Sì bipartisan alla risoluzione unitaria

Ucraina, Draghi: «Non lasciamo che i confini dell’Europa si disegnino con la forza»

Impegna il governo ad «attivare le misure necessarie a preservare le infrastrutture strategiche del Paese da eventuali attacchi informatici o di altra natura»

di Nicoletta Cottone

Ucraina, Draghi: contro invasione servono armi no incoraggiamenti

7' di lettura

Si tratta la tregua, ma l'assedio continua in Ucraina. Le sirene suonano in diverse città. La situazione sul terreno è sempre più pesante. «Negli ultimi decenni molti si erano illusi che la guerra non avrebbe più avuto spazio in Europa. Che gli orrori che avevano caratterizzato il Novecento fossero mostruosità irripetibili», ha detto il premier Mario Draghi nel corso delle comunicazioni in aula al Senato sugli sviluppi del conflitto tra Russia e Ucraina. «Le immagini che ci arrivano da Kiev, Kharkiv, Maripol e dalle altre città dell'Ucraina in lotta per la libertà dell'Europa segnano la fine di queste illusioni», ha detto il premier, che ha poi effettuato le comunicazione anche alla Camera dei deputati. «Ora tocca a noi tutti decidere come reagire. L’Italia non intende voltarsi dall'altra parte», ha detto il presidente del Consiglio, ricordando che «c’è un attacco a libertà e democrazia». Non lasciamo, ha aggiunto, «che i confini dell’Europa si disegnino con la forza».

Chi usa carri armati non vuole la pace

«Non è vero che ci siamo rassegnati nel perseguire la pace, lo voglio dire chiaramente, non c’è nessuna rassegnazione. Vi ringrazio molto per il ruolo che alcuni di voi mi vogliono attribuire in questa ricerca di pace. Non credo che occorra cercare un ruolo, occorre cercare la pace e su questo potete contare che lo farò senza pausa e con tutta la mia volontà. Oggi questo è difficile, per cercare la pace si deve volere la pace, e per chi ha più di 60 chilometri di carri armati e altri blindati alle porte di Kiev non vuole la pace in questo momento», ha detto il premier Mario Draghi nelle repliche alla Camera, facendo riferimento ai convogli di carri armati russi che si stanno dirigendo verso Kiev.

Loading...

Sì alla risoluzione unitaria al Senato e alla Camera

Anche la Camera ha dato il via libera alla risoluzione bipartisan sul conflitto in Ucraina con 520 voti favorevoli. La risoluzione è stata votata per parti, su alcune registrando l’unanimità ma su alcuni passaggi, come sul punto 3 relativo all’invio di mezzi militari, diversi voti contrari. La risoluzione nella mattinata era stata approvata anche dal Senato. Il testo era stato votato all’unanimità nella serata del 28 febbraio dalle forze di maggioranza e di opposizione. «Attivare strategie di diversificazione degli approvvigionamenti energetici, di investimento sulle energie rinnovabili e di utilizzo delle sorgenti di energia del Paese, e concorrendo alle decisioni dell’Ue nella direzione dell’Unione dell’energia», si legge nel testo della risoluzione unitaria che impegna il governo ad «attivare le misure necessarie a preservare le infrastrutture strategiche del Paese da eventuali attacchi informatici o di altra natura, anche tenendo conto delle indicazioni contenute nelle Relazioni del Copasir alle Camere». Bocciate le altre risoluzioni.

Draghi ringrazia per il sostegno a Kiev e al Governo

Draghi ha ringraziato senatori e deputati. «Oggi è un momento in cui il Senato ha discusso il fatto che i valori fondanti della nostra Repubblica sono minacciati. E in quest'occasione, di fronte a questa minaccia, il Senato ha voluto esprimere il suo sostegno al presidente Zelensky, agli Ucraini, all'azione di sostegno che l'Italia fa e farà sul piano umanitario e al governo. E per questo voglio ringraziarvi». ha detto il premier Draghi replicando in Senato agli interventi dei parlamentari dopo le sue comunicazioni all’Assemblea sugli sviluppi del conflitto tra Russia e Ucraina. Alla Camera ha ringraziato «per il sostegno espresso nei confronti del popolo ucraino e del presidente Zelensky, di tutto quello che hanno fatto finora le Forze armate, che continueranno a fare, che faranno molto di più nei giorni che verranno».

L’ambasciata d’Italia a Kiev in trasferimento a Leopoli

Nelle comunicazioni alla Camera il premier Draghi ha detto che è in corso il trasferimento a Leopoli dell’ambasciata d’Italia a Kiev per continuare a svolgere le proprie funzioni, così come altre ambasciate già trasferitesi, che erano presenti a Kiev. Trasferimento legato al deterioramento della situazione di sicurezza a Kiev e della conseguente impossibilità di garantire una piena funzionalità.

Sanzioni senza precedenti

Il premier ha sottolineato come siano state adottate «tempestivamente sanzioni senza precedenti, che colpiscono moltissimi settori e un numero importante di entità e individui, inclusi il presidente Putin e il ministro Lavrov». Sul piano finanziario le misure restrittive adottate «impediranno alla Banca centrale russa di utilizzare le sue riserve internazionali per ridurre l'impatto delle nostre misure restrittive.

Si lavora all’esclusione dal sistema Swift di alcune banche russe

In ambito Ue si sta lavorando a misure volte alla rimozione dal sistema Swift di alcune banche russe». Un pacchetto d sanzioni che ha inflitto «costi molto elevati a Mosca. Nella sola giornata di lunedì, il rublo ha perso circa il 30% del suo valore rispetto al dollaro. La Borsa di Mosca è chiusa da ieri e la Banca centrale russa ha più che raddoppiato i tassi di interesse, passati dal 9,5% al 20%, per provare a limitare il rischio di fughe di capitali. Stiamo approvando forti misure restrittive anche nei confronti della Bielorussia, visto il suo crescente coinvolgimento nel conflitto».

Boicottaggio anche sportivo, Italia pronta a ulteriori misure

Il premier ha anche ricordato che la Russia ha subito anche «un durissimo boicottaggio sportivo, con l'annullamento di tutte le competizioni con squadre russe in ogni disciplina. L’Italia è pronta a ulteriori misure restrittive, ove fossero necessarie». In particolare, «ho proposto di prendere ulteriori misure mirate contro gli oligarchi. L'ipotesi è quella di creare un registro internazionale pubblico di quelli con un patrimonio superiore ai 10 milioni di euro. Ho poi proposto di intensificare ulteriormente la pressione sulla Banca centrale russa e di chiedere alla Banca dei Regolamenti Internazionali, che ha sede in Svizzera, di partecipare alle sanzioni. Allo stesso tempo, è essenziale mantenere aperta la via del dialogo con Mosca».

La crisi rafforza la necessità di nuove regole bilancio Ue

«Nel lungo periodo, questa crisi ci ricorda l’importanza di avere una visione davvero strategica e di lungo periodo nella discussione sulle nuove regole di bilancio in Europa. A dicembre, insieme al presidente francese Macron, abbiamo proposto di favorire con le nuove regole gli investimenti nelle aree di maggiore importanza per il futuro dell’Europa, come la sicurezza, o la difesa dell’ambiente. Il disegno esatto di queste regole deve essere discusso con tutti gli Stati membri. Tuttavia, questa crisi rafforza la necessità di scrivere regole compatibili con le ambizioni che abbiamo per l’Europa», ha affermato il premier.

Segnali preoccupanti in Bielorussia sul nucleare

«Un altro segnale preoccupante - ha ricordaro Draghi - proviene dalla vicina Bielorussia, i cui cittadini domenica hanno votato a favore di alcune rilevanti modifiche della Costituzione ed eliminato lo status di Paese ’denuclearizzato’. Questo potrebbe implicare la volontà di dispiegare sul proprio suolo armi nucleari provenienti da altri Paesi».

Tollerare una guerra di aggressione vuol dire mettere a rischio la pace in Europa

Le minacce di Putin «di far pagare con “conseguenze mai sperimentate prima nella storia” chi osa essere d’intralcio all'invasione dell’Ucraina, e il ricatto estremo del ricorso alle armi nucleari, ci impongono una reazione rapida, ferma, unitaria.Tollerare una guerra d’aggressione nei confronti di uno Stato sovrano europeo vorrebbe dire mettere a rischio, in maniera forse irreversibile, la pace e la sicurezza in Europa. Non possiamo lasciare che questo accada».

Il Cremlino ascolti chi manifesta contro guerra

«Mentre condanniamo la posizione di Putin - ha sottolineato Draghi - dobbiamo ricordarci che questo non è uno scontro contro la nazione e i suoi cittadini - molti dei quali non approvano le azioni del loro Governo. Dall’inizio dell’invasione, sono circa 6mila le persone arrestate per aver manifestato contro l’invasione dell’Ucraina - 2.700 solo nella giornata di domenica. Ammiro il coraggio di chi vi prende parte. Il Cremlino dovrebbe ascoltare queste voci e abbandonare i suoi piani di guerra».

Draghi cita De Gasperi, costruiamo mondo più umano

«Il cuore del popolo italiano, come disse Alcide De Gasperi, è pronto ad associare la propria opera a quella di altri Paesi, “per costruire un mondo più giusto e più umano”», ha detto il premier Mario Draghi in Senato.

Diversificare fonti energetiche: più rinnovabili, rigassificatori e raddoppio Tap

Fondamentale la diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico: «è un obbiettivo da perseguire indipendentemente da quello che accadrà alle forniture di gas russo nell'immediato», ha detto il premier. «Dobbiamo prima di tutto puntare su un aumento deciso della produzione di energie rinnovabili – come facciamo nell'ambito del programma “Next Generation Eu”. Dobbiamo continuare a semplificare le procedure per i progetti onshore e offshore – come stiamo già facendo – e investire sullo sviluppo del biometano.Il gas rimane un utile combustibile di transizione. Dobbiamo ragionare su un aumento della nostra capacità di rigassificazione e su un possibile raddoppio della capacità del gasdotto Tap».

Sostegno per famiglie e imprese

«La guerra - ha ricordato il premier - avrà conseguenze sul prezzo dell'energia, che dovremo affrontare con nuove misure a sostegno delle imprese e delle famiglie. È opportuno che l'Unione europea le agevoli, per evitare contraccolpi eccessivi sulla ripresa»

L’Italia importa il 95% del gas che consuma: oltre il 40% proviene dalla Russia

Il premier ha ricordato che l’Italia importa circa il 95% del gas che consuma e oltre il 40% proviene dalla Russia. L'Italia ha ancora 2,5 miliardi di metri cubi di gas negli stoccaggi e l'arrivo di temperature più miti dovrebbe comportare una significativa riduzione dei consumi da parte delle famiglie. Il Governo, ha detto Draghi, ha allo studio una serie di misure per ridurre la dipendenza italiana dalla Russia.

Procedere sul cammino di una difesa comune

Il premier ha sottolineato come sia «necessario procedere spediti sul cammino della difesa comune, per acquisire una vera autonomia strategica, che sia complementare all'Alleanza Atlantica. La minaccia portata oggi dalla Russia è una spinta a investire nella difesa più di quanto abbiamo fatto finora. Possiamo scegliere se farlo a livello nazionale, oppure europeo. Il mio auspicio è che tutti i Paesi scelgano di adottare sempre più un approccio comune.Un investimento nella difesa europea è anche un impegno a essere alleati».

Gli italiani lascino il Paese su treni quando non c’è coprifuoco

«In Ucraina sono presenti circa 2.300 nostri connazionali, di cui oltre 1.600 residenti. Dal 12 febbraio la Farnesina ha raccomandato agli italiani presenti nel Paese di lasciare l'Ucraina con i mezzi commerciali disponibili. A partire dal 24 febbraio, in seguito agli attacchi da parte russa, l'avviso è stato modificato. Ai connazionali ancora presenti nella capitale ucraina e dintorni abbiamo raccomandato di utilizzare i mezzi tuttora disponibili, inclusi i treni, per lasciare la città, negli orari in cui non c'è il coprifuoco», ha detto il presidente del Consiglio. «In queste ore non vige il coprifuoco, ma la situazione potrebbe cambiare in conseguenza dell'andamento delle operazioni militari. Raccomandiamo la massima cautela», ha aggiunto.

Serve una revisione delle politiche migratorie Ue

«Lo straordinario afflusso di rifugiati che ha già incominciato ad arrivare dall’Ucraina, ci obbliga poi a rivedere le politiche d’immigrazione che ci siamo dati come Unione europea. In passato, l’Unione si è dimostrata miope - ha ricordato il premier - nell’applicare regolamenti datati, come quello di Dublino, invece di adottare un approccio realmente solidale. L’Italia è pronta a fare la sua parte per ospitare chi fugge dalla guerra, e per aiutarlo a integrarsi nella società. I valori europei dell’accoglienza e della fratellanza devono valere sempre».


Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti