elezioni

Ucraina, vince Zelensky: «Priorità fermare guerra e corruzione»

Con il 44% dei voti contati, il partito dell’ex comico si proietta a conquistare 248 dei 450 seggi dell’Europarlamento


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(Epa)

2' di lettura

Gli ucraini hanno dato al loro presidente filo-occidentale, l'ex comico Volodymyr Zelensky, un mandato per far ripartire la politica del paese consegnando al suo partito “Servo del Popolo” un punteggio record nelle elezioni parlamentari da quando l'Ucraina ha ottenuto la sua indipendenza con il collasso dell'Unione Sovietica nel 1991. Con il 44% dei voti già contati, il partito di Zelensky si avvia a conquistare la maggioranza di 248 seggi sui 450 del Parlamento del paese.

Notevolmente staccato, con l'11,5, si colloca - secondo gli exit poll, realizzati dal Razumkov analytical center e dal Kiev International Institute of Sociology - il partito del tycoon Viktor Medvedchuk, ritenuto un intimo del presidente russo Vladimir Putin e sostenitore dell'autonomia per le aree controllate dai ribelli filo-russi nell'Ucraina orientale.
Per Zelensky - emblema dell'anti-estabilishment - si tratta di un secondo trionfo dopo essere riuscito nell'aprile scorso spodestare l'allora presidente Petro Poroshenko. Il partito di quest'ultimo, Solidarietà Europea non ha raggiunto neanche il 10 per cento.
È un risultato che «mostra la grande fiducia che il popolo dell'Ucraina ripone nel nostro partito», è stato il commento a caldo di Zelensky dei risultati che lo indicano per una seconda volta come vincitore.

«Le maggiori priorità per noi e per ogni ucraino - ha aggiunto - sono fermare la guerra, la liberazione dei prigionieri e la lotta alla corruzione che rimane nel Paese».
Se confermato dai risultati definitivi, questo risultato però potrebbe non bastare per conquistare una solida maggioranza, costringendo Zelensky a scegliere un alleato. Dei 424 seggi in palio, 225 saranno infatti assegnati col proporzionale con soglia di sbarramento al 5%, e quindi in base ai risultati dei singoli partiti.

Ma per gli altri 199 si ricorrerà al maggioritario e ai seggi uninominali, dove possono anche essere eletti candidati indipendenti o sponsorizzati da partiti minori.

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