobomba vicino al palazzo del governo di Donetsk, seguiti dal reciproco scambio di accuse tra secessionisti e ucraini. Il primo treno con a bordo oltre 1.000 rifugiati del Donbass è in arrivo nella regione della Federazione russa di Rostov, al confine con l’Ucraina. Lo hanno reso noto le ferrovie del Caucaso del nord, come riportato da Interfax. Proprio a Rostov è stato introdotto, a partire dalle dieci della mattina, lo stato di emergenza «a causa - ha spiegato il governatore, Vasily Golubev - del crescente flusso di profughi» provenienti dalle regioni indipendentiste di Luhansk e Donetsk.

35.000 persone via da Luhansk

Migliaia di persone sono in coda lungo il confine con la Russia. Donne e bambini hanno preso gli autobus messi a disposizione per lasciare l’Ucraina. Secondo quanto ha riportato l’agenzia Tass, il ministro per le emergenze dell’autoproclamata repubblica di Luhansk Yevgeny Katsavalov ha spiegato che in 25.000 hanno lasciato e altre 10.000 persone lasceranno l’area. «Circa 25.000 hanno passato il confine con i loro mezzi - ha affermato - È in fase di organizzazione un convoglio organizzato per il trasferimento di 10.000 persone». Fin dalla mattina - ha riportato l’agenzia Ria Novosti pubblicando anche le prime immagini della fila di bus - si è formata una colonna di autobus all’uscita di Donetsk per l’evacuazione dei residenti, che sarebbe già iniziata dalle prime ore della giornata.

Da Ue assistenza di protezione civile all’Ucraina

L’Unione europea, ha fatto sapere il Commissario per la gestione delle crisi, Janez Lenarčič, «offre piena solidarietà al popolo ucraino, anche con un sostegno concreto. Una volta che l’Ucraina ha chiesto la nostra assistenza, abbiamo lavorato 24 ore su 24 per aiutare le autorità. L’assistenza immediata di protezione civile è in arrivo. La Slovenia, la Romania, la Francia, l’Irlanda e l’Austria hanno fatto le prime offerte e mi aspetto altra assistenza nei prossimi giorni da altri Stati membri dell’Ue».

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Osce, in Donbass centinaia di violazioni cessate il fuoco

Nella tarda serata di venerdì 18 febbraio l’Osce, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, ha registrato un «aumento importante» delle violazioni del cessate il fuoco nel Donbass rispetto ai giorni passati. A Luhansk sono state segnalate 648 violazioni, comprese 519 esplosioni. Nella zona di Donetsk 222 violazioni, con 135 esplosioni. L’Osce ha ribadito la «necessità» di astenersi dall’uso della forza e di attenuare una situazione «già tesa». «La retorica sempre più ostile e incendiaria che abbiamo sentito di recente mina gli sforzi per promuovere pace, stabilità e sicurezza e aumenta il rischio di nuovi scontri ed escalation. Deve finire», ha chiesto l’organizzazione.

Il tentativo di mediazione dell’Italia con Putin

L’Italia, come ha spiegato il presidente del Consiglio Mario Draghi, «è pienamente allineata» alla posizione degli alleati». Se da una parte il governo ritiene che occorra essere fermi con la Russia, dall’altra lavora per evitare che le sanzioni diventino un boomerang, con l’Italia che è indubbiamente tra i Paesi più esposti. La strada da percorrere è dunque quella del dialogo e della diplomazia. Draghi attende di partire per Mosca per incontrare Putin. «Siamo grati al Presidente Draghi per aver accettato la richiesta di mediazione per consentire un incontro tra i presidenti ucraino e russo perché crediamo nel dialogo diplomatico come l’unica soluzione», ha detto l’ambasciatore di Kiev a Roma, Yaroslav Melnyk. La richiesta di mediazione è stata avanzata dal Presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy durante la sua ultima conversazione telefonica con Draghi. Zelensky ha detto più volte di voler incontrare Putin per parlare della possibilità di calmare la situazione, ma fino ad ora la parte russa ha sempre negato tale possibilità. Intanto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha avuto un colloquio con il segretario di Stato americano Antony Blinken a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco, che ha ospitato anche una riunione dei ministri degli Esteri del G7

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