Informativa alla Camera

Ucraina, Draghi: «3.400 soldati italiani pronti a rafforzare fianco Est della Nato»- Così gli interventi della Protezione Civile

Governo pronto a intervenire per calmierare i prezzi delle bollette. Bando alle importazioni e alle esportazioni da entità separatiste, sanzioni economiche e finanziarie alla Russia

di Nicoletta Cottone

In Ucraina è guerra: la condanna dei leader per l'attacco russo

5' di lettura

«In seguito all’invasione russa degli scorsi giorni, nel Consiglio Europeo di ieri abbiamo approvato misure molto stringenti e incisive, che erano in preparazione da settimane. I relativi atti legislativi sono discussi in queste ore a Bruxelles, e per questo non posso renderne conto in modo esaustivo. Saranno finalizzati e adottati in tempi rapidissimi». All’indomani dell’attacco di Putin e dello scoppio della guerra in Ucraina il premier Mario Draghi riferisce alla Camera. E successivamente al Senato. Una informativa urgente per un attacco che ha definito fin dalle prime ore «ingiustificato e ingiustificabile».

Bando di importazioni ed esportazioni, congelamento di asset di tre istituti bancari

«Queste misure - ha detto Draghi - consistono nel bando alle importazioni e alle esportazioni da entità separatiste, sul modello di quanto fatto nel 2014 in risposta all’annessione illegale della Crimea. In sanzioni economiche e finanziarie alla Russia, come il divieto di rifinanziamento del debito sovrano sul mercato secondario e il congelamento di asset di tre istituti bancari. Consistono anche in sanzioni mirate nei confronti di individui e entità, come gli oltre 300 membri della Duma che hanno proposto il riconoscimento dei territori separatisti e che hanno votato a favore».

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Zelensky è nascosto in qualche parte di Kiev

«Ieri ho partecipato a un Consiglio europeo straordinario, a cui ha preso parte anche il presidente Zelensky. È stato un momento veramente drammatico quello della connessione con il Presidente Zelensky. É nascosto in qualche parte di Kiev. Ha detto che lui non ha più tempo, che l’Ucraina non ha più tempo, che lui e la sua famiglia sono l’obiettivo delle forze di invasione russa. É  stato un momento drammatico che ha colpito tutti i partecipanti al Consiglio europeo», ha detto il premier Mario Draghi. «Stamattina prima di venire qua, mi ha cercato prima di venire qua, abbiamo fissato un appuntamento telefonico, per le 9.30, ma non è stato possibile poi fare la telefonata perché il presidente Zelensky non era più disponibile».

Le forze italiane in campo: 3.400 italiani

«Le forze italiane che prevediamo essere impiegate dalla Nato sono costituite da unità già schierate in zona di operazioni – circa 240 uomini attualmente schierati in Lettonia, insieme a forze navali, e a velivoli in Romania, e da altre che saranno attivate su richiesta del Comando Alleato», ha reso noto il premier nel corso dell’informativa alla Camera sulla crisi ucraina. «Per queste, siamo pronti a contribuire con circa 1.400 uomini e donne dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica, e con ulteriori 2.000 militari disponibili. Le forze saranno impiegate nell'area di responsabilità della Nato e non c'è nessuna autorizzazione implicita dell'attraversamento dei confini».

Le tappe dell’invasione, preceduto da un attacco cibernetico

In aula Draghi ha ricordato le tappe del’attacco, a partire dalla notte tra mercoledì e giovedì quando la Federazione Russa «ha lanciato un'offensiva imponente nei confronti dell'Ucraina. L'aggressione è avvenuta subito dopo un messaggio con cui il presidente Putin ha annunciato un'“operazione speciale mirata” in Ucraina orientale, ed è stata preceduta da un attacco cibernetico capillare che ha paralizzato i siti governativi ucraini. L'invasione ha assunto subito una scala ampia e crescente. Le forze terrestri russe sono entrate in territorio ucraino da nord-est, nord, sudest e dalla costa sud, ed è stato chiuso alla navigazione il Mar d'Azov, isolando i porti di Mariupol e Berdiansk».

L’Italia condanna con fermezza l’invasione

«L'Italia condanna con assoluta fermezza l'invasione, che giudichiamo inaccettabile. L'attacco - ha detto Draghi con chiarezza - è una gravissima violazione della sovranità di uno stato libero e democratico, dei trattati internazionali, e dei più fondamentali valori europei.Voglio esprimere ancora una volta la solidarietà del popolo e del Governo italiano alla popolazione ucraina e al Presidente Zelensky.Il ritorno della guerra in Europa non può essere tollerato».

Il ritorno della guerra in Europa non può essere tollerato

«Il ritorno della guerra in Europa non può essere tollerato», ha detto a chiare lettere Draghi. Ha raccontano come l'Italia abbia reagito subito. «É stato convocato già nella mattinata di ieri al ministero degli Affari Esteri l'ambasciatore della Federazione Russa. Abbiamo richiamato Mosca a cessare l'offensiva, a ritirare le forze in modo incondizionato, e abbiamo ribadito il pieno sostegno italiano all'integrità territoriale e alla sovranità dell'Ucraina». Draghi ha parlato con il presidente francese Macron, il cancelliere tedesco Scholz, il presidente del Consiglio Europeo Michel, la presidente della Commissione Europea Von der Leyen. «Con loro ho condiviso la ferma condanna di un attacco “ingiustificato e non provocato” ai danni dell'Ucraina».

Prepariamo piani di emergenza contro una crisi energetica

«Il Governo è al lavoro per approntare tutte le misure necessarie per gestire al meglio una possibile crisi energetica. Ci auguriamo che questi piani non siano necessari, ma non possiamo farci trovare impreparati», ha detto il premier Mario Draghi nell’informativa in Parlamento sul conflitto Russia-Ucraina. «Le misure di emergenza includono una maggiore flessibilità dei consumi di gas, sospensioni nel settore industriale, regole sui consumi di gas nel settore termoelettrico. Il Governo è al lavoro inoltre per aumentare le forniture alternative. Intendiamo incrementare il gas naturale liquefatto importato da altre rotte, come gli Usa».

Pochi rigassificatori, serve una riflessione

«La nostra capacità di utilizzo è limitata dal numero ridotto di rigassificatori in funzione. Per il futuro, è quanto mai opportuna una riflessione anche su queste infrastrutture. Il Governo intende poi lavorare per incrementare i flussi da gasdotti non a pieno carico, come il Tap dall’Azerbaijan, il TransMed dall’Algeria e dalla Tunisia, il GreenStream dalla Libia», ha detto il presidente del Consiglio.

Imprudente non aver diversificato fornitori

«Le vicende di questi giorni - ha ricordato il premier - dimostrano l’imprudenza di non aver diversificato maggiormente le nostre fonti di energia e i nostri fornitori negli ultimi decenni. In Italia, abbiamo ridotto la produzione di gas da 17 miliardi di metri cubi all’anno nel 2000 a circa 3 miliardi di metri cubi nel 2020 - a fronte di un consumo nazionale che è rimasto costante tra i 70 e i 90 miliardi circa di metri cubi. Dobbiamo procedere spediti sul fronte della diversificazione, per superare quanto prima la nostra vulnerabilità e evitare il rischio di crisi future».

Verso un ingente flusso di profughi verso il confine Ue

«Si registrano lunghe file di auto in uscita da Kiev e da altre città ucraine, soprattutto verso il confine con l’Ue. È possibile immaginare un ingente afflusso di profughi verso i Paesi europei limitrofi», ha ricordato Draghi.

Necessario intervenire su taglio bollette

«Potrebbe essere necessaria la riapertura delle centrali a carbone, per colmare eventuali mancanze nell’immediato. Il Governo è pronto a intervenire per calmierare ulteriormente il prezzo dell’energia, ove questo fosse necessario. É necessario», ha detto Draghi.

Da G7 e Ue ferma condanna a Russia e Bielorussia

Ieri «ci siamo riuniti insieme agli altri leader del G7, e abbiamo adottato una Dichiarazione di ferma condanna dell’aggressione russa e di richiamo alla cessazione delle ostilità e di ritorno alle trattative». In serata Draghi ha partecipato a un Consiglio Europeo straordinario, a cui ha preso parte anche il presidente Zelensky, «in cui l’Unione Europea ha espresso la sua condanna nei confronti della Russia e della Bielorussia». Nel pomeriggio Draghi parteciperà «a un Vertice della Nato per coordinare il rafforzamento del fianco orientale e ribadire i principi alla base della nostra posizione».

Già 137 soldati ucraini uccisi e 316 feriti

Draghi ha raccontato la pioggia di missili che «è caduta la scorsa notte su Kiev, mentre l'esercito ha assediato varie città lungo la strada tra il confine e la città. L'esercito russo ha preso il controllo della zona della centrale nucleare di Chernobyl». Ha detto che l'Ucraina conta finora 137 soldati uccisi e 316 feriti dall'inizio dell'attacco («ma questi dati in realtà sono già vecchi ora», precisa) e parla di 800 uomini persi dalle forze russe, che invece non hanno ancora fornito dati sulle vittime dell'invasione.

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