La crisi ucraina

Lavrov: «Nato non deve espandersi a Est». Usa, se Russia invade stop a Nord Stream 2

Putin presto da Erdogan, il presidente Usa dal cancelliere tedesco il 7 febbraio. Ministero degli Esteri di Mosca: consideriamo l’idea di una guerra con l’Ucraina inaccettabile

Russia, nuove esercitazioni militari al confine con l'Ucraina

7' di lettura

Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, è intervenuto nella mattina di giovedì affermando che le risposte finora fornite dagli Usa e dalla Nato sulla questione ucraina non contengono «alcuna reazione positiva sulla questione principale», e cioè «l’inammissibilità di un’ulteriore espansione della Nato a Est e il dispiegamento di armi da attacco che potrebbero minacciare il territorio della Federazione Russa». Lavrov sottolinea ancora che le risposte finora date sono una base che «permette di avviare una conversazione seria, ma solo su argomenti secondari». «A seguito di coordinamento fra i dipartimenti, riferiremo al presidente Vladimir Putin. Lui deciderà i nostri prossimi passi», precisa Lavrov.

Ma dal suo ministero, per tramite di Alexei Zaitsev, uno dei portavoce, arriva anche la dichiarazione che Mosca è concentrata su una soluzione diplomatica della crisi ucraina e considera «inaccettabile» l’idea di una guerra con Kiev. «Abbiamo già ripetutamente dichiarato che il nostro paese non intende attaccare nessuno. Consideriamo inaccettabile anche il solo pensiero di una guerra fra i nostri popoli», ha detto Zaitsev,

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Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha sottolineato che Putin sta leggendo e valutando le risposte consegnate ieri da Usa e Nato sulle richieste di Mosca relative alla sicurezza, ma che comunque non arriverà una risposta subito: «sarebbe stupido credere che una risposta possa essere data già domani». Le risposte di Stati Uniti e Nato hanno respinto, sottolinea Peskov, «inequivocabilmente le principali preoccupazioni sollevate dalla Russia. Sulla base di questa constatazione, certo non ci sono molte ragioni di ottimismo».

Biden dal cancelliere tedesco Scholz il 7 febbraio

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz sarà ricevuto da Joe Biden il 7 febbraio. Lo rende noto la Casa Bianca. «La visita del cancelliere Scholz fornisce un’ opportunità di affermare i profondi e durevoli legami tra Usa e Germania», si legge in una nota della presidenza americana. I due leader «discuteranno del loro comune impegno sia nella diplomazia sia negli sforzi comuni per impedire una ulteriore aggressione russa contro l’Ucraina».

Borrell: risposte Nato e Usa serie, strada negoziati aperta

«La risposta scritta della Nato alle proposte della Russia mette in evidenza la serietà e la responsabilità con cui viene affrontata la situazione attuale. Con la risposta degli Stati Uniti, fornisce una solida base per rafforzare la sicurezza e la stabilità in Europa. La strada per i negoziati è aperta da parte nostra». Così l’Alto rappresentante per la politica estera Ue, Josep Borrell.

Mosca: Usa stanno schierando missili in Europa e Asia, se continuano crisi inevitabile

Mosca sostiene che gli Stati Uniti stanno preparando lo schieramento di altri missili in Europa e nella regione dell’Asia-Pacifico. «Se non si assicura la prevedibilità e il contenimento di queste azioni - sottolinea il Cremlino - una crisi sarà inevitabile», ha detto Vladimir Ermakov, un alto funzionario del ministero degli Esteri russo.

Cremlino: «Putin ha accettato invito a recarsi in Turchia»

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha accettato l’invito a recarsi in visita in Turchia del suo omologo, Recep Tayyip Erdogan. Lo ha annunciato nella mattinata di giovedì 27 il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, sottolineando che Putin andrà in Turchia una volta che la situazione sanitaria e le reciproche agende lo consentiranno. Nei giorni scorsi Erdogan ha in più occasioni ribadito l’intenzione di voler mediare nella crisi tra Russia e Ucraina, dicendosi disponibile ad ospitare colloqui tra le parti. Il presidente turco ha comunque affermato durante un’intervista televisiva, trasmessa dall’emittente privata Ntv, che «La Turchia continuerà a onorare i suoi doveri come alleato Nato».

Il presidente russo recherà in Turchia non prima del 4 febbraio, ha fatto sapere il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu affermando, citando il Cremlino, che la data della visita sarà stabilita al ritorno di Putin da Pechino, dove il leader russo parteciperà alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali, in programma a partire dal 4 febbraio.

Colloqui “Formato Normandia” riprenderanno fra due settimane a Berlino. Kiev: buona notizia

Intanto nella giornata di mercoledì 26 gennaio una serie di colloqui a Parigi si sono chiusi con un nulla di fatto, ribadendo che gli Accordi di Minsk restano «la base del lavoro». Le discussioni con la mediazione franco-tedesca continueranno fra due settimane a Berlino. Intanto in un colloquio telefonico, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha invitato il segretario di Stato statunitense Antony Blinken a «prendere sul serio» le «ragionevoli preoccupazioni della Russia in materia di sicurezza».

A Copenaghen il ​​ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, ha commentato «È una buona notizia» l’accordo di rivedersi a febbraio a Berlino raggiunto ieri a Parigi dai consiglieri dei capi di Stato e di governo di Francia, Germania, Russia e Ucraina (i Paesi del cosiddetto formato Normandia). «La buona notizia - precisa Kuleba - è che i consiglieri hanno concordato di incontrarsi a Berlino, il che significa che almeno per le prossime due settimane è probabile che la Russia rimanga su una pista diplomatica». Tuttavia, Kuleba ha anche chiesto all’Occidente di rafforzare la sua cooperazione militare e di difesa con Kiev. «Anche se sono un grande fan del soft power, temo che questo sia davvero il momento di usare l’hard power - ha concluso - Un’Ucraina forte è di per sé la migliore misura di deterrenza». Soddisfazione per i colloqui di Parigi è stata espressa anche dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha affermato che è prioritario il raggiungimento del «cessate il fuoco stabile e incondizionato» nel Donbass. Lo riporta l’agenzia russa Interfax. «Il cessate il fuoco deve essere garantito, affidabile ed è su questa base che possono essere compiuti i prossimi passi», ha sottolineato il presidente ucraino.

Il ministro degli Esteri ucraino si è anche detto soddisfatto della risposta Usa a Mosca, attualmente “in esame” da parte di Putin: «non ha obiezioni», ha infatti affermato Kouleba. «Abbiamo visto la risposta scritta dagli Stati Uniti prima che fosse consegnata alla Russia. Nessuna obiezione da parte ucraina», scrive Kouleba su Twitter.

Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba. (Mads Claus Rasmussen/Ritzau Scanpix/via REUTERS)

Usa, se Russia invade stop a Nord Stream 2

«Voglio essere molto chiaro: se la Russia invade l’Ucraina in un modo o in un altro, il gasdotto Nord Stream 2 non andrà avanti» ha infatti affermato il portavoce del dipartimento di Stato Usa, Ned Price, parlando con l’emittente radiofonica pubblica Npr. «Non entrerò nei dettagli», ha detto, ma ha aggiunto: «Lavoreremo con la Germania per garantire che non vada avanti».

Anche la Germania ha detto che Nord Stream 2 potrebbe essere coinvolto nel caso di un’escalation militare: la Russia si espone a «conseguenze gravi» in caso di aggressione all’Ucraina, ha ribadito la ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock, che parlando giovedì 27 al Bundestag ha sottolineato che le sanzioni coinvolgerebbero anche il gasdotto Nord Stream 2. «Prepareremo un pacchetto di sanzioni forti», ha spiegato che includono per diversi aspetti «anche Nord Stream 2».

La Cina agli Usa: preoccupazioni russe da considerare

La Cina ritiene che «per risolvere» la questione della crisi sia necessario «tornare ancora al punto originale del Nuovo accordo di Minsk», mentre «tutte le parti dovrebbero abbandonare completamente la mentalità della Guerra Fredda e formare un meccanismo di sicurezza europeo equilibrato, efficace e sostenibile attraverso negoziati». Il ministro degli Esteri Wang Yi ha affermato, nel colloquio telefonico con Blinken, di considerare «le ragionevoli preoccupazioni della Russia in materia di sicurezza» che «dovrebbero essere prese sul serio e risolte». Da parte loro, gli Usa hanno chiesto alla Cina di usare la sua influenza con la Russia per scoraggiare un’invasione dell’Ucraina. «Invitiamo Pechino a usare la sua influenza con Mosca per sollecitare la diplomazia perchè se ci sarà un conflitto in Ucraina non sarà un bene neppure per la Cina», ha detto il portavoce del dipartimento degli esteri Ned Price.

Intanto, è stato annunciato che nella giornata di venerdì 28 il presidente francese, Emmanuel Macron, avrà un colloquio telefonico domani con il leader russo, Vladimir Putin,

Parigi: «Accordi di Minsk base di lavoro»

Nella giornata di mercoledì, i consiglieri dei capi di Stato e di governo del Formato Normandia e i rappresentanti dei ministeri degli Esteri riuniti a Parigi hanno «ribadito che gli Accordi di Minsk sono la base del lavoro» e restano «impegnati ad attenuare i disaccordi attuali nei prossimi lavori», si legge nel documento finale. I partecipanti «sostengono il rispetto incondizionato del cessate il fuoco e la piena adesione alle misure di rafforzamento del cessate-il-fuoco del 22 luglio 2020, indipendentemente da altri temi relativi all’applicazione degli accordi di Minsk».

Soldato ucraino spara in una fabbrica: 5 militari morti

Intanto si respira aria di grande tensione in terra ucraina. Un soldato della locale Guardia Nazionale ha aperto il fuoco contro altri militari in una fabbrica aerospaziale, uccidendone cinque e ferendone altri cinque, prima di darsi alla fuga, secondo quanto ha reso noto il ministro ucraino dell’Interno.

Borsa Mosca e rublo guadagnano sperando nella diplomazia

La Borsa di Mosca e il rublo recuperano posizioni nella giornata di giovedì 27, scommettendo sull’avvio di iniziative diplomatiche che possano risolvere la crisi ucraina e allontanare lo spettro di pesanti sanzioni occidentali contro la Russia. L’indice borsistico in dollari RTS ha guadagnato il 6,26%. Il dollaro, che ieri aveva superato la soglia degli 80 rubli per la prima volta dal novembre del 2020, perde l’1,79% chiudendo a 77,99 rubli. L’euro scende del 2,68% chiudendo a 87 rubli.

Generale Bertolini: ingresso Ucraina nella Nato non può che essere in funzione anti-Russia

«L’eventuale entrata dell’Ucraina nella Nato fa un po’ il paio con tutte le pressioni che ci sono state, soprattutto da parte statunitense nei confronti della Georgia, per entrare nella Nato. È una operazione finalizzata a una funzione obiettivamente antirussa: la Guerra Fredda per gli americani evidentemente non è mai finita. Si tratta di togliere alla Russia l’agibilità sostanzialmente del Mar Nero, dove la Russia ha stanziato la sua flotta e questo è il motivo per il quale Putin a suo tempo si è ripreso la Crimea». Lo dice il generale Marco Bertolini, già comandante del Coi, primo italiano ad aver ricoperto il ruolo di capo di Stato Maggiore della missione Isaf tra il 2008 e il 2009. «Questa volontà statunitense di far entrare l’Ucraina nella Nato è finalizzata a togliere agibilità alla Russia nel Mar Nero e ha anche lo scopo di arrivare a quello che Putin chiama ’accerchiamento’ - spiega - se l’Ucraina entrasse nella Nato, la Nato sarebbe a 500 km da Mosca. Questo chiaramente sarebbe un problema grosso per Putin». «Entrambi, Russia e Stati Uniti, stanno operando per conseguire degli obiettivi irrinunciabili - ribadisce il generale - per la Russia è di carattere vitale tenere la Nato distante dai propri confini e avere l’agibilità del Mar Nero e quindi del Mediterraneo. È essenziale, se perde l’Ucraina e la Georgia sarà limitata. Al pari è vitale anche per gli Stati Uniti, per i quali evidentemente la Guerra Fredda non è mai finita. Hanno sempre questo loro nemico esistenziale nella Russia, anche se non è più un Paese comunista: era l’obiettivo dell’amministrazione democratica con Hillary Clinton, c’è stata la pausa di Trump, che ha messo un po’ in sordina queste contrapposizioni che invece sono diventate più in auge di prima con Biden».

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